Prova
Mazda3

Mazda3

Tradizione rispettata: dopo la numero due, ecco la Mazda numero tre. Mazda3: Compatta, ma non troppo. Sportiva, ma senza esagerare. Bella nelle forme e con una qualità sorprendente se confrontata al prezzo.
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Autore:
Gilberto Milano

COM'E' Quando si dice "ritmi giapponesi"… quattro nuove auto in 13 mesi è roba da Guinness dei primati. L'ultima, la Mazda3, è arrivata da pochi giorni. Dovrebbe essere la compatta di famiglia (viene dopo la piccola, la Mazda2) anche se il termine è riduttivo. E infatti la prima cosa che colpisce osservandola sono proprio le dimensioni. Ti aspetti una concorrente di 147, Golf, Stilo, 307, solo per citare le prime che vengono in mente, e invece ti ritrovi un bel macchinone grande e grosso che sembra cresciuto a suon di vitamine.

GLOBALIZZAZIONE Alla faccia della compatta ti dici. Dai un'occhiata alla scheda tecnica e capisci di aver visto giusto. Siamo ai limiti della categoria. Con una lunghezza di 4,42 metri e conseguenti misure rimanenti: i fianchi sono di 1,755 metri, e l'altezza di 1,465. Non che sia un difetto, tutt'altro. L’hanno voluta così per rispondere alle esigenze del mercato globale, sostengono. La Mazda3 viene costruita in Giappone, ma deve piacere agli automobilisti di tutto il mondo, americani compresi.

FEELING Anche il design è made in Mazda, del Centro stile europeo, preferito alle proposte avanzate dagli altri cinque Centri stile della Casa distribuiti nel mondo. Chissà, si vede che per questo tipo di vetture l'aria del vecchio continente è ancora la migliore. Vista davanti però solo un occhio particolarmente allenato riuscirebbe a distinguerla dalle altre Mazda dell’ultima generazione. E’ il family feeling, dicono gli uomini di marketing, per far capire subito a che famiglia appartiene. E se questo era lo scopo il risultato ci pare pienamente riuscito.

STESSA FACCIA Di muso lo stile è Mazda al cento per cento, con il cofano imponente, alto, bombato nella parte centrale e solcato da nervature che convergono fino a inglobare la vistosa calandra a cinque punte e invadere la parte superiore del paraurti. Un’altra bocca inferiore di grandi dimensioni contribuisce a dare carattere al viso, così come i tre faretti affiancati dei gruppi ottici anteriori. Bella e rispettosa dei tratti di famiglia anche la coda, altro elemento molto caratterizzato sulle nuove Mazda, con i due gruppi ottici carenati in plastica trasparente (rossa per le altre) che tagliano in senso orizzontale il portellone e si insinuano fino all’estremità laterale del copriruota.

PROFILO GENEROSO Meno caratteristica la vista laterale, che evidenzia una linea di cintura alta e orizzontale, un ampio abitacolo che trasmette subito l’idea di un comfort superiore, e un altrettanto generoso cofano anteriore. Un tocco di originalità è il terzo finestrino di forma triangolare, che accentua la pendenza del tetto dando slancio alla coda e a tutta la fiancata.

TRIPLA ACCA Tutto sommato un aspetto rassicurante, che esprime forza e solidità. E non solo per la taglia XXL. La struttura telaio esibita durante la presentazione mostra rinforzi tutto attorno all’abitacolo che lasciano intuire un livello di protezione per gli occupanti di grado elevato. Struttura che ha anche un nome: MAIDAS, che in italiano sta per Sistema Avanzato di Ripartizione e Assorbimento degli Urti, un metodo di rinforzo del telaio a tripla H esclusivo Mazda, in grado di resistere agli urti disperdendo l’energia d’urto secondo criteri nuovi.

TANTA SICUREZZA Dopo il comfort, la sicurezza attiva e passiva, sembra essere stato l’argomento più tenuto in considerazione in fase di progetto. Al di là della gabbia di acciaio che avvolge i passeggeri, la Mazda3 presenta airbag frontali a doppio stadio, airbag anteriori e, optional, anche sui montanti, schienali dei sedili rinforzati, ancoraggi Isofix, barre alle portiere e la zona posteriore rigida per soddisfare i crash-test Usa, più severi di quelli europei (si svolgono a 80 km/h anziché 64).

POCHI FRONZOLI Senza dimenticare comunque che a bordo ci sono sempre delle persone e che anche loro vanno coccolate. Le sospensioni anteriori sono McPherson e posteriori Multi-link, il massimo per garantire tenuta e comodità. Completano la dotazione il servosterzo elettroidraulico, freni con disco generosi abbinati a un impianto ABS integrale di serie con EDB (ripartitore elettronico della forza frenante) e servofreno. Optional, il Controllo Dinamico della Stabilità (DSC) che vigila sullo slittamento delle ruote e mantiene l’assetto stabile. Tutto qui, senza scendere troppo a compromessi con l’elettronica e riempire di congegni di controllo invadenti una meccanica che riesce da sola a soddisfare le altre esigenze.

DUE MOTORI Entrambi a benzina per ora i propulsori: uno da 1,6 litri, 105 cv a 6000 giri (77 kW) e 145 Nm a 4000 giri di coppia massima; l’altro da 2,0 litri, 150 cv a 6000 giri (110 kW) con una coppia massima di 187 Nm a 4500 giri. Le prestazioni parlano di 182 km/h per il più piccolo e di 200 km/h per il 2.0. Rispettivamente con un tempo di accelerazione 0-100 di 11 secondi per il 1.6 e 9 secondi per il 2.0. Entrambi sono associati a un cambio manuale a cinque velocità mentre il 1.6 è disponibile anche con il cambio automatico Mazda a quattro velocità Activematic. Nel 2004 si aggiungeranno un 1.4 litri a benzina e un 1.6 diesel.

IL PREZZO E’ OK. Ottimi anche i consumi, per i quali si dichiara una percorrenza media di 14 chilometri per litro con il 1.6 , che salgono a poco più di 12 km/l per il duemila. Tre gli allestimenti: Base, Touring (che sta per full optional) e Sport (solo sulla versione 2.0 benzina). E cinque gli anni di garanzia, a chilometraggio illimitato. Garanzia totale, su tutti i componenti, e senza trucchi. Un argomento che da solo meriterebbe più di un pensierino. Assieme al prezzo, a dir poco aggressivo: dai 14.000 euro per le versioni base, ai 20 mila per le più complete. Il listino non è ancora stato definito in dettaglio, anche perché il lancio ufficiale sarà effettuato al Motor Show di dicembre e le prime consegne a gennaio 2004, ma sarà un altro argomento vincente del pacchetto Mazda3.

COME VA L'effetto "mi si sono rimpiccioliti i ragazzi" si rivive, in misura maggiore, anche quando si aprono le portiere e ci si sistema all'interno. Sarà anche un'auto del segmento C, ma una volta seduti nella Mazda3 sembra di essere su una vettura di categoria superione che qualcuno vuole fare passare per "compatta".

SPAZIALE I sedili della Mazda3 sono ampi, in cinque ci si sta davvero comodi, c'è spazio per le gambe anche per chi sta seduto dietro e, soprattutto, c'è un vano bagagli che potrebbe far concorrenza a una station wagon. Sono infatti 300 litri così com'è, che diventano 635 (più del doppio quindi) ribaltando i sedili posteriori. Tutto merito delle dimensioni, certo, ma anche del considerevole passo di 2,64 metri, ottenuto sfruttando a dovere le grandi possibilità dello chassis (nato in Mazda, ma presto utilizzato anche su altre vetture del Gruppo Ford, tra cui la nuova Focus) e limando al massimo gli sbalzi.

SOBRIETA’ Pur essendo una due volumi, quindi con la tendenza a creare una cassa di risonanza interna per tutto ciò che ha a che fare con rumori e fruscii, la Mazda3 si rivela molto silenziosa. Ci si accomoda in un ambiente di un’eleganza sobria, tutta giocata su tonalità di colore scure, con plastiche e rivestimenti di grande qualità, una consolle ordinata e di grandi dimensioni, moderna nel design, e chiara nella disposizione dei comandi.

SPORTIVA Il volante a tre razze ha i comandi della radio integrati e nelle versioni sportive la strumentazione è a sfondo nero con numerazione rossa. Di diverso queste ultime hanno anche uno spoilerino posteriore in corrispondenza dell’attaccatura del portellone, la mascherina anteriore dello stesso colore della carrozzeria e i fendinebbia con bordo cromato.

DUE CAMBI La terza Mazda si apprezza anche per il piacere di guida che offre, dall’assetto tarato per una guida brillante, ma non per questo ruvido al punto da diventare scomodo, alla maneggevolezza e all’agilità di guida da vera compatta. Aiutati in questo da un cambio manuale a cinque marce (c’è anche un automatico per chi vuole il massimo del comfort) preciso negli innesti e ben rapportato.

1.6 MZR Brillantezza e coppia sin dai regimi più bassi sono le caratteristiche che fanno subito apprezzare il più piccolo dei motori disponibili per ora sulla Mazda3. In attesa del 2004 quando giungerà sul mercato anche un 1.4 litri benzina e un 1.6 litri diesel. Lo scatto è sicuro, tempestivo, e gli 11 secondi che impiega per portare i 1260 kg della Mazda3 da zero a 100 km/h ne sono la conferma. Un motore ottimo per chi bada ai consumi e quando serve vuole anche poter sentire un rombo degno dell’immagine di questa vettura.

2.0 MZR Elasticità e prontezza nella risposta anche da velocità da traffico congestionato rendono questo motore particolarmente attraente per chi ama viaggiare senza stress ma non disdegna la guida brillante appena se ne offre la possibilità. In questo caso, da pacioso motore, fluido e morbido, si trasforma in un felino irritato che lascia poco spazio ai timidi. Il rombo si fa intenso e piacevole, e le prestazioni offrono soddisfazioni anche ai più esigenti.


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