Autore:
Paolo Sardi

COM'E' Per favore, non chiamatela station wagon! Il suo nome è esssevù, 407 essevù per essere precisi. Nella sostanza delle cose, è la sorella con la vocazione per la famiglia e per il tempo libero dell'ultima berlina della Peugeot. La divagazione sul nome sembra oziosa ma lo è solo fino a un certo punto. E' innegabile infatti che la 407 sia una giardinetta un po' sui generis. Contrariamente a quanto accade per alcune rivali, la coda mantiene una forma compatta e filante. E i vertici della Casa non fanno mistero di aver puntato più sulla pulizia della linea e sull'equilibrio dinamico che non a massimizzare la capacità di carico.

FALSA MAGRA

Non che in questo senso la 407 SW sia comunque carente. Pur senza avere un design da cassapanca, assicura anzi una capacità di carico dignitosissima, con un volume utile che va da 468 a 1654 litri e con una forma perfettamente regolare. Vivissimi complimenti: davvero un bel risultato, se si pensa che la lunghezza totale cresce di soli 87 mm rispetto alla tre volumi, attestandosi a quota 4763.

NEL SEGNO DI ZORRO

La coda ha un'aria muscolosa, avvolgente e tondeggiante, con un lunotto che si estende fino ai lati dei montanti, che scendono controvento e paiono sagomati dalla lama di Zorro. E' uno stile che contrasta abbastanza con quello del frontale, filante e slanciato, che è invece ripreso pari pari dalla berlina. Il risultato d'insieme è comunque gradevole e e fa di questa Peugeot un qualcosa che esce un po' dagli schemi classici della categoria.

FIAT LUX

Anche l'abitacolo sfoggia una spiccata personalità. La sua principale nota distintiva è la notevole estensione delle superfici vetrate. Il parabrezza è il più ampio del segmento e i finestrini anteriori che non sono certo da meno. L'apoteosi si ha però grazie al tetto panoramico in cristallo atermico (non apribile e perfettamente schermabile), che rende l'ambiente più allegro e luminoso.

ILLUSIONISTA

Proprio la grande luminosità fa sembrare questa Peugeot più spaziosa di quanto in effetti non sia. I centimetri che servono ci sono tutti, sia chiaro. Tuttavia, quando ci si accomoda dietro, si scopre che i sedili anteriori sono più vicini alle ginocchia rispetto a quanto accade su alcune concorrenti e che per scendere si fa un po' di fatica per la presenza di un certo dislivello tra la soglia della portiera e il pavimento, posto un po' più in basso.

CONFORT

La 407 SW sa però come farsi perdonare, con una dotazione molto completa per tutti e quattro gli allestimenti che compongono la gamma. Già sulla versione base, chiamata Confort, di serie ci sono infatti, oltre al già citato tetto panoramico, l'Abs, l'Esp, sette airbag, il climatizzatore automatico, la radio con lettore CD, i fendinebbia e il computer di bordo.

SPORT

Salendo di un gradino e di un migliaio di euro tondi tondi, si acquista invece la Sport che, tra le altre cose, vede aggiungersi all'equipaggiamento i cerchi in lega, l'indicatore della perdita di pressione dei pneumatici e il volate a tre razze rivestito in pelle. Su questa versione il climatizzatore automatico diventa bizona, compare la rete fermabagagli e si ampliano le possibilità di regolare i sedili.

SPORT PACK TECNO

Altri mille euro ulteriori occorrono invece per portarsi a casa la Pack Tecno, che sul piatto mette anche i rivestimenti interni in pelle e tessuto, la regolazione elettrica dei sedili e i sensori per l'assistenza al parcheggio. Si tratta di un aiuto che può rivelarsi utile, visto che la visibilità posteriore è discreta e nulla più.

EXECUTIVE

Qualora si cercasse qualcosa di più elegante e di meno sportivo, per la stessa cifra si può scegliere anche la Executive. Questa versione rinuncia al rivestimento misto pelle e in cambio offre interni in velluto, lo specchio retrovisore fotocromatico, un impianto stereo di miglior qualità e i vetri laterali stratificati.

CINQUINA

Cinque sono invece i motori della gamma 407 SW. I tre a benzina (1.8 da 117 CV, 2.2 da 160 CV e 3.0 V6 da 211 CV) sono destinati ad avere un ruolo marginale nella raccolta degli ordini. A fare la parte del leone saranno invece i due turbodiesel della famiglia HDi, il piccolo 1.6 da 110 CV e il 2.0 da 136 CV. Quest'ultimo è offerto con cambio manuale a sei marce o in alternativa con un automatico a 4 rapporti e funzione sequenziale, con un sovrapprezzo di 1200 euro.

IN ARRIVO

Il lancio ufficiale dell'intera gamma è in calendario per il prossimo 18 settembre. Calcolando tutti gli incroci pianificati da Peugeot tra motorizzazioni e allestimenti, il listino comprende ben diciotto varianti sul tema 407 SW. I prezzi partono dai 21.900 euro della 1.8 Confort e arrivano ai 28.200 euro della 2.0 HDi Sport Pack Tecno/Executive automatica. Un pensierino, insomma, pare proprio meritarlo...

COME VA

E' giusto una questione di pochi secondi trovare la posizione giusta a bordo della 407 SW. Il volante e il sedile si regolano senza problemi per assecondare tanto chi può vestire i panni di Gulliver quanto quelli dei lillipuziani. I comandi sono semplici e intuitivi, sistemati là dove ci si aspetta che siano.

NIENTE SORPRESE

Basta muovere pochi metri per trovare confermate le sensazioni avute in occasione della prova della berlina. Le sospensioni hanno una taratura piuttosto sostenuta, a confermare il fatto, ormai risaputo, che la Peugeot è la meno "francese" tra le Case francesi. Non un assetto soffice, dunque, ma una soluzione di compromesso, capace di fare felici in un colpo solo guidatore e passeggeri.

DUE ANIME

La rumorosità di rotolamento dei pneumatici e i fruscii aerodinamici restano piuttosto avvertibili. A velocità codice sono queste le uniche ombre sulle doti di passista della 407 SW. Quando invece si decide di mettere a repentaglio una manciata di punti patente e una palata di euro adottando una guida più sportiva, la 407 SW sfodera una grinta da vera sportiva e traccia le traiettorie con rigore invidiabile.

PRONTA A TUTTO

Mai una reazione scomposta o un comportamento sopra le righe. E sono promossi a pieni voti anche i freni e lo sterzo. Ogni ordine impartito viene eseguito in modo puntuale, senza sbavature e senza che l'Esp sia mai sollecitato in modo troppo evidente. Un telaio capace dunque di sopportare anche cavallerie ben più scatenate di quelle dei due turbodiesel oggetto della prova.

1.6 HDi

Sotto il cofano della 407 Sw, il piccolo millesei se la cava benone, nonostante si trovi a dover muovere una massa di oltre una tonnellata e mezzo. Fluido e regolare anche quando trotterella tranquillo sotto i 1800 giri, oltre tale soglia inizia a spingere con una certa decisione. Gli spunti fanno sembrare abbastanza realistici i 13,7 secondi nel passaggio 0-100 km/h e i 189 di punta annunciati dalla Casa. Certo, in ripresa non gli possono chiedere miracoli e per effettuare sorpassi veloci è bene mettere mano al cambio e scalare ma per chi ama la guida fluida questa può essere una scelta validissima.

2.0 HDi

Il fratello maggiore da due litri è invece più trasversale, capace di soddisfare tutti palati, compresi quelli degli sportivi. Abbinato al cambio automatico mostra di non soffrire affatto la scelta della Peugeot di adottare una trasmissione a sole quattro marce. La sua generosa coppia gli consente infatti di spingere con decisione in ogni frangente. Non solo: la presenza dei programmi economico, sportivo e invernale e della logica autoadattiva oltre all'opzione sequenziale fa sì che il pilota possa decidere quando, quanto e come delegare all'elettronica la gestione del cambio. Il tutto senza che le prestazioni ne risentano in modo sensibile. L'accelerazione da 0 a 100 avviene in 12,6 secondi (11,5 con cambio manuale) e la velocità massima è di 201 km/h (203 per la gemella a sei marce). Un'accoppiata, insomma, da scegliere insomma senza rischio di avere rimpianti.
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