Prova su strada
Nuova Renault Twingo

Nuova Renault Twingo

Con 5 porte e motore e trazione posteriori la Nuova Renault Twingo volta pagina rispetto al recente passato e torna in parte a vestire i panni della citycar rivoluzionaria che furono di sua nonna
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Autore:
Paolo Sardi

EREDITA’ INGOMBRANTE Certe volte le regole della genetica funzionano anche per le automobili. Viene normale pensare una cosa del genere davanti alla Nuova Renault Twingo che, con le sue cinque porte e il motore e la trazione posteriori, torna in parte a vestire i panni della citycar rivoluzionaria che furono di sua nonna, la Twingo originale lanciata nel 1993. Un’eredità scomoda, la sua: simpatica e geniale, affidabile e pratica al tempo stesso, ha fatto vivere un po’ nella sua ombra la seconda generazione, quella del 2007, e ancora oggi resta la pietra di paragone con cui deve fare i conti la nuova arrivata.

RUOTE AGLI ANGOLI La Nuova Renault Twingo, come detto, ha però molte frecce al suo arco, a partire da un look allegro e scanzonato, molto più originale dal vivo che non in foto.  Le proporzioni – mai facili da azzeccare in una piccola lunga 359 cm – sono indovinate e non mancano i richiami a un’altra celebre parente, la Renault 5, a livello di taglio dei fari e del portellone. Nel frontale è invece evidente il family feeling con le altre Renault più recenti, complice il grande logo cromato in campo nero. Non serve poi essere grandi fisionomisti per cogliere come gli ingegneri siano riusciti a ridurre ai minimi termini gli sbalzi, piazzando le ruote ai quattro angoli del pianale. Metro alla mano, la Nuova Renault Twingo è più corta del modello uscente di 10 cm ma ha il passo più lungo di 12, una differenza abissale.

DI TUTTI I COLORI L’interno ha un look semplice e simpatico, con gli strumenti che abbandonano il centro della plancia e tornano in posizione canonica, dietro il volante. E se nella Twingo di una volta a dare un tocco di colore erano i molti dettagli verdi, qui le possibilità di personalizzazione sono quasi infinite. Sette colori esterni e diverse opzioni per i dettagli interni, uniti a molteplici alternative a livello di stickers creano già l’imbarazzo della scelta, senza contare cerchi e altri accessori vari, tra cui spicca anche un tetto in tela da 71 cm x 68 apribile a comando elettrico.

VANI NON VANI Tinte a parte, nell’abitacolo spiccano i sedili con poggiatesta integrato e una plancia semplice e razionale, costruita con plastiche rigide ma spesse e ben assemblate. Le finiture sono in linea con la media della categoria ma gli accenti sportivi fanno sì che la Twingo faccia una discreta figura. Qua e là si apprezza la presenza di numerosi vani portaoggetti, per un totale di ben 52 litri, che vanno a integrare i 188 dmc del bagagliaio. Sono pochini, con un piano di carico piuttosto alto e che alla lunga si scalda leggermente, ma sono pronti a diventare 219, se si piazza in posizione più verticale lo schienale posteriore, o 980, se lo si abbassa del tutto. Interessante anche la possibilità di caricare oggetti lunghi fino a 231 cm, sacrificando anche il posto del passeggero anteriore. Inutile, invece, cercare ulteriore spazio sotto il cofano: qui il motore non c’è ma i tecnici hanno preferito (per me un po’ inspiegabilmente) sfruttare tutto lo spazio per il radiatore, le vaschette per il rabbocco dei liquidi, la batteria e le traverse a deformazione programmata.

INDIETRO TUTTA Venendo alla meccanica, Renault propone uno schema tutto-dietro portato in dote dai partner di Smart, con cui è stato realizzato il progetto a quattro mani (la Twingo ha in comune oltre il 60% dei pezzi con la nuova Forfour, in pratica tutto quello che non si vede). Due unità le tre cilindri a benzina: il 900 turbo TCe 90 cv giù visto sulla Clio e sulla Captur (ma qui inclinato di 49° per non rubare spazio ai bagagli) e un nuovo 1000 aspirato SCe 70 cv, entrambi abbinati a un cambio manuale a cinque marce. Il primo ha una coppia massima di 135 Nm, permette di scattare da 0 a 100 km/h in 10,8 secondi e si accontenta di 4,3 l/100 km. Il secondo, dispone invece di 91 Nm, impiega 14,5 secondi nella prova di accelerazione e sorseggia 4,2 litri o 4,5 nel cilclo di omologazione, a seconda che sia dotato o meno di Stop&Start.

IL GIOCO DELLE COPPIE Gli allestimenti a catalogo sono tre: Wave, Live ed Energy, con quest’ultimo che può essere eventualmente declinato poi in due ulteriori maniere, Openair (con quindi il tetto in tela) e Sport (con un kit estetico più grintoso). Wave e Live vanno a braccetto con il motore SCe 70 senza Stop&Start, mentre tutte le varie Energy sono accoppiate all’SCe S&S o al TCe90, che è l’unica opzione disponibile nel caso si scelga la Twingo Energy Sport.

OFFERTA LANCIO Per conoscere prezzi ed equipaggiamenti nei minimi dettagli consiglio di scaricare il listino completo, che si trova qui sotto in formato PDF. Occorre però precisare che chi andrà in concessionaria nel primo periodo di lancio, a partire dal 20 settembre,  troverà offerte e promozioni molto interessanti. La versione base Wave beneficerà infatti di uno sconto di 1000 euro, che farà scendere il suo prezzo a 8.950 euro, ma ancora maggiori saranno i vantaggi sulla versione probabile best-seller, la Live con motore SCe 70. I suoi 11.550 euro teorici diventeranno infatti 9.600, un prezzo allettante calcolando che la dotazione comprende il climatizzatore e la radio R&GO DAB capace di dialogare anche con lo smartphone e di ospitarlo su un apposito supporto. E ora vediamo come va la Twingo.

COME VA A dispetto delle dimensioni compatte della carrozzeria e della presenza della sola regolazione in altezza del volante, la Nuova Renault Twingo ha un posto di guida che veste bene tutti. Lo spazio per le ginocchia è tanto e nemmeno il pannello della porta si trova troppo a ridosso del gomito. Promosso anche il sedile, l’unica nota stonata viene dal poggiapiede sinistro, che avrei preferito sistemato un po’ più avanti per stendere meglio la gamba. Neanche i due che siedono dietro hanno molto di che lamentarsi. L’angolo di apertura delle porte è ampio e permette di accedere facilmente a un divano su cui si siede impettiti, a causa dello schienale piuttosto verticale. Se non si deve fare la Transiberiana, sulla cosa si può chiudere un occhio, anche perché i centimetri per la testa abbondano e quelli per le gambe sono più di quelli offerti mediamente dalle rivali. Certo, a ripensare all’abitabilità impareggiabile della prima generazione qualche lacrimuccia scende ma occorre ormai rassegnarsi all’idea che negli anni le Case abbiano deciso di sacrificare la praticità sull’altare della sicurezza. Amen.

DATEMI UNA U Mettendosi in movimento, la Nuova Renault Twingo lascia subito a bocca aperta per la sua incredibile agilità. Non ho verificato al centimetro il diametro di sterzata dichiarato di 8,6 metri ma posso dire che non ricordo di aver guidato ultimamente una macchina più svelta nell’invertire il senso di marcia. Il fatto che le ruote anteriori godano di una libertà di movimento non comune, in virtù dello spostamento del motore in coda (si parla di un angolo di sterzata di 45°, quando si gira completamente il volante), si apprezza anche in manovra. Grazie pure alla buona visibilità, la Twingo si dimostra l’auto giusta per i campioni di Tetris desiderosi di cimentarsi in parcheggi a prima vista impossibili.

FACTOTUM Ce n’è quanto basta per fare della Twingo una cittadina modello, anche se una simile definizione va un pelo stretta a questa francesina, che se la cava alla grande quando esce fuoriporta e non vede nei caselli delle autostrade l’incarnazione moderna delle Colonne d’Ercole. Solo quando ci si spinge oltre i 130 km/h imposti dal Codice della Strada lo sterzo ad assistenza elettrica inizia a perdere un po’ di sensibilità e di precisione, ma non è certo questo il genere di macchina con cui fare la roulette russa con Tutor e Autovelox.

MILLE E UNA NOTTE Quanto ai due motori, il mio consiglio è di puntare decisi verso il 1000 aspirato, nome in codice SCe 70. Sulla carta è quello più povero di coppia e meno prestante ma alla prova dei fatti si fa preferire per l’erogazione più pulita e lineare, che nell’uso quotidiano è ben più importante di una manciata di cavalli. La maggior regolarità, tra l’altro, permette di usare di più le marce lunghe quando si viaggia incanalati nel traffico sulle strade aperte, a tutto vantaggio del comfort e dei consumi. Il 900 TCe 90 regala chiaramente alla Twingo un temperamento più vivace ma anche più nervosetto, che può essere esaltato sulla versione Energy Sport dai cerchi da 16”. Anche qui il mio consiglio è di non lasciarsi tentare dal look più sportivo e di optare senza incertezze per le ruote da 15”, che, montando pneumatici dalla spalla più alta, rendono la Twingo molto più comoda sullo sconnesso, senza che il comportamento in curva ne risenta. Anzi, a ben vedere, la diversa struttura della gomma rende le risposte nel misto più omogenee con i cerchi da 15. La tenuta resta sempre buona e lo stesso vale per la stabilità, su cui vigila severo il controllo elettronico della stabilità, molto tempestivo negli interventi.


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