Autore:
Paolo Sardi

LA MAGGIORANZA VINCE Avremo ragione noi italiani a continuare a snobbare imperterriti le berline a tre volumi oppure avranno ragione gli altri automobilisti del mondo, che queste macchine le comprano sempre e comunque, più o meno a tutte le latitudini? Noi saremo anche celebrati come maestri del design e della moda mentre nel resto del mondo proliferano i discepoli del calzino bianco di spugna sotto il vestito buono, però, siccome i bilanci devo quadrare, le Case non hanno esitazioni e rispondono con i fatti sfornando mezzi di taglio classico, specie da quando il mercato cinese ha messo il turbo.

QUESTIONE DI TEMPO E proprio pensando anche alla Cina come sua patria adottiva è stata disegnata per esempio la Peugeot 508. Se devo dirla tutta, la sua linea prudente non mi aveva convinto al 100% quando l’avevo vista per la prima volta. Avendo la 508 in uso per più giorni, però, pian piano ci si fa l’occhio alle sue forme e alla fine si apprezza lo sforzo degli stilisti, che hanno avuto il non facile compito di mescolare elementi tradizionali ad altri più moderni. Le mie preferenze restano però quelle della prima ora: promosso il muso, che verrà poi ripreso anche da altri modelli, mi lascia ancora un po’ perplesso il lato B, che trovo poco atletico, ma chesi fa perdonare ospitando un bagagliaio da ben 515 litri.

VIA COL VENTO Giudizi soggettivi a parte, la carrozzeria senza un pelo fuori posto della Peugeot 508 ha un pregio sicuro: il suo Cx è pari a 0,26. Questo valore la mette ai vertici della categoria per efficienza aerodinamica e contribuisce a far venir fuori in men che non si dica quello che è il pregio principale della 508 2.0 HDI da 140 cv in prova: i bassi consumi. Se non si passa la vita in coda nel traffico urbano, è facile registrare percorrenze medie nell’ordine dei 17 km/litro abbondanti e, complice un serbatoio da ben 72 litri, le soste dal benzinaio diventano una rarità.

LA MARATONETA Con un’autonomia che supera alla stragrande i 1.000 km, è normale pensare alla Peugeot 508 2.0 HDI 140 cv come a una stakanovista della corsia di sorpasso. Tra l’altro, per la versione base, chiamata Access, il prezzo è di 26.500 euro, cifra che rende la macchina appetibile anche come strumento da lavoro, nelle flotte aziendali così come per gli artigiani che non vogliano spendere altri 2.400 euro per la più accessoriata Business. E in effetti la berlina transalpina veste alla grande i panni della maratoneta, con un comfort di marcia di alto livello.

GIU’ LA GUARDIA Se ci si arma di lente d’ingrandimento e si picchietta con le unghie qua e là si notano particolari un po’ economici, non sempre all’altezza dell’eccellente qualità cui ci hanno abituato le altre Peugeot recenti. E’ un po’ come se, dovendo conquistare mercati più di bocca buona, alla Peugeot avessero abbassato appena il loro standard. Tuttavia è più una questione di forma che di sostanza: queste scelte non si notano nell’uso quotidiano, con tutti i componenti che fanno bene il loro lavoro, anche su questa variante basic.

BADA AL SODO Il concetto si può estendere anche al resto della Peugeot 508, che magari non fa scattare il colpo di fulmine come una freccia di Cupido ma si riscatta con la sua concretezza e con il suo equilibrio chilometro dopo chilometro, giorno dopo giorno. In città non è affatto impacciata e quando esce fuori porta l’assetto si dimostra un buon compromesso, che mette d’accordo chi ha frequenti pruriti al piede destro e chi invece lo tiene leggero come una piuma. Le sospensioni incassano bene i colpi sullo sconnesso e tengono permettono comunque di guidare allegramente senza alcuna apprensione.


TAGS: tutto agosto in uno sguardo peugeot 508 2.0 hdi access Tutte le prove auto del 2011