In pista con
Peugeot RCZ Racing Cup

Peugeot RCZ Racing Cup

Sulla pista di Imola la Peugeot RCZ Racing Cup si dimostra una macchina facile per i neofiti ma divertente per i piloti più smaliziati.
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Autore:
Paolo Sardi

BRAVI, BIS Dopo il buon successo dell’edizione 2012, torna nuovamente, anche per la stagione 2013, il Trofeo RCZ Rcing Cup, che vede la Peugeot lasciare il suo abituale terreno di caccia, le strade e gli sterrati dei rally, per cimentarsi tra i cordoli. Inserito nell’orbita del Campionato Italiano Turismo Endurance, questo monomarca rappresenta una buona opportunità per piloti privati e gentleman driver, dato che permette di cimentarsi sulle più belle piste italiane con un mezzo ben preparato e anche contro piloti di grido, come per esempio Ivan Capelli. GUARDA IL VIDEO.

DIAMO I NUMERI Gli appuntamenti messi in calendario dai promoter di LPD per questa stagione sono sette, sulle piste di Vallelunga (27e 28 aprile), Adria (25 e 26 maggio), Magione (22 e 23 giugno), Mugello (13 e 14 luglio), Imola (30 agosto e 1 settembre), Misano (21 e 22 settembre) e Monza (5 e 6 ottobre). In ciascuna occasione sono previste due gare, per un totale di 14 partenze, anche se poi solo 11 saranno i risultati considerati validi ai fini della classifica finale. Il montepremi complessivo della Peugeot RCZ Racing Cup è di 84.000 euro e al vincitore assoluto andrà una RCZ 1.6 THP stradale, oltre a due specialissimi orologi Quartodimiglio Drago Racing Cup. L’iscrizione al campionato costa 1.800 euro (1.200 per chi ha partecipato all’edizione scorsa) mentre la macchina pronto gara ha un prezzo di 54.900 euro più iva.

STRIP TEASE Questa spesa è ampiamente giustificata dalla qualità della componentistica adottata nella preparazione e dal risultato finale. La Peugeot RCZ Racing Cup è sviluppata sulla base della 1.6 THP, spogliata ovviamente di tutto ciò che non serve in ottica corsaiola. A fare la differenza, però, non è solo quello che manca, ma a una miriade di particolari che fanno di questa RCZ una macchina corsa Doc.

UN ALA PER VOLARE Da un punto di vista estetico è impossibile non notare l’enorme ala posteriore, mentre serve un occhio più clinico per notare il cofano in fibra. Non serve essere Shelock Holmes per notare poi i cerchi Speedline 9 J x 18” Et 10 gommati 245/645 Pirelli slick (o 235/635 rain). Dietro le loro razze fanno capolino i freni a disco, quelli anteriori sono ventilati da 355 mm x 28 lavorati da pinze AP Racing a sei pistoncini, mentre quelli posteriori sono pieni da 290 mm x 12, con pinza a pistoncino singolo.  L’assetto è studiato da Peugeot Sport, tanto a livello di ammortizzatori, quanto di molle e di barre, e prevede la possibilità di regolare sia l’altezza da terra sia la geometria delle ruote.

SECONDA SPREMITURA Passando alla meccanica, la nuova mappatura della centralina porta in dote 10 cv e 10 Nm in più rispetto alla macchina da gara dello scorso anno. Ora i nuovi picchi sono di 260 cv a 6.500 giri e 300 Nm tra i 3.500 e i 5.500 giri, ottenuti grazie anche al turbo Borg Warner P154 e allo scarico da 70 mm, con alimentazione accordata di conseguenza.  A fare da spalla al motore c’è un cambio sequenziale Sadev ST82-14 elettroattuato a 6 marce con paddles al volante, che manda la potenza alle ruote anteriori attraverso anche un differenziale a slittamento limitato. La Peugeot RCZ Racing Cup fa fermare l’ago della bilancia a 1.040 kg ed è accredita di una velocità massima superiore ai 245 km/h.  Curiosi di sapere come va? Basta girare pagina…

A DIETA La presenza della gabbia con roll-bar saldato impone qualche contorsionismo per raggiungere il posto di guida, mentre il sedile superavvolgente mi ricorda che da troppo tempo rimando di lunedì in lunedì l’inizio della dieta. In ogni caso la cintura a quattro punti si chiude e quindi la procedura di partenza può avere inizio, una volta rimesso al suo posto il volante con le levette del cambio solidali e consatato che la triangolazione con la pedaliera rasenta la perfezione. Avviato il motore, l’innesto della prima avviene schiacciando un pulsante verde sul volante, e tirando la leva di destra dopo aver schiacciato il pedale della frizione. GUARDA IL VIDEO.

MUSICA, MAESTRO! La partenza non è affatto difficile e nelle cambiate successive il piede sinistro non è più chiamato in causa. Ogni passaggio di marcia, secco e piuttosto rapido, aiuta a ricordare bene di che pasta sia fatta la Peugeot RCZ Racing Cup, che si muove accompagnata anche da una colonna sonora molto suggestiva. Lo scarico ha infatti un suono cupo e profondo, che diventa più squillante man mano che si avvicina l’intervento del limitatore, anticipato dall’accensione in sequenza di Led  sopra la completissima strumentazione digitale (per la cronaca, la macchina è dotata anche di sistema di acquisizione dati Magneti Marelli).

FERMI TUTTI Le prime curve del circuito di Imola sono fondamentali per prendere le misure all’impianto frenante, potentissimo e decisamente sovradimensionato ma privo di servofreno e di Abs. Meglio capire in fretta come si comporta perché i giri a disposizione sono pochi e alla Rivazza c’è una staccata impegnativa in discesa in cui è meglio sapere cosa ci si deve aspettare.

BEN PIANTATA Quando inizio a spingere un po’, sotto l’occhio vigile di un tutor al mio fianco, la Peugeot RCZ Racing Cup si dimostra prima di tutto una macchina facile, con la quale anche chi non è un vero pilota riesce a togliersi belle soddisfazioni. In frenata il posteriore non si alleggerisce tanto e trasmette sempre una rassicurante sensazione di appoggio. Anche in curva la RCZ resta ben piantata e mostra una notevole scorrevolezza, grazie all’eccezionale grip offerto dalle gomme slick. Se si entra in curva un po’ troppo allegri il muso tende ad allargare ma l’impressione è che si tratti di un problema facilmente risolvibile, creato probabilmente ad hoc per mettere per tempo in guardia i piloti improvvisati. L’assetto è piatto ma lavora bene anche quando, presi dalla foga, si taglia un po’ sui cordoli, come capita spesso per esempio alle Acque Minerali o alla Variante Alta. La Peugeot RCZ Racing Cup digerisce lo scossone e riatterra senza scomporsi, subito pronta a riprendere la traiettoria ideale.

LUNGA VITA Il motore, dal canto suo, spinge bene e fa un ottimo gioco di squadra con il cambio, ben rapportato e preciso. La buona elasticità permette di scegliere talvolta una marcia più alta del normale e di puntare sulla guida pulita, uno stile che paga sempre e che consente di limitare gli stress per le gomme e per la meccanica. Il tutto, tra l’altro, a vantaggio anche dell’affidabilità, apparsa sinora un vero e proprio punto di forza della RCZ Racing Cup. A margine della prova della macchina da corsa, ho fatto qualche giro anche con la RCZ stradale, che mi impressionato molto favorevolmente. La pista, infatti, e quella di Imola in particolare, è un banco prova severo ed impietoso ma la coupé di casa Peugeot ha fatto la sua onestissima figura: grazie al baricentro basso e a un assetto indovinato, rolla pochissimo e permette di godersi bene il tracciato, con un motore vivace e gustoso.


TAGS: peugeot rcz racing cup imola Tutte le prove auto del 2013

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