Autore:
Marco Rocca e Andrea Rapelli

C’ERA UNA FRANCESE, UN INGLESE… La sapete quella della francese e dell’inglese che è diventata tedesca? No? Ve la racconto io. Sono le protagoniste della nostra prova ovvero la Peugeot 208 GTi e la Mini Cooper S, l’ultima Mini versione 2014. Due compatte dal carattere deciso che piacciono tanto ai giovani. A fare da comune denominatore un 4 cilindri turbo, 2.0 da 192 cavalli per l’inglese e 1.6 da 200 cv tondi tondi per la francese. Non solo, entrambe hanno tre porte ed entrambe sono sotto i 4 metri di lunghezza. Scopriamole più da vicino.

DONUTS CHE PASSIONE A inizialmente catalizzare gli sguardi, non fosse altro perché più recente rispetto alla francesina, è la Mini Cooper S. Un occhio non allenato difficilmente noterà tutte le differenze rispetto al passato, in fondo la la Mini è sempre la Mini e le nuove ciambelle luminose a led, che incorniciano i fari anteriori, fanno proprio simpatia e attirano gli sguardi. Poi c’è da considerare anche il fattore crescita Plasmon. Già, perché la Mini model year 2014 è stata allattata con latte ad alto contenuto proteico. Il risultato è che si è allungata di 10 centimetri rispetto al passato. Ora finalmente ci sarà più spazio per tutti direte voi e invece non è proprio così. D’accordo qualche centimetro in più c’è ma è poca cosa per dire di stare veramente comodi sui sedili posteriori. Il fatto è che la nuova Mini ha messo alcuni di questi centimetri in più nel muso, diventando più nasona. Decisamente migliorate invece le finiture. Plastica di miglior qualità, assemblaggi più curati, insomma la Mini ora è più matura. La strumentazione è tutta raccolta davanti agli occhi del guidatore e il nuovo Head Up display aiuta a focalizzare le info del navigatore satellitare e dello stereo. Invariata, e meno male, la piacevolezza di guida che grazie al passo più lungo fa sì che l’auto risulti meno nervosa nei lunghi curvoni in appoggio. Cambio, freni, sterzo e assetto sono quelli di sempre grazie al vincente “Go Kart feeling”  che non è stato di certo dimenticato dai tecnici tedeschi. Tutti gli amanti della Mini sappiano che il divertimento è garantito. Ma se da un lato la Mini è la più sportiva, vuoi anche per la possibilità di regolare elettronicamente tre differenti impostazioni per sterzo, acceleratore e sospensioni (Normal, Green e Sport) la Peugeot è la più sfruttabile qualora gli ospiti a bordo diventino quattro.

PROMOSSA DALLA MAMMA La francese è più gande e offre più spazio a passeggeri e bagagli: io personalmente l’ho usata per accompagnare i miei genitori all’aeroporto, naturalmente con trolley annessi. Alla fine, tolto il fastidio di averli un po’ pressati nell’esiguo spazio tra il sedile anteriore e il montante centrale, una volta seduti sono stati anche comodi. Ma non c’è solo lo spazio, ci sono anche 200 cv, un bell’assetto, sostenuto ma non così rigido come sulla Mini e un bel volantino piccolo e compatto a mo’ di kart. Quando la strada si fa tutte curve la Peugeot 208 GTi risponde tirando fuori dal cilindro, anzi dai 4 cilindri, un’erogazione più lineare e corposa rispetto all’anglotedesca. Non che la Mini deluda, anzi, ma in modalità Sport il comando del gas diventa un filo troppo diretto e sensibile, de gustibus… E poi, come detto c’è l’ormai famoso volante piccolo. E’ diretto, preciso e grazie al ridotto angolo permette di non staccare mai le mani dal volante. Tra le curve ci si diverte e tanto. Freni e cambio sono nella norma della categoria ma a questo giro il punto se lo porta a casa la Mini con una trasmissione a 6 marce più diretta e precisa. Ah, un'altra cosa: il rombo della Peugeot è decisamente più possente (almeno dall’interno) di quello della Mini che però, dal canto suo, quando è bella calda, ama esibirsi in deliziosi scoppiettii in rilascio. 

QUESTIONE DI EROGAZIONE Mille e sei Peugeot o duemila Mini? Difficile scegliere. Sono entrambi turbo ed entrambi hanno valori di coppia molto simili (circa 280 Nm) ma sotto sotto mostrano caratteri diversi. A parità di prestazioni (6,8 secondi nello 0-100 km/h), il 1.600 THP della Peugeot 208 GTi sfodera un’erogazione più lineare e corposa. Dal canto suo, però, la Mini mette sul piano della bilancia una sportività più tagliente e affilata; entrambe superano i 230 orari di tachimetro e regalano la possibilità di togliersi più di qualche sfizio, su strada come in pista. A voi la scelta dopo aver guardato il video. 


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