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Mazda3 MPS 2010

Mazda3 MPS 2010

La Casa giapponese rinnova la sua presenza nella nicchia delle sportive compatte puntando su prestazioni brillanti e su una dotazione completissima. Il tutto per un prezzo di 31.900 euro.
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Autore:
Paolo Sardi

A CARTE SCOPERTE Volendo confezionare una versione MPS da sparo dell'ultima Mazda3, in casa Mazda hanno deciso di giocare a carte scoperte e di mettere subito in chiaro l'indole del nuovo modello a partire dal look, sportivo senza mezze misure. Per la serie: "Understatement? No, grazie!", la MPS sfoggia dunque una carrozzeria che vistosa è dire poco. Alle forme già audaci e moderne della Mazda3 vulgaris i designer hanno aggiunto un bel po' di pepe, con dettagli capaci fare venire l'acquolina in bocca ai fanatici del tuning. Da qualunque parte la si guardi, questa Mazda sa catturare l'attenzione con dettagli di ogni genere.

A BOCCA APERTA Nel frontale tiene banco il cofano motore, che non si limita soltanto a essere ingobbito come la schiena di un bisonte alla carica. Nella sua parte centrale si apre infatti una presa d'aria tanto vorace quanto marcata che porta una boccata d'ossigeno all'intercooler. Una bella ventata d'aria fresca arriva al vano motore grazie anche all'ampia apertura nel fascione paraurti. Le nervature fanno da ritornello in tutto il giro di perlustrazione, ai lati dei fari, vicino ai fendinebbia, sulle fiancate e pure in coda.

ABITO LUNGO Quest'ultima offre una vista molto suggestiva grazie alle luci a Led in rilievo, al diffusore con doppio terminale di scarico e allo spoiler sopra il lunotto. La sua presenza non fa solo scena ma aiuta davvero a creare un effetto deportante in velocità. L'attenzione a ogni piccolo dettaglio aerodinamico porta il Cx a un buon valore, 0,32, ottenuto grazie anche a un attento lavoro per carenare il sottoscocca. Niente male per una compatta da 451 cm, anche se questa misura "lievitata" inganna un po', visto che è frutto di sbalzi pronunciati, di paraurti sporgenti e di una coda tagliata in obliquo.

VEDO ROSSO Anche l'abitacolo ha un taglio molto sportivo. I sedili sono profilati e il volante multifunzione ha a sua volta la corona sagomata per favorire una solida presa. La strumentazione ha una grafica dedicata, con il logo MPS in bella vista e con al centro del cruscotto un suggestivo piccolo display con il manometro per la pressione del turbo. Molto bella è anche la pedaliera in metallo mentre desta qualche perplessità la spruzzata di rosso sui tessuti e sulle modanature, che fa un po' souvenir d'oriente.

VOLO RADENTE La MPS sembra ben acquattata a terra, per merito delle minigonne pronunciate, dei cerchi da 18" gommati Dunlop 225/40 e di un assetto ribassato di 10 mm. L'altezza non è l'unico fronte sui cui hanno lavorato i telaisti Mazda. La scocca presenta rinforzi in numerosi punti, agli attacchi delle sospensioni come a livello della traversa posteriore o del tunnel centrale. L'avantreno McPherson e il retrotreno multilink mantengono lo schema delle versioni più tranquille ma con tarature specifiche, anche per la barre antirollio.

MR MUSCOLO A giustificare tanta attenzione è la necessità di essere all'altezza della prestanza del motore, un quattro cilindri 2.3 turbo a iniezione diretta di benzina che è abbinato a un cambio manuale a sei marce. La potenza e la coppia massime sono allineate a quelle dell'edizione precedente della MPS e sono rispettivamente di 260 cv e di 380 Nm. Su strada simili valori si traducono in una velocità massima di 250 km/h e in un crono di 6,1 secondi nello 0-100, con una percorrenza media di 10,4 km/litro.

ALL INCLUSIVE La Mazda3 MPS arriva in Italia con un unico livello di allestimento al prezzo di 31.900 euro. La dotazione di serie è completissima ed esclude la necessità di optional. Dell'equipaggiamento standard fanno parte infatti tra le altre cose la vernice metallizzata, i sedili sportivi riscaldabili con rivestimento misto pelle, il navigatore, il clima automatico bizona, lo stereo Bose con dieci speaker, il cruise control, l'antifurto e i sensori di parcheggio.

TUTTO SOTTO MANO Il posto di guida della MPS veste bene un po' a chiunque. Sedile e volante si regolano in altezza e in profondità, con escursioni ampie, permettendo a tutti di ricreare la sistemazione preferita avendo sempre sotto mano tutti i comandi. Buona parte di questi ultimi sono sulle razze del volante, che finisce con l'essere piuttosto affollato. La soluzione è pratica ma ci vuole un po' di allenamento per trovare il tasto giusto al primo colpo senza togliere gli occhi dalla strada.

FRANCOBOLLO La vista va invece aguzzata un po' per vedere il display del navigatore, che ha dimensioni da Gronchi rosa ed è piazzato alla base del parabrezza. Alle spalle del pilota e del suo secondo il quadro resta positivo. Le porte posteriori hanno dimensioni abbastanza contenute ma una volta all'interno i passeggeri trovano centimetri in abbondanza, per la testa come per le gambe. Lo spazio non manca neppure per i bagagli, con un volume utile che è di 340 litri anche con cinque persone a bordo.

TERZO OCCHIO Mettendosi in movimento can la MPS una tra le prime cose che si nota è che la visibilità è solo discreta. Il cofano ingobbito e il muso spiovente non permettono di capire immediatamente quali siano i reali ingombri della carrozzeria. Stessa scena anche in coda; qui si può però contare sull'aiuto dei sensori di parcheggio per evitare il corpo a corpo in manovra. L'elettronica fa da terzo occhio anche in velocità con il nuovo sistema RVM, che vigila sulla zona retrostante per segnalare la presenza eventuale di altri mezzi nei cambi di corsia.

PRONTO A TUTTO La Mazda3 MPS trova però il suo habitat naturale lontano dai centri abitati, dove si può dare briglia sciolta ai 260 cv che scalpitano sotto il cofano. La voce del motore è più sommessa rispetto al passato ma il temperamento resta quello di sempre. Il quattro cilindri 2.3 accetta di buon grado anche regimi da bradicardico, pronto però a sgranchirsi le bielle a ogni pressione sull'acceleratore. Il motore giapponese trotterella allegro fino a ridosso dei 3.000 giri. Qui si assiste all'entrata in funzione a tutta forza del turbo, accompagnata da un cambio di passo deciso, con un'entrata in coppia di stampo quasi motociclistico. Ai regimi medio-alti il motore dà il meglio ma non gli mancano neppure le doti di allungo. Insistendo con il gas, la lancetta del contagiri arriva fino a quota 7.000. Tuttavia, per avere il massimo del piacere di guida conviene cambiare prima, poco dopo i 5.500 giri cui corrisponde la potenza massima.

MANEGGIARE CON CURA Nel momento in cui la turbina fa sentire il suo effetto dopante le ruote faticano un po' a mettere a terra tutta la potenza senza innescare reazioni allo sterzo, specie se il volante è girato. Nonostante la centralina impedisca al motore di esprimere tutto il suo potenziale nelle marce basse e pur in presenza di un differenziale a slittamento limitato, nelle accelerate più violente in uscita di curva lo sterzo tende a indurirsi. Ciò complica un po' la gestione della traiettoria e consiglia al pilota di usare maniere più dolci.

DRITTA COME UN FUSO Se si evita di seviziare il pedale destro e si usa un piede felpato tutto diventa invece più facile anche per mani poco esperte. In fase d'inserimento e di percorrenza lo sterzo si dimostra infatti abbastanza rapido e preciso ed è uno strumento efficace per disegnare le traiettorie nel misto. Guidando in modo pulito, la Mazda3 esce a testa alta da ogni genere di percorso. Nei tratti più tormentati si appoggia gradualmente alle ruote esterne, senza lamentare un rollio fastidioso e segue poi la linea impostata con puntiglio. La coda non ha reazioni brusche o troppo ampie in caso di correzioni o di rilascio a centro curva. La stabilità è ottima soprattutto sul veloce. Provata sulle autostrade tedesche, la MPS fila dritta come un fuso anche a velocità nell'ordine dei 250 km/h, senza accusare alleggerimenti o incertezze.


TAGS: turbo mazda tuning mps disi rvm

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