Autore:
Paolo Sardi

CHE SBALZI! E chi se la sente di fare il cambio di stagione nell'armadio, di mettere via maglioni e spigati siberiani? Gli sbalzi di temperatura e di clima sono ancora all'ordine del giorno e anche in auto non si sa più che pesci prendere. Se la sera si ha parcheggiato in strada, alla mattina sembra quasi di entrare in cantina ma basta lasciare l'amata quattro ruote al sole per mezz'ora per fare dell'abitacolo una specie di serra. Con simili presupposti è difficile immaginare un'epoca migliore per la prova-convivenza con la Peugeot 307 CC 2.0 180 CV, portabandiera del movimento delle trasformiste buone per quattro stagioni.

A' LA PAGE

Per quest'anno, i bene informati dicono che il genere vada ancora alla grande. Nonostante impazzi ormai da diverse primavere, la moda del tetto rigido a scomparsa non dà infatti segni di cedimento e alla Peugeot già si fregano le mani. La Casa del Leone che è stata tra le prime a credere nell'idea e a tutt'oggi è l'unica ad avere in listino due modelli nella fascia medio-bassa del mercato, la 206 e, appunto, la 307.

CUPIDO FA CILECCA

Se devo essere sincero fino in fondo, per la 307 CC non ho avuto un colpo di fulmine. Niente da dire sul muso, che ripropone pari pari i lineamenti sempre attuali della berlina e neppure sulla coda, che ha forme giunoniche ma eleganti e ben proporzionate, quale che sia la posizione del tetto. Sin dal primo giorno non mi convince il particolare taglio dei finestrini laterali che scendono molto più bassi della linea del cofano motore, appesantendo non poco la fiancata. Peccato, perché trovo invece il padiglione molto filante.

BEN PROTETTI

Con il passare del tempo, comunque, alla cosa non solo si fa l'occhio ma si finisce con lo scoprire che proprio il parabrezza e i finestrini sono elementi che strappano sul campo un plauso incondizionato. Una volta reclinato il tetto, il loro gioco di squadra assicura un riparo aerodinamico eccellente, tanto che anche chi è più alto della media difficilmente rischia di scendere con i capelli scompigliati come se avesse litigato con un gatto.

NESSUN SACRIFICIO

Il parabrezza si estende in pratica fin quasi sopra le teste del pilota e del suo secondo, al punto che ci manca poco che riesca a proteggere bene anche quando si è fermi sotto la pioggia. I finestrini non sono da meno: alti e molto allungati verso la coda, tengono lontani dai passeggeri tutti i vortici d'aria, rendendo assolutamente inutile l'eventuale frangivento. Il discorso vale anche per chi è destinato ai posti posteriori, che può lamentarsi al limite per il fatto che il sedile infossato e l'incombere dei sedili anteriori non lascia molto spazio per le gambe. Nulla di tragico, comunque: la posizione è sopportabile anche per spostamenti a medio raggio.

META' PER UNO

Il bagagliaio è una piacevole sorpresa. Il volume utile passa dai 204 litri ai 350 a seconda che si voglia o meno ripiegare il tetto. Nel primo caso una pratica tendina avvolgibile divide in due lo spazio disponibile, individuando senza equivoci quello che è lo spazio necessario ai pannelli del tetto per il loro numero di contorsionismo e quello che è invece lo spazio inferiore da destinare alle borse e ai pacchi. Che a questo punto devono essere di forma rigorosamente piatta: nessun problema per stivare uno specchio e poche speranze, invece, per una cassetta dell'acqua.

NON FA UNA PIEGA

Se la posizione del tetto incide molto sulla capacità di carico, l'influenza sul comportamento stradale è invece minima. Grazie a un incrocio magico di otto tiranti sotto i lamierati la 307 affronta il misto senza fare letteralmente una piega. La precisione di guida è sempre notevole e, male che vada, si può sempre contare sul doppio paracadute rappresentato dagli ottimi freni e dall'efficiente controllo elettronico della stabilità.

SU DI GIRI

Accreditato sulla carta di 180 CV e di una coppia massima di 202 Nm, il motore fa promesse che alla prova dei fatti mantiene solo in parte, dimostrandosi sulla 307 CC meno a suo agio che non sulla 206 RC. Intendiamoci, con una velocità di 225 km/h e un tempo nello 0-100 di 10 secondi netti le prestazioni sono di tutto rispetto ma per ottenerle occorre seviziare un po' il pedale dell'acceleratore. Sia la potenza sia la coppia massime vengono raggiunte a regimi molto elevati (rispettivamente 7.000 e 4.750 giri), mentre ai bassi la spinta non è molto vivace.

SENZA FRETTA

Un po' di aiuto viene dalla scelta di adottare un cambio corsaiolo, con rapporti piuttosto corti, ma questa decisione ha come rovescio della medaglia il fatto che a velocità di crociera autostradale il motore gira poi alto. La sua voce finisce così per vanificare il buon lavoro fatto per curare la silenziosità aerodinamica. A conti fatti, insomma, conviene reprimere i pruriti sportivi e godersi tranquilli il panorama, operazione per la quale va però benone anche la più economica versione da 136 CV.

TAGS: prova peugeot 307 cc 180 cv