Autore:
Francesco Tornaghi

SPIGOLOSA Come tutti gli oggetti non comuni anche la Scénic colpisce a prima vista: il frontale accattivante, le linee spigolose, il disegno della coda con il montante del portellone che non si trova sullo spigolo ma "piega" verso i tre quarti della fiancata, garantendo anche in fase di manovra una visibilità posteriore davvero invidiabile, e i proiettori di ultima generazione.

E LUCE SIA Su questi ultimi vale la pena spendere subito due parole. Bi-Xenon, sono in grado di mantenere costante la direzione del fascio di luce sia a vettura carica (correzione statica) che a vettura in movimento (correzione dinamica) come in fase di frenata o di accelerazione. Tutto ciò lo abbiamo testato e soprattutto apprezzato quando, dopo una giornata a gironzolare su strade autostrade, ci siamo trovati a dover percorrere il passo Tonale ormai a tarda

sera. Ebbene, nelle condizioni più critiche (salite, discese, tornanti e frenate brusche) i fari della nuova Scénic hanno garantito costanza del fascio luminoso e soprattutto un livello di qualità visiva molto alto. Sicuramente apprezzabile anche l’ampia superficie vetrata dove persino il montante anteriore è di dimensioni contenute, riducendo al minimo quel fastidioso "effetto ombra" classico delle monovolume.

SENZA MANI Come d’incanto, al solo tocco della maniglia, le serrature si sbloccano. La Key Card è un bel vantaggio per chi deve spesso avere a che fare con borse e borsoni, giocattoli, scatole di pannolini e il più delle volte quando si appresta a usare l’auto ha le mani occupate: niente chiave per aprire, niente chiave per partire. Basta "pigiare" un pulsante e la vettura parte solo se, contemporaneamente, si pigia il pedale del freno o quello della frizione. Spegnerla è ancora più semplice: il pulsante di avviamento si trasforma in pulsante di Stop. Ma non è finita qui… automaticamente si inserisce il freno di stazionamento anch’esso azionato completamente elettronicamente, per una sicurezza a prova di ansia.

COMFORT DI GUIDA A bordo tutto appare normale. La posizione di guida è tutta un’altra storia rispetto alla vecchia Scénic, completamente rivista, con il volante meno orizzontale e tutto il resto più ergonomico. Si è più comodi e il risultato è che si può trascorrere molto tempo seduti senza stancarsi. Si è più bassi (nella versione precedente la si era eccessivamente alti e "verticali"), ci si avvicina di più a un'auto tradizionale senza però compromettere il pregio della "monovolume", quello di avere un’ottima visibilità anteriore.

SODDISFATTI Gli interni sono curati, il tessuto utilizzato per i sedili e il materiale utilizzato per plancia, cruscotto e portiere, trasferisce una qualità percepita decisamente superiore rispetto alla precedente versione, anche se resta n aspetto un po’ plasticoso dell’insieme. La plancia e i comandi sono ben studiati, di facile uso; semplice anche adattarsi alla strumentazione posizionata centralmente. Unico handicap, forse, la visione in pieno sole, non proprio perfetta.

PRATICA Al centro, un grosso vano porta oggetti scorre in senso longitudinale e può essere posizionato ad hoc a seconda delle esigenze degli occupanti garantendo, per esempio, il massimo sfruttamento dello spazio per i piedi del viaggiatore seduto al centro nei sedili posteriori. Spazioso (ma non eccessivamente) e di facile accessibilità, è un’ottima idea per chi ha famiglia.

NON AMA BERE  Il motore, un 1.9 turbodiesel da 88kW (120 CV) e coppia massima da 300Nm a 2000 g/min non ci ha deluso: decisamente silenzioso, con un temperamento quasi sportivo (i cavalli ci sono e si sentono..). Molto contenuti i consumi, con una percorrenza media tra i 18/20 km/litro di gasolio con andatura costante in autostrada e attorno ai 13/15 in città. Complessivamente, su poco più di duemila chilometri di percorrenza tra città, autostrada e molta montagna percorsa in modo allegro, il computer di bordo ha segnalato un consumo medio complessivo di 13,2 km/l, percorsi a una velocità media di 62 km/h.

FEELING Il cambio di tipo "joystick", posizionato sulla plancia, è morbido, rapido e anche preciso. Sicuramente un punto di forza di questa autovettura. Le marce sono ben rapportate e permettono di sfruttare a pieno la coppia e l’elasticità. Su percorsi autostradali la Scénic consente di viaggiare in tutto comfort. La stabilità, anche con cambi di direzione decisi, è molto migliorata, lo sterzo è particolarmente preciso e trasmette subito un ottimo feeling al conducente, anche se ha il difetto di essere leggermente disassato rispetto al sedile del pilota.

CURVE DI PIACERE La vera sorpresa l’abbiamo sulle strade tutte curve e tornanti, dove la Scénic stupisce di più. In genere, sui terreni misti, di solito, questi automezzi soffrono maggiormente i cambi di direzione bruschi a causa dell’alto baricentro. E invece lei no: l’inserimento in curva è buono, il comportamento della vettura sincero e soprattutto privo di reazioni brusche. Un altro bel passo avanti rispetto alla precedente versione. Non ultimi i freni, sottoposti e stressati da una guida un po’ sportiveggiante, hanno mantenuto sempre inalterata la loro efficienza.

AGGIUDICATA Dopo una settimana praticamente trascorsa a bordo della Scénic, sia come pilota che come passeggero, è facile trarre una conclusione positiva: la monovolume francese è tra le migliori del suo segmento non solo per estetica, qualità, sicurezza attiva e passiva e alta tecnologia impiegata, ma anche per comfort e piacere di guida. Che si vuole di più?


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