Autore:
M.A. Corniche

GODZILLA JUNIOR Prendete una Nissan GT-R e ficcatela sotto il corpicino di una Nissan Juke, otterrete la Nissan Juke-R 2.0. Non è un gioco in cui cimentarsi nel box di casa ma i tecnici Nissan avevano a disposizione un buon budget e si sono cimentati nel gioco. Vista per la prima volta nel 2012, la Nissan Juke R sembrava ormai destinata a fare polvere in un magazzino Nissan ma, non solo è stata presentata allo scorso Goodwood festival of Speed aggiornata alla versione 2.0, me la vedo comparire sul circuito di Castellolì, vicino a Barcellona, dove mi trovo per alcuni test con gli ingegneri del Centro Ricerca e sviluppo NTCE-S (Nissan Technical Centre Europe Spain) di Barcellona. Che bella sorpresa.

RELEASE 2.0 Ora la Nissan Juke R è arrivata alla release 2.0, aggiornata all’estetica 2014 della Juke e con tanta fibra di carbonio, dai paraurti al diffusore posteriore, dalle prese di ventilazione anteriori all’ala sdoppiata posteriore. Anche il cuore della Juke R è stato aggiornato, con 3.8 V6 della GT-R Nismo da 600 cavalli e 652 Nm e la trazione è sempre integrale. I nuovi cerchi da 20 pollici della GT-R calzano gomme taglia 285 stanno all’ombra di cedolini fissati e siliconati ai parafanghi della Juke.

BIPOSTO Il guscio nero opaco è irrigidito da una robusta gabbia rollbar di sicurezza e, all’interno, ci sono soltanto due sedili sportivi e il cruscotto della Nissan GT-R, compreso il magico software studiato da Polyphone, gli ideatori del videogioco GranTurismo, con cui si tengono sott’occhio sul display al centro della plancia gran parte dei parametri dinamici, come l’accelerazione laterale e longitudinale, e di funzionamento, come le temperature e la pressione sul pedale del freno.

ROLLER COASTER Un giocattolo costoso che, dichiara Nissan, verrà costruito in 17 esemplari, alla faccia della scaramanzia, e venduto al prezzo di 500.000 euro, mezzo milione di euro, un prezzo che non vedremo mai nel listino Nissan. Per chi non lo conosce, il circuito di Castellolì è una specie di percorso da montagne russe con salite, scollinamenti, discese con tornanti che si annodano tra di loro apparentemente senza un senso logico.  Un percorso roller coaster per un super giocattolo come la Juke R, bella idea.

GODZILLA EDUCATO È davvero un piccolo Godzilla. Un suvettino con ruote da Boeing e una vagonata di cavalli sotto al cofano. Il rombo che esce dai due scarichi-tubo-da-stufa posteriori incorniciati in fibra di carbonio me lo aspettavo meno educato, più spaccatimpani. Nei listini di alcune Case si trovano oggetti omologati per la strada meno educati nella voce. È educato ma corposo, la cattiveria si sente.

AUTOMATICO? Mi infilo nella gabbia rollbar e poi nel sedile sportivo. Mi regolo sedile e volante (si regola anche in profondità, a differenza della Juke di serie, è quello della GT-R), mi aiutano ad allacciare le cinture a cinque punti e chiudono la portiera. Il pilota al mio fianco mi chiede se preferisco girare con il cambio in modalità automatica o manuale. Che domande, manuale! E si preoccupa quando vede il mio piede sinistro sul freno. Tranquillo, amico.  Sono abituato.

CASTELLOLI’, JUKE ULULA’ Spaletto dentro una prima e via, esco dai box e giù a sparare marce fino al tornante in discesa in fondo al rettilineo. Prima frenata, mi prendo margine ma i dischi grandi come tavolini del bar fanno il loro lavoro, trovo tanta potenza ma anche tanta facilità nel dosarli. Mi aspettavo un comando più pistaiolo, più On/Off, e invece è più modulabile di quello di molte auto stradali. Sul circuito sono stati posizionati tre coni a indicare il punto dove iniziare la staccata. Ma alla staccata in fondo all’altro rettilineo mi accorgo che i tre birilli sono molto conservativi (è sempre un oggetto da mezzo milione di euro con 600 cavalli) e sarei pronto a entrare in curva a metà della distanza dai tre coni all’ingresso in curva. E non ho spremuto i freni al massimo.

EASY GOING È leggera, è facile più di quanto mi aspettassi malgrado il baricentro non sia in basso come quello della GT-R. Anche quando accelero più del dovuto in curva la coda si avvia verso l’esterno ma, peso ridotto e trazione integrale, me la fanno recuperare in un attimo, con grande facilità. La Juke R non soffre per nulla di sottosterzo, semmai di quella malattia benigna chiamata sovrasterzo, e per avere la guida più efficace e pulita è meglio non esagerare e anticipare troppo con il gas in uscita di curva. Ma in alcune curve spingo a fondo, è tanto divertente dover correggere con il volante e il gas anche se i controlli inseriti e il controllo manuale del pilota al mio fianco non mi lasciano molto spazio di manovra… Curva e controcurva si passano senza problemi, ritardo le staccate parecchio dopo i tre coni e ho sempre tanto tanto margine.

Un paio di giri e la giostra si chiude. Arrivo ai box con i freni che fumano e, se fumassi, mi farei anche io una sigaretta post…


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