Autore:
Paolo Sardi

ARRAMPICATA SOCIALE La parte di Cenerentola del listino Porsche è sempre andata un po' stretta alla Cayman e oggi, a tre anni abbondanti dal suo debutto, la piccola coupé rivendica un ruolo diverso, più centrale e importante. A legittimare simili pretese è il lancio del model year 2009, che si può considerare a tutti gli effetti una seconda generazione. Le novità che introduce sono molte, forse non molto appariscenti dal punto di vista estetico ma di grande sostanza sotto la carrozzeria.

E LUCE FU Il taglio dei lamierati resta quello già noto ma i designer sono riusciti a regalare comunque una nuova personalità alla Cayman ridisegnando in parte i fascioni paraurti e rivedendo il disegno dei gruppi ottici. Le loro matite si sono ispirate soprattutto alla Carrera GT, da cui il "Caimano" eredita lo sguardo intenso. Così come anche sulle Carrera più recenti, a fare da filo conduttore tra il muso e la coda sono i Led, utilizzati per le luci rosse, dietro, e per quelle di posizione, davanti. Nuovi sono anche i fendinebbia circolari, mentre tra gli optional ci sono pure fari intelligenti bixeno. Nell'abitacolo si nota invece il mobiletto centrale nero con un inedito stereo con display da 5 pollici.

CUORE NUOVO Gli elementi più succosi della Cayman 2009 sono però due nuovi motori, che fanno segnare passi avanti rispetto al passato sotto tutti i punti di vista, dalle prestazioni ai consumi. Entrambi mantengono il classico schema a sei cilindri boxer e hanno una cilindrata di 2,9 litri nel caso della versione base e di 3,4 litri in quello della variante S. Per realizzarli i tecnici hanno lavorato di fino cercando di limitare i pesi, gli attriti interni e le masse degli organi in movimento.

CARTA CANTA I risultati si vedono sul banco dinamometrico, prima ancora che su strada. Il "piccolo" 2.9 ha una potenza massima di 265 cv e una coppia 300 Nm. Il 3.4, complice anche il ricorso al sistema di iniezione diretta del carburante DFI, ottiene invece 320 cv e 370 Nm. Gli incrementi nei confronti delle prime Cayman sono consistenti:per la base si parla di 20 cv, mentre per la S si è nell'ordine dei 25 cv.

GIOCO DI SQUADRA L'altra novità di spicco per il nuovo anno è rappresentata dal cambio robotizzato a doppia frizione Porsche Doppelkupplungsgetriebe o PDK per i più intimi. Fresco di debutto sulla Carrera, rimpiazza anche nel listino Cayman il classico automatico Tiptronic S. Le sue sette merce lavorano dandosi la staffetta senza soluzione di continuità, con una frizione che attacca giusto mentre l'altra stacca, dividendosi il lavoro con le marce pari e quelle dispari. L'efficienza del sistema si riflette sulle percorrenze medie, che salgono dell'11% con la versione base e del 16% con la S rispetto alle Tiptronic S di generazione precedente.

SCATTISTA La presenza del PDK si traduce in un'incredibile pulizia della progressione, con tempi nello 0-100 che scendono di un decimo rispetto a quelli ottenibili da un mago della cambiata con il manuale a sei marce standard: 5,7 secondi contro 5,8 per la base, 5,1 contro 5,2 per la S. Ancora meglio si può fare se si sceglie nel menù degli accessori il pacchetto Sports Chrono Plus che porta in dote la funzione Launch Control capace di limare due ulteriori decimi.

CHE TENTAZIONI! Questo gadget è solo uno dei molti accessori che popolano il menù della Casa. Al suo interno spiccano, oltre al già citato cambio PDK, il telaio attivo PASM, l'impianto frenante in materiale ceramico PCCB, il sistema di comunicazione PCM con un navigatore dotato di un disco fisso da 40 GB, un assortimento di stereo e sedili riscaldabili e ventilati. Chi dovesse resistere a tutte queste tentazioni per accontentarsi della dotazione di serie (non è una gran fatica, in fondo...) deve mettere a preventivo 51.000 euro tondi tondi per la Cayman con motore 2.9 e62.940 euro per la S con quello 3.4.

ARIA DI CASA Bisogna davvero essere dei gran fisionomisti per accorgersi che si è a bordo della nuova Cayman 2009, affidandosi allo stereo e all'eventuale navigatore, entrambi dotati di schermi maggiorati rispetto al passato. Per il resto l'ambiente è quello di sempre. Ci si siede in basso, quasi rasoterra, con davanti il volante piazzato in verticale e, alle sue spalle, una strumentazione con tre indicatori sormontata da una palpebra a rete.

MONOLOGO Anche se ci sono stati parole e spazio per entrambe le versioni, alla presentazione internazionale quelli della Porsche hanno portato soltanto esemplari di Cayman S, padroni quindi assoluti della scena. Il nuovo 3.400 si avvia con un sound inconfondibile. Grazie a un lavoro di accordatura fatto ad hoc, il sei cilindri boxer suona in modo tipico, borbottante e con voce un po' roca.

RINCORSA Al minimo gira già tondo e pulito, e accetta di buon grado di riprendere anche da bassissimo numero di giri. La spinta si fa discreta già prima che la lancetta del contagiri bussi a quota 2.000, anche se poi i cavalli sembrano voler tirare un po' il fiato, come a prendere la rincorsa prima della galoppata finale. Arrivati a 4.000 giri si avverte invece un deciso cambio di ritmo, che dà il via a un allungo cui pone fine soltanto l'intervento del limitatore.

SU DI GIRI Le differenze rispetto al "vecchio" 3.400 si sentono in termini di linearità ma soprattutto quando si tiene il motore su di giri. I nuovi pistoni e le novità introdotte, in particolare sul lato alimentazione,regalano una maggior fluidità negli acuti più squillanti. Basti pensare che il regime di potenza massima è ora di 7.200 giri e quello massimo consentito dall'elettronica è di 7.500 giri quando prima la centralina tirava i remi in barca arrivati a 7.000 giri.

PIEDE FELPATO Il cambio PDK, già apprezzato sulla Carrera, dimostra di nuovo tutte le sue qualità. Quando si viaggia con la modalità "normale" inserita, le cambiate sono soprattutto dolci, quasi inavvertibili. Se si usa un filo di gas, l'elettronica inserisce le marce a raffica e in men che non si dica ci si trova in sesta o addirittura in settima. Se occorre riprendere con vigore, basta modulare la pressione sull'acceleratore perché il cambio scali una, due o anche cinque marce in un battibaleno per assecondare i desideri del pilota.

TELEPATIA Da questo punto di vista la perspicacia dei microchip ha dell'incredibile. Sembra quasi che funzioni una sorta di telepatia tra l'uomo e la macchina, che esegue i comandi in modo impeccabile, senza fare mai cilecca. L'affiatamento nella guida brillante migliora se si seleziona la modalità Sport, che garantisce scalate più secche e puntuali e innesti più rapidi delle marce, che vengono tenute inserite più a lungo prima che si passi al rapporto superiore.

GUSTOLUNGO Per il resto la Cayman dimostra di non soffrire affatto l'iniezione di potenza. Alla Porsche parlano di lievi aggiustamenti al set-up delle sospensioni standard, che però non è stato possibile provare. Tutti gli esemplari provati montavano infatti il telaio attivo PASM, che lavora alla grande, trasformando con il semplice tocco di un pulsante il comportamento dell'auto, da più confortevole a più rigida e reattiva. In ogni caso la piccola di Casa Porsche si rivela nuovamente un'auto gustosa e divertente, con un ottimo bilanciamento, una gran rapidità e una tenuta elevatissima. Esagerando, la coda parte svelta ma in modo comunque prevedibile e controllabile con uno sterzo impeccabile, oltre che da un'elettronica vigile ma mai invasiva.


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