Autore:
Stefano Cordara

LAST BUT NOT LEAST Nel segmento delle piccole di design è l'ultima arrivata e non ha il carisma di certe concorrenti-quasi-parenti, ma la Ford Ka 2010 ha buone carte da giocarsi grazie al "traino" della precedente, longeva e apprezzata per il design e per le sue doti di guida. Chi ha avuto modo di provare la vecchia Ka non può non ricordare le doti telaistiche che la rendevano una specie di Kart omologato per quattro. Sarà ancora così la nuova Ka? La domanda mi frulla per il cervello mentre mi accingo a prendere posto nella nuova citycar della Ford, la seconda, dopo la Fiesta, a portare in dote l'ultima evoluzione dell'Edge design.

CUNEO La "Fordina" da fuori mi piace molto: è corta, compatta, puntata sul davanti, con una linea che la rende sportiveggiante e giovane. L'interno non è da meno, è piacevolmente allestito con plastiche discrete e un design molto piacevole, con tanto di bocchette d'areazione sferiche che ripropongono il tema introdotto dal modello precedente.

DOVE LI METTO? Mi colpisce subito però l'assenza di ripiani, tasche (a parte quelle delle porte, però non così comode da utilizzare per alcuni oggetti di uso comune) o portaoggetti ove riporre le chiavi di casa, il cellulare o l'auricolare bluetooth, che puntualmente finiscono sul sedile del passeggero (se non occupato) e altrettanto puntualmente finiscono sul tappetino alla prima frenata. C'è solo una minuscola retina sul padiglione ma non è granché. Anche il volume del cassettino non è il massimo, ma trattandosi di una compatta non ci si può lamentare.

FACCIAMOLI PARLARE Per l'auricolare Bluetooth poi risolvo in un attimo: la Ka è dotata dello stesso sistema integrato di comunicazione della Cinquecento (con cui è parente stretta) e dopo aver tribolato un po' per capire come far parlare il mio telefono con il sistema (tutto passa attraverso i comandi vocali finché il sistema non ti dà il pin da inserire anche nel telefono, ma questa procedura non l'ho trovata scritta da nessuna parte) tutto funziona a meraviglia.

AUTRONICA Entri in macchina e il telefono si collega in automatico, il sistema vivavoce funziona che è una bellezza e le conversazioni sono di qualità eccellente. Come tutte le auto di ultima generazione anche l'impianto audio è ottimo, con comandi al volante molto comodi da azionare, e tutte le indicazioni riportate comodamente nel display all'interno del compatto cruscotto che funge anche da computer di bordo. Niente male davvero per essere un'auto d'accesso.

POTENZA SOFT La "mia" Ka è equipaggiata con il motore 1.200 benzina da 69 cv, certo non un mostro di potenza anche se, tutto sommato, alla fine non si sente la necessità di avere qualcosa in più se non per soddisfare qualche prurito sportivo che l'ottimo telaio della Ka fa venire a chi la guida.

BELLA TRA LE CURVE Sì, perché le caratteristiche di guida che hanno reso famosa la prima Ka sono ben presenti anche in questa ultima versione. Sterzo diretto, grande maneggevolezza, rollio limitatissimo, ottima frenata, fanno sì che la piccola di Casa Ford sia un furetto tra le curve, dove si apprezza anche la tenuta dei pneumatici ribassati.

LUUUUNGA DI RAPPORTI Il motore, invece è un po' più tranquillo, ha buona coppia ed elasticità e accelera con la giusta verve se gli tiri il collo (anche perché la Ka è piuttosto leggera), supportato da un cambio rapido e preciso negli innesti (comoda la posizione rialzata come sulla Cinquecento) e con rapporti correttamente spaziati. Ma, come tutti gli ultimi motori a benzina, è frustrato da rapporti molto lunghi che ne diluiscono la voglia di fare il brillante.

A PROVA DI VIAGGIO Tuttavia la Ka si muove bene in ogni situazione, e finisce per farsi apprezzare anche sulle lunghe distanze. Alla classica velocità autostradale il motore gira a soli 4.000 giri e l'abitacolo è ottimamente insonorizzato, esente da qualsiasi fruscio aerodinamico. La radio te la gusti senza arrivare a un volume spaccatimpani e, tutor permettendo, la piccolina si permette di allungare fino ai 170 indicati restando sempre ben piantata e senza manifestare alcuna leggerezza di sterzo o sensibilità impropria alle scie dei camion, segno che l'aerodinamica è molto azzeccata.

700 IN UN GIORNO L'ho testato di persona in un viaggio di 700 km affrontato in giornata da cui sono uscito assolutamente riposato. Dei sedili, infatti, critico solo la dimensione dello schienale, un po' stretto (o forse è la mia schiena ad essere un po' larga...) perché imbottitura e sostegno sono validi anche se sulla Ka ci dovete passare tanto tempo. La plancia centrale che scende dall'alto fino in mezzo ai sedili però alla lunga diventa un contatto fastidioso con la gamba destra, ma vista la compattezza dell'auto è logico che non si possano fare miracoli in merito.

CITTADINA Ovvio, tuttavia, che la KA abbia come proprio territorio di caccia prediletto la città, dove si apprezza innanzitutto la sua agilità e lo sterzo (molto ampio che consente di svoltare in davvero poco spazio) che a bassa velocità o in manovra è incredibilmente morbido per indurirsi correttamente poi man mano che la velocità sale.


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