Autore:
Paolo Sardi

ALLA FACCIA! E' inutile negare l'evidenza dei fatti: tra le supercar in circolazione la 350Z non è certo la più potente e non è nemmeno la più veloce. C'è però una voce in cui questa Nissan ha ben poche rivali: sotto i 40.000 euro è quasi impossibile trovare qualcosa che stimoli così tanto la produzione di adrenalina. Con buona pace di chi afferma che le sportive giapponesi sono fredde, precisine e poco viscerali!

FUORI RUOLO Del fascino di questa Nissan ero rimasto vittima già tempo fa, quando l'avevo guidata per un'intera una giornata a Monza, durante un corso Z-Experience di Carlo Rossi. Il colpo di fulmine scoccato allora ha lasciato posto a una cotta da adolescente quando ho avuto modo di sottoporla alla prova più difficile per una sportiva doc, usata per un paio di settimane come una berlina qualsiasi.

FASCINO DA VENDERE Forse, in cuor suo, costretta fare la pendolare, la 350Z si sarà sentita come Michelangelo che, di ritorno dalla Cappella Sistina, si trovava a dover imbiancare casa. Ma tant'è: trapiantata dai cordoli ai marciapiedi, ha sempre digerito tutto e, lungi dal serbare rancore, ha elargito emozioni a pioggia. D'altronde, la Nissan punta molto sull'emotività per far breccia nel cuore e lo si capisce anche dall'estetica.

A CARTE SCOPERTE La carrozzeria è corposa, più tracagnotta che non longilinea, con una chiara predominanza delle linee curve su quelle tese e filanti. Magari non si può definire bella ma ha una personalità forte: il suo è un carattere sportivo senza mezze misure. Lo dicono il cofano lungo, la coda massiccia, i passaruota muscolosi e mille altri dettagli, dai terminali di scarico grossi come tubi della stufa alle pinze dei freni che ostentano fiere la scritta Brembo.

SEDILI DIVERSI L'abitacolo è altrettanto suggestivo, con chicche capaci mandare in visibilio gli appassionati del genere. Il colpo più ad effetto è la scelta di adottare per il pilota e per il suo secondo sedili differenti, con quello del guidatore più profilato e contenitivo. Molto scenografica è anche la strumentazione, composta da tre indicatori circolari nel cruscotto e altrettanti, più piccoli e rivolti verso il guidatore, in cima alla console centrale.

CROCCANTE La plancia sarà anche piacevole alla vista ma delude un po' al tatto. Fa abbondante ricorso alla plastica e molti pannelli hanno un'aria rigidina e un suono croccante. A voler essere clementi si può però sempre pensare che alla Nissan l'abbiano fatto per contenere il peso... Tra l'altro, nella parte inferiore davanti al passeggero non c'è uno straccio di un cassetto portaoggetti. I vani sono ricavati nella zona retrostante i sedili: saranno anche capienti ma per definirli comodi ci vuole proprio una gran fantasia.

QUASI PERFETTA Vista l'impostazione della 350Z, non si tratta comunque di peccati capitali. Ben più importante è il fatto che la posizione di guida sia praticamente perfetta per tutti, con la possibilità di tenere le gambe adeguatamente distese e il volante appena inclinato in avanti. I comandi sono tutti a portata di mano, specie la leva del cambio, con un pomello a palla e un'escursione contenutissima, quasi da joy stick.

MUSICA, MAESTRO La 350Z fa dunque una gran scena da spenta, ma questo è niente rispetto a quello che sa fare una volta girata la chiave d'avviamento. Appena acceso il motore, dai due tromboni di scarico esce infatti un suono basso e profondo, ma lo scarico è capace di prodursi anche in incredibili acuti. Basta dirigere l'orchestra di fiati con il pedale dell'acceleratore per udire una musica tale da far fare la ola ai peli delle braccia.

CUORE D'ORO A parte il vocione un po' da burbero, il V6 3.500 nipponico imostra di avere un cuore d'oro. I suoi 280 purosangue hanno una spiccata vocazione per il galoppo ma accettano di buon grado di mordere il freno se costretti a tenere un passo da parata. Anche a 60 all'ora in sesta, la 350Z fila via senza un sussulto e riprende di buona lena. Al punto che in città le uniche noie vengono dalla frizione, decisamente dura. Il meglio viene però fuori ai regimi medio-alti, con un allungo che pare non finire mai, accompagnato da un sound gasante come pochi altri.

ALI AI PIEDI Che la 350Z vada davvero forte non è solo un'impressione dettata dall'udito. Portata a briglia sciolta su strade conosciute regala l'impressione che nottetempo qualche bontempone si sia preso la briga di accorciare i rettilinei, tanta è la velocità con cui si fionda da una curva all'altra. Il tutto, per di più, con consumi anche onesti, nell'ordine degli 8 km/litro rilevati su una base mista di circa 1.500 km.

NAVE SCUOLA In curva, poi, il divertimento è assicurato. Pur senza essere dura come un'asse da stiro e con un peso non proprio da piuma, la 350Z è terribilmente efficace, sicura negli appoggi e precisa come una lama. La si può indirizzare a piacere grazie a uno sterzo bilanciatissimo e osare molto, confidando in freni esemplari e, al limite, anche nell'aiuto dell'elettronica, sempre puntuale e discreta nei suoi interventi. Quanto sia buono il progetto della Z si capisce però proprio quando si disattiva l'Esp e si cerca lo stesso di mettere alla frusta i 280 CV. Il questo caso le reazioni sono ampie ma sincere e fanno di questa Nissan un'ottima nave scuola per imparare a gestire tutte le situazioni critiche.


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