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Range Rover Velar: vista laterale

Range Rover Velar:
la prova su strada

Tutto sulla Land Rover Range Rover Velar: caratteristiche, dotazioni, allestimenti, prezzi e la prova della Velar D240 HSE

28 0
Autore:
M.A.Corniche

LA QUARTA RANGE ROVER La Range Rover che non c’era è arrivata. L’anello mancante nella famiglia altolocata di Land Rover, il trait-d’union tra le forme massicce delle Range Rover e Range Rover Sport e quelle sfuggenti della compatta Evoque. Con la Velar, Range Rover offre spazio in una forma più bassa e sportiva ma fedele alle linee della antesignana che il Design Director di Land Rover, Gerry McGovern, ha ormai declinato in mille forme e misure. Una nuova Range Rover che prende il nome dal prototipo della prima Range del 1969 che, a sua volta, esplorava nuovi territori commerciali.

SUV O SUPER WAGON? Passo lungo (2.874 mm), carrozzeria slanciata con la coda sfuggente e appoggiata su ruote grandi (da 18” fino a 22”), vista nel traffico la Range Rover Velar lascia a prima vista un po’ perplessi: ha inequivocabilmente forme da Range Rover ma con dimensioni, soprattutto in altezza (14 cm in meno rispetto alla Range Sport, 20 rispetto alla Range Rover!), decisamente più contenute (480 x 166 cm). Dimensioni e forme da super station wagon. Gerry McGovern non sbaglia un colpo e, anche questa volta, ha disegnato linee eleganti, personali e a cui è davvero difficile fare un appunto.

DESIGNED BY REDUCTION Vista di tre quarti anteriore la Velar sembra quasi una concept: esagerata, pulita, con sottili fari LED (disponibili in quattro declinazioni fino alla Matrix-laser), maniglie che scompaiono a filo carrozzeria oltre gli 8 km/h e senza quei fronzoli che in genere vengono applicati nel passaggio da una concept all'auto definitiva. Gerry McGovern parla di riduzionismo per la linea veloce e filante della più aerodinamica delle Range Rover (Cd 0,32). Ok, il concetto è chiaro.

TOUCH PRO DUO Se fuori è l’ennesima, riuscitissima e seducente declinazione delle originarie linee Range Rover, all’interno la Range Rover Velar si presenta con una versione più moderna e sportiva con una novità sostanziale, una consolle completamente digitale. Il sistema Touch Pro Duo, di serie per tutte le Velar, è costituito da due schermi da 10”, uno nella parte alla della plancia che si inclina fino a 30 gradi all’accensione per rendersi più visibile e uno annegato nella consolle centrale da cui escono solo tre pomelli, uno per l’accensione del sistema e i due più grandi per la regolazione della temperatura della climatizzazione e dei sedili, oltre che per la intensità del massaggio. In realtà gli schermi sono tre, con gli strumenti sostituiti dalla Velar SE in su da uno schermo da 12,3”.

INTEL INSIDE Il cuore del sistema è un processore Intel quad core con SSD da 60 GB e connettività 4G. Connessi alla rete si può cercare online una destinazione e il sistema, oltre a fornire le indicazioni per raggiungerla, stabilisce se il carburante nel serbatoio è sufficiente e, in caso contrario, indica le stazioni di servizio sulla strada. Nel frattempo il sistema può aggiornare chi abbiamo scelto tra i contatti, via email o sms, sulla nostra ora attesa di arrivo a destinazione. La funzione Arrival Mode mostra una vista a 360 gradi interattiva della destinazione e indica parcheggi disponibili in zona, e mezzi pubblici per affrontare eventualmente l’ultimo tratto. L’hotspot Wi-Fi offre accesso fino a otto device. La funzione InControl Remote consente di interagire con la Velar a distanza, per aprire o chiudere le portiere, verificare il livello di carburante o dove la Velar è posteggiata, avviare il motore e l’impianto di climatizzazione. L’Automatic Collision Detection and Optimized Assistance lanciano un SOS in caso di emergenza con la posizione GPS.

SPAZIO DA RANGE Con un corpicione fatto per l’81% in alluminio da 4 metri e 80 e il passo lungo La Velar non fa rimpiangere troppo le Range Rover più grandi: lo spazio è abbondante in lunghezza, altezza e larghezza anche per chi siede ai posti posteriori. Il bagagliaio offre spazio per 673 litri e un vano di carico profondo un metro con cinque posti in posizione e, abbassando gli schienali posteriori divisi 40:20:40, il volume sale fino a 1.731 litri con il vano di carico che si allunga fino a 179,5 cm. Per aprire il portellone è sufficiente la giusta gestualità con il piede sotto al paraurti. E per non rischiare di smarrire le chiavi durante, magari, un fuoripista in snowboard o una giornata in spiaggia, Land Rover ha escogitato il bracciale Activity Key. Impermeabile e anti...tutto, si può indossare in ogni circostanza: apre e chiude l'auto appoggiandolo sul logo Land Rover applicato al portellone, a patto che le chiavi siano state lasciate a bordo dal proprietario.

LUSSO MODERNO Con l’ultima generazione di Range Rover le finiture interne hanno fatto il salto di qualità, passando da lussuoso-spartan-fuoristradistiche a finiture di lusso, punto. Il motivo traforato della pelle è originale, il disegno e le finiture dei sedili sono modernamente lussuose ed è disponibile il rivestimento in tessuto realizzato in collaborazione con Kvadrat un tessuto misto lana abbinato alla parte centrale dei sedili in tessuto scamosciato. Decisamente elegante e ottima scelta, probabilmente, per chi vive in climi freddi.

SOSPENSIONI PNEUMATICHE Le sospensioni pneumatiche, di serie sulle Velar a sei cilindri e optional (1.650 €) per la Velar D240, adattano continuamente l’assetto alla guida e alla strada: lo abbassano di 10 mm sopra i 105 km/h e la funzione Auto Access Height lo avvicina al suolo di 40 mm quando si slaccia una cintura, una porta viene aperta o si spegne il motore. Per l’offroad le sospensioni sollevano la Velar di 46 mm, per una altezza minima da terra di 251 mm, e si abbassano di 18 mm tra 50 e 80 km/h per l’offroad più svelto. La funzione Grounding Detection provvede a rialzare automaticamente la vettura anche quando chi è alla guida non si accorge di ostacoli pericolosi, come quelli nascosti durante un guado. Sì perché la Velar, da vera Range Rover, anche se non ha le ridotte è una fuoristrada e si tuffa in guadi profondi fino a 65 cm.

RANGE ROVER = FUORISTRADA Dallo schermo sulla console centrale del Touch Duo Pro si accede al menu de Configurable Dynamics per selezionare differenti modalità stradali, da Eco, Auto fino al Dynamic Mode che consente di configurare a piacere sterzo, motore, cambio e assetto. Qui si aprono anche le opzioni del Terrain Response 2 (214 €) per la scelta del terreno che si sta affrontando. Tra gli optional offroad c’è anche l’All Terrain Progress Control (286 €), un cruise control attivo a velocità ridotte (da 3,6 a 30 km/h) che aiuta a muoversi su percorsi accidentati, salite e discese preoccupandosi soltanto di scegliere la giusta direzione. La funzione Low Traction Launch, invece, è un launch control pensato non per fare il tempo al semaforo ma per partire senza problemi su superfici scivolose. Il menu 4x4i, poi, offre tutte le info utili in fuoristrada, dalla indicazione degli angoli di inclinazione laterale e longitudinale, dalla vista delle telecamere anteriore e posteriore, l’angolo di sterzo, la distribuzione della coppia sulle quattro ruote, l’articolazione delle sospensioni e sulla profondità del guado che si sta affrontando.

TRAZIONE INTEGRALE INTELLIGENTE Alla base delle sue doti offroad e anche di quelle onroad c’è la trazione integrale on demand Intelligent Driveline Dynamics, una trazione integrale attiva che in base all’analisi dei parametri di guida si predispone in maniera predittiva ad affrontare qualsiasi situazione, interagendo anche con il torque vectoring che agisce sui singoli freni per evitare sottosterzi, sovrasterzi e perdite di aderenza indesiderate. Interagisce anche con il differenziale posteriore attivo, quando montato.

MOTORI INGENIUM Cinque i motori disponibili. A gasolio, i quattro cilindri due litri Ingenium, da 180 e 240 cavalli e 500 Nm di coppia (0-100 km/h in 8,9 e 7,3 secondi) e il V6 da 300 cavalli e 700 Nm per lo 0-100 in 6,5 secondi. A benzina, la famiglia di motori disponibili per la Range Rover Velar parte anch’essa da un quattro cilindri Ingenium, da 250 cavalli e 365 Nm per lo 0-100 in 6,7 secondi, e termina con il V6 supercharged da 380 cavalli e 450 Nm per 0-100 in 5,7 secondi. Per tutte le Velar il cambio è lo ZF automatico a otto marce con comandi al volante.

LISTINO PREZZI Quattro allestimenti, Velar, Velar S, Velar SE e Velar HSE, declinati nelle versioni liscia e gassata R-Dynamic. Per il primo anno rimane disponibile anche la Velar First Edition caratterizzata da tre colori speciali e da una dotazione particolarmente ricca come il prezzo (da 111.700 euro). I prezzi delle Velar partono dai 58.800 della Range Rover Velar D180 fino ai 90.600 della Velar P380 HSE. La dotazione è già ricca dalla Velar base ma se volete valorizzare al meglio il vostro acquisto potete pensare a una Velar D240 SE, si spendono 75.600 euro e si ottiene una dotazione che comprende tra l’altro cerchi in lega da 20”, fari Matrix LED, sedili in pelle goffrata traforata con 10 regolazioni elettriche, Hi-Fi Meridian Surround da 825 W, Drive Pack (blind spot, cruise adattivo, riconoscimento segnali etc), Park Pack (sensori 360° e rilevamento traffico in retromarcia). Il tetto nero costa 683 euro.

COME VA Per me, che sono ancora una fan delle belle station wagon ma che ho imparato ad apprezzare la comodità e lo spazio delle SUV, la Range Rover Velar potrebbe essere l’auto ideale: grande ma non troppo, più alta di una wagon ma non troppo, con la coda sfuggente e splendide linee da Range Rover. E bravo Gerry! Mi affascina lo studio dei dettagli che impreziosiscono le lamiere lisce e pulite, come la branchia Range Rover che qui diventa orizzontale e collega il cofano e le portiere anteriori, riprendendo la sagoma delle sottili luci anteriori LED.

VOLANTONE A bordo la posizione di guida della Range Rover Velar mi sembra subito meno sportiva, con il volante grande che rimane un poco alto. È l’unico dettaglio che mi fa pensare all’auto del cummenda, il resto è super moderno e sportivo. Il sedile di guida scende bene in basso, permettendomi di trovare la mia posizione preferita, semisdraiata, e non è cosa da poco su una SUV dove, spesso, il posto di guida è verticale come su un vaporetto.

TECNOLOGIA FACILE Un consiglio: prima di salire su una Velar leggete bene tutto quanto si può fare con la sua dotazione tecnologica, tutte le funzioni del sistema Touch Pro Duo. Io non l’ho fatto ed è stato un vero blind test per verificare che la doppia (tripla considerando anche lo schermo da 12,3” infilato nel cruscotto) dotazione di schermi fosse facile e intuitiva da utilizzare anche senza un corso al MIT. Meglio imparare sul campo da fermi, ovviamente, ma anche senza manuale di istruzioni si riesce a fare tutto.

TOUCH PRO UNO Lo schermo superiore ha un layout piuttosto standard per i nuovi display allungati da infotainment, con una doppia visualizzazione, come navigatore e radio, e pagine da sfogliare per accedere facilmente a tutte le funzioni più importanti. Tra cui i settaggi, grazie ai quali scelgo subito il tema dark per gli schermi. Lo schermo sulla consolle è utilizzato soprattutto per accedere al setup della climatizzazione, dei sedili riscaldati, ventilati e massaggianti, e alle modalità di guida offerte dal sistema Configurable Dynamics e Terrain Response 2.

TOUCH PRO DUE Una volta capiti layout e funzioni, è piuttosto comodo ed è intelligente la presenza dei due pomelloni per regolare la temperatura del climatizzatore o quella dei sedili e l’intensità del loro massaggio, informazioni visualizzate nello scampolo di schermo che incorniciano. Almeno per regolare la temperatura non è necessario distogliere lo sguardo dalla strada, come è invece obbligatorio fare per tutti i sistemi con comandi virtuali e non fisici.

STRUMENTI DIGITALI Dalla Velar SE in poi gli strumenti sono sostituiti da uno schermo 12,3” che si presta a cambiare faccia e funzione. Dai classici due strumenti circolari con al centro informazioni varie a scelta, dalle info di viaggio alla mappa del navigatore, si può passare per una configurazione monostrumento, con un grande contagiri al centro e informazioni a scelta ai lati fino ad avere tutti i 12,3” dedicati alla mappa del navigatore. Il passaggio non è rapidissimo, è necessario accedere al menu dai pulsanti sul volante, attivi (cambiano il layout a seconda delle funzioni) e touch (ma è più comodo utilizzarli al clic).

QUATTRO CILINDRI BASTANO Ora, però, devo smetterla di gingillarmi con la dotazione elettronica della Velar e concentrarmi sulla strada, a indicarmi le informazioni di viaggio pensa l’head-up display a colori (1.357 €). La Range Rover Velar D240 che provo – e che sarà certamente tra le più vendute – fa sentire che sotto al cofano ha un duemila quattro cilindri quando questo deve spostare da fermi i 1.800 kg di base più ospiti e bagagli. Svolta la pratica nei primi metri poi diventa silenzioso e la D240 si muove agile e senza troppo sforzo apparente con il diesel da 240 cavalli: sufficiente a rendere veloce anche una Velar alla prova del carico da famiglia in vacanza. In questa situazione la differenza con una Range Rover Sport o una Classic si vede alla prova del bagagliaio: la coda sfuggente rende il vano di carico abbondante sì, ma non da vera SUV in altezza, più da grande wagon. Se siete abituati a caricare fino al tetto qui manca uno strato buono di borse.

SUPER COMFORT Cosa vi aspettate da una Range Rover Velar in viaggio? Che sia comoda? Non vi deluderà: è silenziosa, la posizione di guida è confortevole anche dopo cinque ore (la funzione di massaggio automatico ogni tanto provvederà a tenervi sciolta la schiena), motore e cambio lavorano bene in velocità e le sospensioni pneumatiche sono maledettamente efficaci nel rendere il viaggio vellutato. Sul fronte consumi ci sono concorrenti anche più corpulente che fanno meglio, anche 12/13 km/litro con il mio stile di guida, mentre con la Velar la mia media non è andata sopra i 10,5 km/litro. L’unica vera nota stonata della Range Rover Velar è la mancanza di un sistema di guida semi autonoma, davvero fuori luogo su un’auto di questa categoria, funzionalità che si rivela super comoda nei lunghi viaggi.

STERZO A DUE FACCE Al primo contatto in redazione non ci ha convinto molto lo sterzo, sembra sempre poco comunicativo. Al settaggio standard dopo alcuni chilometri ci si abitua ed è sufficiente smanettare un po’ con i menu per farsi la Velar su misura scegliendo la modalità Dynamic e selezionando quali parametri dinamicizzare a quali no. Io ho reso più sportivo soltanto il volante nella guida normale e ho messo pepe anche a motore e sospensioni, non al cambio, quando mi sono infilato su strade in collina per mettere alla prova la Velar.

SOSPENSIONI PNEUMATICHE Nella prova dacci-dentro la Velar mi ha davvero stupito. Il merito dello stupore credo vada soprattutto alle sospensioni pneumatiche che lavorano meravigliosamente. Anche su strade in collina con un fondo disastrato non mollano mai, aiutate anche da ottimi invernali Michelin Latitude, e alla fine della strada mi accorgo che non mi sono accorto di aver affrontato alcuni passaggi che conosco e dove altre auto spiccano letteralmente il volo sulle cunette. Lo sterzo mi ha sempre accompagnato con precisione e anche il cambio in modalità normale non è mai stato troppo lento, soltanto in alcuni passaggi mi sono aiutato con le palette al volante. Eccellente. L'inclinazione dei montanti del parabrezza, va detto, è molto pronunciata e chi guida seduto in basso li vedrà molto lontani: in curva mi è capitato spesso di guardare la strada più dal finestrino che dal cristallo anteriore.

PRINCE OF DARKNESS La Range Rover Velar si infila in uno spazio lasciato vuoto, è una grande SUV ma con dimensioni che non creano eclissi di sole al suo passaggio, ottima per viaggiare comodi e sicuri con la famiglia, anche quando il terreno si fa difficile e capace perfino di infilarsi in guadi profondi 65 centimetri. Qualche perplessità sulla elettronica di bordo, splendido il Touch Pro Duo ma durante la mia prova sono capitate un paio di defaillance sintomo di un sistema che necessita di un ultimo fine tuning: è capitato che ogni tanto, guardando due film differenti sui due schermi posteriori da 8” (2.356 €), uno dei bambini sentisse l’audio dell’altro e credo che il signore sulla Panda 4x4 bianca sugli Appennini non abbia ancora capito perché continuassi a incenerirlo con gli abbaglianti (automatici) LED. Sembra quasi che il fantasma del principe Lucas, soprannominato Prince of Darkness, che per anni ha flagellato le auto inglesi non abbia ancora trovato pace.


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