Autore:
M.A. Corniche

SECONDA CHANCE Un bel salto in avanti con l’ultima generazione, quello della Porsche Cayenne. Un salto di costume, innanzitutto: da cafonauto per eccellenza dei primi anni Duemila, l’auto del Ranzani e dell’arrogante, è sparita dalla circolazione aiutata anche da redditometri e superbolli. Ora ha una nuova verginità, fatta anche di una nuova forma, più Porsche e meno mattonata come la prima serie. Il frontale è la parte più riuscita, di lato sembra il muso di uno squalo e di fronte fari e cofano ricordano, finalmente, quelli di una 911.

IL NERO SLANCIA I fianchi corrono puliti e la coda è altrettanto pulita. Più banale del frontale, rimasta indietro di una generazione rispetto alle nuove Porsche dalle luci affilate, come la 911 serie 991 e la nuova Macan. Arriva in redazione in versione all black, e a prima vista mi sembra un poco esagerata, un po’ tamarra per dirla tutta. Poi la guardo bene. Il nero la smagrisce e i giga cerchi da 21 pollici con gomme taglia 295/35, contribuisco allo snellimento. Mi abituo anche alla lama dello spoiler posteriore color argento, in dotazione alla Platinum Edition.

A TUTTO VOLUME Aumentata di dimensioni (5 cm) rispetto alla prima generazione e al sua mezza seconda generazione frutto di un profondo restyling, la Porsche Cayenne offre a bordo davvero tanto spazio. Per chi siede davanti, per chi sta dietro e gode di un iperspazio per gambe e spalle e anche per i bagagli. La coda nasconde un bagagliaio infinito. Sotto il piano di carico, predisposto per una adeguata ruota di scorta, c’è il bagagliaio di una Smart, in cui ho caricato una borsa grande e ne avrei potute stivare alcune più piccole. Sopra il piano di carico c’è un altro mondo di spazio, tanto a regolare. La sua forma comunque sportiva non mi lasciava pensare a tanto spazio.

SUBITO FACILE A dispetto di tanti marchi blasonati che hanno perso un poco di vista la qualità, per Porsche rimane un credo. Nella meccanica, innanzitutto, ma anche nelle finiture. Al posto di guida è un piacere soffermarsi sui dettagli, sulla qualità dei materiali, sulla teutonicità di alcune soluzioni. Il primo impatto è abbastanza sconcertante: sul tunnel centrale c’è una distesa si pulsanti e levette infinita, da Boing più che da auto. Eppure, capito lo schema, tutto diventa a portata di polpastrello, anche senza bisogno di guardare e cercare il pulsante giusto.

CINQUINA I cinque tradizionali strumenti Posrche di fronte al pilota sono sempre un grande piacere. Tradizione e tecnologia, poi, con il secondo strumento da destra che è in realtà un visore multifunzione. Da computer di bordo a visualizzatore di mappe, passa dalle indicazioni stradali alle informazioni di viaggio o al setup della Cayenne al tocco di una leva (o di una rotellina sul volante se non avete scelto il volante sportivo con paddle).

PRONTA A TUTTO La qualità Porsche si fa apprezzare in viaggio. Certo, non è una 911, è alta 171 cm e pesa più di due tonnellate, non vi aspettate insomma l’agilità di una Boxster. Ma rimane una Porsche, anche se nasce insieme a Volkswagen Touareg. E se Touareg è già una ottima auto, il lavoro di affinamento di Porsche, a partire dal telaio al motore (evoluzione Porsche del 3.0 TDI del Gruppo VW) è costante, metodico, profondo. Sulla Cayenne si viaggia un gran bene. Non è la più silenziosa della sua categoria (Range Rover è imbattibile) ma offre un grande comfort fatto di silenziosità e di spensieratezza di guida. Devi frenare perché la coda si blocca improvvisamente? La tradizionale perfezione dei freni Porsche non manca anche sulla Cayenne. Hai lasciato a casa la famiglia è vuoi divertirti? Motore, cambio, assetto, freni non si tirano indietro. Anzi, il cambio automatico è così intelligente che dei paddle al volante quasi non ho bisogno. Sei un adepto dell’hypermiling? Vai sereno, con la Cayenne si macinano chilometri senza fatica, metti le sospensioni in comfort e vola. Milleduecento chilometri in un giorno? No problem. Fatto e senza arrivare strafatto.

QUASI QUASI Viaggio di notte e penso… ma se avessi bisogno di un’auto da famigliauna bella Cayenne di quella prima/seconda serie che non vuole più nessuno? Si paga a peso e si porta a casa la qualità Porsche, quella che rende utilizzabile ogni giorno anche un 911 degli anni Settanta. 


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