Autore:
Paolo Sardi

AL CENTRO DELL’ATTENZIONE Sarà forse stato per colpa (o per merito, questione di punti di vista…) della vernice grigia opaca ma da molto tempo non mi sentivo così tanti occhi addosso ai semafori come al volante della Peugeot RCZ Asphalt 2.0 HDi. In città, la serie speciale a tiratura limitata della coupé del Leone è al centro di un’attenzione che definirei trasversale dal punto di vista dell’età e anche unisex, suggellata dalla vittoria del premio European Gay Car of the Year 2011 ottenuta dal modello base.

ALL INCLUSIVE La vernice opaca, nome in codice Grigio Mat Telluric, è il vero segno distintivo della Peugeot RCZ Asphalt 2.0 HDi, assieme ai cerchi bicolore Solstice da 19”. Una volta varcato il battitacco in alluminio con logo Asphalt, l’abitacolo riserva a sua volta colpi ad effetto, a partire dai sedili sportivi a regolazione elettrica rivestiti in nappa. Su questa versione sono poi standard molti gadget a richiesta sulla RCZ vulgaris, come anche i Pack Vision ed Easy Motion, che portano nella dotazione di serie, tra le altre cose, i fari allo xeno con lavafari e i sensori pioggia e crepuscolare. A migliorare la qualità della vita a bordo ci sono anche il sistema audio JBL e il sistema d’infotainment WIP Com 3D, con telefono integrato e navigatore, con hard disk da 30 GB su cui trovano spazio la cartografia e la musica preferita.

INDIETRO TUTTA Già di suo, comunque la Peugeot RCZ Asphalt ha un interno sorprendentemente accogliente. Sotto il tetto attillato, con le due tipiche gobbe studiate per regalare un po’ di spazio in più alla testa dei passeggeri, il posto di guida accoglie bene anche chi è più alto e in carne della media. Così come già notato in occasione della prima prova, l’unica nota stonata viene dalla pedaliera, un po’ distante dal pavimento e che costringe a sistemare il sedile in posizione particolarmente arretrata. In ogni caso il volante ha regolazioni ampie pure in profondità e arriva comunque alla giusta distanza.

2+2 NON FA 4 Chi ci rimette in tutto questo è chi siede alle spalle del pilota e si ritrova con poco spazio per le gambe, oltre che con la testa appiccicata al lunotto. Poche storie: sulla Peugeot RCZ, Asphalt o no che sia, possono viaggiare al massimo due adulti e due bambini, meglio se non troppo cresciutelli. Il quadro torna invece positivo spostandosi ancora più in coda, dove si apre un bagagliaio molto ampio: la scheda tecnica parla di 384 litri, mentre l’esperienza quotidiana dice che il problema non è farci stare la spesa ma, casomai, tenere fermi i sacchetti.

SENZA SBAVATURE Per essere una coupé, la Peugeot RCZ non se la cava male neppure dal punto di vista della visibilità, con superfici vetrate ampie, che mettono una pezza alla forma spiovente delle lamiere, i cui ingombri non sono sempre facili da capire al volo in città. Nel misto, invece, a dare un po’ noia sono i massicci montanti anteriori, che talvolta impediscono di vedere bene la traiettoria ideale. Questa versione Asphalt sa comunque farsi perdonare: appoggiata sulle ruote da 19”, ha limiti di tenuta elevatissimi e pennella le curve senza incertezze, anche quando ci si fa prendere la mano e si entra in curva a cannone. L’adozione di pneumatici ribassati non ha neppure particolari controindicazioni dal punto di vista del comfort, che resta accettabile anche sul pavé.

AFFINITA’ DI COPPIA In questo quadro, il turbodiesel due litri HDi rappresenta la scelta ideale per equipaggiare la Peugeot RCZ Asphalt. Con la sua coppia generosa, abbinata a buone capacità di allungo, asseconda ogni stile di guida. La coupé francese si dimostra dunque una macchina a tutto tondo, capace di soddisfare anche i maratoneti della corsia di sorpasso, con percorrenze medie spesso superiori ai 15 km/litro.


TAGS: peugeot rcz asphalt 2.0 hdi Tutte le prove auto del 2012