Autore:
M.A. Corniche

CUBO NERO Bella grossa, grande e bella. Non sbaglia un colpo Gerry McGovern quando mette matita a disegnare le eredi della Regina delle Suv, della Range Rover. La Range Rover Sport non fa eccezione. Arriva in redazione tutta nera con cerchi da 21 pollici, un enorme cubo nero. Ma da qualsiasi parte possa guardarla non trovo un difetto nello stile, con linee pulite e superfici diritte ma con uno slancio in avanti a mordere la strada fatto da una magia di proporzioni e di linee che si allargano verso il frontale e si stringono verso la coda.

FA SENTIRE LA PRESENZA È grande e alta, e le dimensioni si percepiscono tutte, nel senso che si percepiscono bene guardandola dall’esterno tanto quanto dal posto di guida, grazie al solito cofano pinnato sugli spigoli per farsi vedere bene (come sulla prima Range), e si sentono tutte, anche se le forme squadrate non mettono mai a rischio la fiancata. Aiuta anche il set di telecamere (optional) che per la Range Rover Sport aiuta più nell’approcciare incroci coperti che per tenere sott’occhio i fianchi generosi. Malgrado la dieta record a cui è stata sottoposta grazie alla nuova scocca tutta in alluminio, con 420 chilogrammi in meno rispetto alla vecchia Sport, la nuova Range Rover Sport non sembra certo leggera come un cracker. La stazza, in dimensioni e peso, si sente.

AGGIORNARE IL SOFTWARE, PLEASE Noto con piacere come la qualità degli interni di generazione in generazione sia sempre più da Range e meno da Rover e anche lo stile dell’abitacolo è impeccabile, moderno, funzionale e originale. Oltre che sportivamente lussuoso. È una Range Rover che, anche nella sua versione Sport, con qualche dettaglio esterno che sfiora il kitsch, come le griglie a grattugia che sono ormai tratto distintivo della Casa, riesce a mantenere l’eleganza della progenitrice, al contrario di molte sue concorrenti. L’unico dettaglio non all’altezza della Range è il sistema di infotainment, con una grafica non modernissima e il display al centro della plancia che vede pezzi migliori montati su auto di categoria decisamente inferiore. Per il resto, la Range Sport è sportivamente sontuosa.

AUTOBIOGRAPHY Rispetto alla Range Rover, la Range Rover Sport ha una sua connotazione Sport precisa, anche nella guida. Rispetto alla sorellona Range Rover Classic è un poco più rumorosa, nel senso che la Range è eccezionale e la Sport è ottima sotto il profilo del comfort acustico, una perfetta auto con cui partire anche senza meta, soltanto per il gusto del viaggio. Sul fronte del comfort dinamico è abbastanza dura anche senza scegliere l’assetto più sportivo ma su questo aspetto credo che i cerchi da 21 pollici montati di serie sulla Range Sport Autobiography che provo, esteticamente piacevoli ma decisamente rigidi nella gommatura 275/45, abbiano la loro responsabilità.

ON/OFF Il 3.0 SDV6 da 292 cavalli di birra ne ha più che a sufficienza per la Range Rover Sport, peraltro dimagrita fino a 21 quintali in ordine di marcia. Non serve premere a fondo per muoversi rapidamente ma, se si spinge sul piede destro, la Sport è capace di accelerazioni più che brillanti (0-100 km/h in 7,2 secondi), a cui abbina un bel rombo felino sempre piacevole. All’on/off è necessario abituarsi un poco, con l’acceleratore che sembra avere la prima parte della corsa quasi a vuoto e il cambio che, da fermo, sembra fare di tutto per ottenere una partenza british by appointment of her Majesty, con il risultato che, a volte, nella partenza da ferma sembra un poco incollata a terra, come dovesse vincere una resistenza. È una inerzia voluta, credo, data la natura da vera fuoristrada che, quando si parla della lussuosa Range, è facile dimenticare. Forse non si apprezza al semaforo ma quando è necessario dosare con il bilancino la coppia per muoversi con cautela in una situazione difficile si pensa con simpatia ai tecnici Land Rover che hanno optato per questa scelta.

QUATTROSTAGIONI INDIGESTE Nella guida sportiva la Range Rover Sport mantiene fede al suo nome, con un ottimo bilanciamento dei pesi e della trazione, anche se le gomme all season montate sulla Sport che ho messo alla prova si sono rivelate piuttosto scivolose. Nel rimediare alla scivolosità delle gomme anche i sistemi di controllo si sono rivelati attenti e poco invasivi, quanto basta per mettermi al riparo da scivoloni violenti. Meno sportivo è il comando dello sterzo, più da fuoristrada, qual è la Range Rover Sport, che da sportiva. Lo sterzo è piuttosto demoltiplicato e poco diretto nel comando. Nella guida turistica, da famiglia, la Range Sport sembra più tranquillona di quanto sia in realtà. La metto alla prova su curve che conosco bene, non facili anche per il fondo non perfetto, e alla prova pista, con staccata aiutata da spalettate al cambio e giù tutto appena possibile, la Range mostra quanto sia Sport, con la trazione integrale che si dimostra attiva per tenere il cubone nero bene in linea con quanto gli sto chiedendo di fare. Buono a sapersi per chi è portato a considerarla paciosa e si deve trovare ad affrontare situazioni di emergenza.

SENSORE INSENSIBILE Apprezzabile, come sempre, la porta a tutta altezza che copre anche i cosiddetti brancardi, la parte bassa della carrozzeria, per lasciarli puliti e lasciare puliti anche i calzoni di chi sale e scende dalla Range Rover Sport anche dopo un tuffo nel fango. Un dispositivo che non ho trovato all'altezza della Regina è il sensore pioggia, che lascia il vetro sempre troppo bagnato anche se si regola il sistema su “Max”.

COSTA FASCINOSA Qualche peccatuccio ma la Range Sport è una SUV taglia XL così elegante e bella da evitare l’effetto sborone specie se si esce dai soliti colori e si sceglie uno dei colori eleganti disponibili e che non sceglie mai nessuno (blu, verde, azzurro, havana), è un bel mezzo da vedere e una nave da crociera eccellente che non si presta a inchini anche quando si ha fretta o il cervello si mette in modalità Sport.


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