Prova
Opel Meriva 2011

Opel Meriva 2011

La nuova Opel Meriva 2011 apre le porte pronta per la prova finestra e per la prova del mercato con un ottimo rapporto tra qualità e prezzo per il suo segmento, sfidando le concorrenti del segmento superiore.
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Autore:
M.A. Corniche

COM'E' Una soluzione che per questioni di sicurezza era stata abbandonata torna di grande attualità. Con l'apertura controvento, un errore con la maniglia e la porta si spalancava, e magari qualcuno volava fuori tentando di richiuderla. Ora una normativa europea sulla sicurezza voluta da Rolls-Royce per la sua Phantom e la moderna tecnologia consentono il ritorno delle portiere controvento.

PROVA FINESTRA Così la nuova Opel Meriva 2011 per confermarsi come compatta tuttofare su misura per le famiglie ha scelto l'apertura a finestra per le sue porte, più comoda a funzionale. Anche perché sul milione di Meriva vendute finora i sedili posteriori sono stati mediamente più occupati di quanto accada per altre auto. Rimane un solido montante centrale per garantire la dovuta rigidità e la sicurezza in caso di urto laterale. E su questo fronte il suo contributo lo fornisce anche il montante su cui sono incernierate le porte posteriori, adeguatamente rinforzato per sostenerne il peso.

VITA ALTA Opel ha stabilito che la distanza ottimale tra le due cerniere è 36 centimetri e, tenendo conto del parafango posteriore pur allontanato verso la coda da un passo lungo (264,4 cm), la linea di cintura si sposta verso l'alto. Per non chiudere chi siede dietro in un catino al Centro Stile Opel si sono inventati l'onda.

ONDAFLEX L'onda è forse il tratto stilistico più distintivo della nuova Meriva, oltre alle maniglie delle portiere vicine vicine. La linea di cintura diventa una onda di cintura, per movimentare la linea e per rendere più panoramici i posti posteriori, tra l'altro più alti nella seduta rispetto ai sedili anteriori. La fiancata si movimenta anche grazie alla piega nella parte bassa come quella della Insigna e dei tratti di famiglia la Meriva mostra la calandra a scudetto con il nuovo logo sagittato misura XL, i fari dal profilo seghettato e le luci di coda a sagomare la forma del posteriore. Il lunotto sembra allungarsi fino alla cornice massiccia sopra la targa grazie a una fascia nero lucido ma nell'insieme la linea è meno coerente sulle differenti viste di quella della prima Meriva. Nel tentare di protendersi in avanti per risultare dinamica rischia di sbilanciarsi.

FLEXSPACE Il pezzo forte della nuova Meriva rimane, come per la prima Meriva, la funzionalità e la flessibilità del suo abitacolo. Rimane il sistema FlexSpace, con i sedili posteriori che scorrono longitudinalmente e che spariscono sotto il vano di carico semplicemente tirando un laccetto. La cappelliera lascia una fessura larga un palmo dietro agli schienali posteriori ma per infilarsi in un apposito binario che corre parallelo agli schienali lasciando spazio in pochi secondi fino al lunotto agli oggetti che sotto la cappelliera non riescono a stare, oppure se non bastano 400 litri. Il vano di carico è modulabile, con il pavimento che si spalma il più in basso possibile o che lascia un grande gavone ponendosi al livello della soglia e del piano formato dai sedili posteriori ripiegati per un piano totale davvero piano e lungo 164 cm, largo almeno un metro, per 1500 litri di volume. Per oggetti lunghi e stretti si possono mantenere in posizione i sedili posteriori e abbassare soltanto la fetta centrale, attrezzabile tra l'altro con accessori vari.

FLEXRAIL In nome della flessibilità e della modularità Opel oltre ai 32 vani e vanetti di cui è disseminato l'abitacolo si è reinventata anche il tunnel centrale con due bei binari in alluminio su cui si possono montare in posizioni e altezze differenti diversi accessori, come vaschette e anche un bracciolo contenitore che rientra tra gli accessori vari che si possono montare tra i sedili posteriori.

ABBRACCI&BACI L'abitacolo è avvolgente, con una bella plancia che prosegue fino sulle portiere trasmettendo furbescamente una piacevole sensazione di maggiore ampiezza, se ce ne fosse stato bisogno. L'effetto è più evidente se si sceglie un colore differente per la parte superiore ad ala della plancia, in contrasto con la parte inferiore e con le portiere. Perché nel suo piccolo la Meriva pensa in grande e si dispone a farsi personalizzare con 6 diverse combinazioni tra colori e materiali differenti.

BIG SIZE, DOWNSIZE Più lunga di 24 centimetri e più larga di 12 cm (428x181cm) la nuova Meriva punta a contenere il peso anche con la scelta di motori di cilindrata ridotta ma potenziati dal turbo. Così i tre motori a benzina sono in realtà il medesimo motore 1.4 a iniezione indiretta nella versione aspirata da 100cv e 130Nm a 4000 giri, e nelle due versioni turbo da 120cv e 175Nm tra 1750 e 4800 giri (al posto del millesei), e da 140cv e 200Nm tra 1850 e 4900 giri (al posto del milleotto) con cambio a sei marce. La scelta a gasolio parte con le due versioni del 1.3 CDTI, da 75cv (180Nm tra 1750 e 2500 giri) e 95cv, fino al 1.7 CDTI da 110 cavalli. È disponibile anche una versione da 100cv del 1.7 CDTI, abbinata invece che al cambio manuale a sei marce a un cambio automatico a sei marce. Tutti rispettano la normativa Euro 5, nel 2011 arrivano i GPL e lo Start/Stop.

PALLOTTOLIERE Il listino di Meriva è semplice come la tabellina del due. E due sono gli allestimenti. Elective, con 6 airbag, climatizzatore manuale, computer di bordo, cruise control, radio cd, mp3, aux e comandi al volante, ESP e Traction Control. Cosmo, con interno pelle/tessuto anti macchia, vetri oscurati, climatizzatore automatico bi-zona, fendinebbia, cerchi in lega da 16 pollici e sistema radio evoluto con graphic display. Il prezzo base per la Meriva 1.4 100cv Elective è 16.250 euro. Ogni upgrade di motore costa 1.000 euro, il passaggio al diesel costa 1.500 euro e il viaggio verso il Cosmo costa 2.000 euro. Per un prezzo massimo di 21.750 euro, 22.750 per la Meriva Cosmo 1.7 CDTI 100cv con cambio automatico a sei marce.

COME VA La presenza della Opel Meriva 2011 è moderna ma non riuscita e armonica come per Astra e Insignia. Anche se le porte a finestra, oltre a essere pratiche e funzionali hanno anche un certo fascino, specie quando le si aprono entrambe su un lato sfruttando gli 84 gradi di angolo di apertura possibile. Fanno chic e fanno anche un gran comodo in una serie di situazioni. Salire a bordo è facile come salire su un autobus: si entra come infilarsi in una cameretta, senza contorsioni e acrobazie. La discesa semmai è l'unico aspetto negativo che ho trovato in queste belle porte. Perché quando si scende dal lato sinistro o comunque esposto al traffico è difficile vedere bene se arriva un altro mezzo. Ben calibrate sono le quattro posizioni blocco da 0 a 84 gradi, ci sono ma non troppo vincolanti e secche.

PORTE APERTE Le porte posteriori controvento poi sono comode per appoggiare facilmente la borsa della spesa o altri oggetti poco ingombranti senza dover aprire il portellone del bagagliaio. Oppure per aprire la porta, o trattenerla a bambini esuberanti, allungando giusto una mano. Chi ha figli e deve montare e smontare il sedilino ne sarà poi sicuramente entusiasta. Perché questa soluzione sia sicura le porte si bloccano quando si superano i 4 km/h e un led verde sopra la maniglia delle porte posteriori indica quando è possibile aprirle, così si evita l'effetto vela. Sono comode per chi ha famiglia ma in realtà sono in ogni occasione più comode delle porte tradizionali. Una di quelle cose a cui ci si affeziona e si fatica a rinunciare.

BINARIO ATTREZZATO Di grande impatto estetico con i suoi binari in alluminio è il FlexRail ma meno comodo, anche se forse sarebbe necessario avere più tempo per personalizzarlo a misura. Alla fine il cellulare l'ho infilato nella maniglia della portiera che ha funzione anche di piccola tasca. Anche nel ruolo di passeggero la vaschetta allungata ricavata sopra l'apertura del cassetto portaoggetti è troppo poco profonda e troppo scivolosa per fidarsi ad appoggiarci il cellulare, ottima invece per penne od altri oggetti allungati e stretti.

LA SPADA NELLA ROCCIA La posizione di guida è pensata per chi ama la guida panoramica, quella sul seggiolone con il sedile tenuto un po' alto. Quando si regola al minimo l'altezza del sedile (scorre per 65mm) la plancia rimane un po' alta ma soprattutto rimane alto anche il volante, con la corretta impugnatura 9 e un quarto che costringe le mani più alte delle spalle. E poi il volante è piantato un po' verticale come la spada nella roccia, costringendo a tenere i polsi un poco ruotati e il sedile più vicino alla plancia di quanto si vorrebbe per tenere le spalle aderenti al sedile anche quando una mano si trova sulla parte superiore del volante. Alla fine la posizione di guida è un po' tranviaria e va forse peggio al passeggero se non ha le gambe lunghe, con un sedile davvero troppo alto per essere comodo. Si può parzialmente ovviare al'inconveniente con i sedili ergonomici (optional) regolabili in altezza anche per il passeggero.

QUALITA' INVADENTE Nel complesso la Meriva non invade il segmento superiore soltanto nella taglia ma anche nella qualità, decisamente elevata per la categoria. Qualità fatta dallo stile dell'arredamento ricercato, moderno e piacevole con la riuscita plancia a vela, la consolle centrale di comando con bei tasti tridimensionali e un cruscotto strumenti ricercato nello stile e nelle rifiniture. E poi da ottimi materiali anche nelle parti meno visibili e da grande attenzione e grande cura nell'accostare anche materiali differenti. Rapporto qualità/prezzo davvero molto interessante.

SILENZIO Anche perché, in movimento, la sensazione di qualità percepita già a motore spento diventa ancora più intensa. La Meriva ha un livello di comfort decisamente sopra le righe. Innanzitutto è silenziosissima: anche a 190 km/h lanciata su una autobahn tra Amburgo e Lubecca, si conversa ancora come nel salotto di casa. Nemmeno la pioggia riesce a scalfire la silenziosità di bordo con un rumore di rotolamento appena percepibile.

STIRA E AMMIRA Poi il comfort delle sospensioni. Se la vecchia Meriva era un po' rigida nell'assetto (oltre che nelle plastiche), la nuova Meriva si adopera con successo per rendere le strade più levigate di quanto siano in realtà. Senza però risultare mollacciona appena si affronta la prima curva. Per la verità tra Amburgo e Travemunde di curve è difficile trovarne ma nelle poche trovate Meriva ha dimostrato di avere in mano la situazione e di tenersi sempre ben diritta e con una buona capacità di tenere sotto controllo anche trasferimenti di carico resi più ostici magari anche da una bella frenata dopo uno scarto. Rispetto alla Meriva 2003, il passo aumenta di 15mm ma soprattutto le carreggiate si allargano considerevolmente (+39/+45) con un appoggio più facile in curva. Il nuovo sterzo elettroidraulico poi, si dosa sempre con precisione e il giusto peso.

CENTOVENTI Per la prova in anteprima la Meriva si rende disponibile soltanto con i due motori a benzina turbocompressi, 120 e 140 cavalli. Il primo è un motore tranquillo che promette quanto dichiara la sua scheda tecnica, inizia a spingere a 1750 giri e continua senza picchi e senza brio fino quasi a 5000 giri. Avrei preferito dieci cavalli in meno ma più spinta ai bassi regimi a favore di chi ama prendersi la vita comoda e la guida facile, mentre con questo motore viene istintivo scalare prima della necessità. Non ha molta spinta in basso per muovere agilmente i 14 quintali scarsi della Meriva.

CENTOQUARANTA Il motore da 140 cavalli rende invece la guida decisamente più facile. Si stacca il piede dalla frizione senza pensieri e senza dovervi insistere partendo da fermo e anche la sesta si tiene pure nel traffico veloce, senza troppi pensieri. Si può guidare in relax senza tirare le marce e sempre pronti a scattare se necessario. I consumi non sembrano particolarmente ecologici: con una guida funeralesca in sesta rispettando i limiti delle strade tedesche extraautobahn, alla fine il computer di bordo dichiara circa 8 litri per 100 km, mi sarei aspettato un poco meno. Forse, considerando i prezzi, il motore ideale per la Meriva è il 1.3 CDTI da 95 cavalli, con meno potenza ma con la coppia del diesel per portare la famiglia a spasso senza pensieri. Vediamo di provarlo presto…


TAGS: prova opel meriva 2011 Auto Blu: signori si cambia Euro NCAP: le cinque migliori del 2010 Tutte le prove auto del 2010

Modello / Versione MY Potenza Prezzo
Opel Meriva Design Edition 1.4 100 CV MY 2013 100 Cv / 74 Kw 20.130 €
Opel Meriva Cosmo 1.4 100 CV MY 2013 101 Cv / 74 Kw 20.980 €
Opel Meriva Design Edition 1.4 Turbo 120 CV MY 2013 120 Cv / 88 Kw 21.130 €
Opel Meriva Cosmo 1.4 Turbo 120 CV Start&Stop MY 2013 120 Cv / 88 Kw 21.420 €
Opel Meriva Design Edition 1.4 Turbo 120 CV Start&Stop MY 2013 120 Cv / 88 Kw 21.430 €
Opel Meriva Cosmo 1.4 Turbo 120 CV MY 2013 120 Cv / 88 Kw 21.980 €
Opel Meriva Design Edition 1.4 Turbo 120 CV aut. MY 2013 120 Cv / 88 Kw 22.130 €
Opel Meriva Design Edition 1.4 Turbo 120 CV GPL Tech MY 2013 120 Cv / 88 Kw 22.130 €
Opel Meriva Cosmo 1.4 Turbo 120 CV S&S MY 2013 120 Cv / 88 Kw 22.280 €
Opel Meriva Design Edition 1.6 CDTI 95 CV MY 2013 95 Cv / 70 Kw 22.430 €
Opel Meriva Elective 1.7 CDTI 110 CV Aut. MY 2013 101 Cv / 74 Kw 22.620 €
Opel Meriva Cosmo 1.4 Turbo 120 CV GPL Tech MY 2013 120 Cv / 88 Kw 22.980 €
Opel Meriva Cosmo 1.6 CDTI 95 CV MY 2013 95 Cv / 70 Kw 23.280 €
Opel Meriva Design Edition 1.6 CDTI 110 CV MY 2013 110 Cv / 81 Kw 23.430 €
Opel Meriva Design Edition 1.6 CDTI 136 CV MY 2013 131 Cv / 96 Kw 24.080 €
Opel Meriva Cosmo 1.6 CDTI 110 CV MY 2013 110 Cv / 81 Kw 24.280 €
Opel Meriva Cosmo 1.6 CDTI 136 CV MY 2013 131 Cv / 96 Kw 24.930 €
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