Autore:
Luca Pezzoni

DIETA RIGIDA Si presenta in rosso pastello. Lo sguardo furbetto dei fari ammicca ai metrochic e il sistema keyless ai comodosi, specialmente quando piove e si entra in un baleno. Ci sta simpatica da subito, dichiaratamente in antitesi rispetto alla mamma travestita da furgonetta del latte. La nuova generazione abbandona l'uomo pratico e segue una filosofia emozionale. Il dimagrimento prende origine dallo spirito MX5: meno chili uguale meno consumi e più divertimento. La Mazda2 pesa meno di una tonnellata alla bilancia e grazie ad acciai sottili ma ad alta resistenza, ottimizzazione dei particolari e dimensioni complessive in diminuzione, si percepisce sin dai primi chilometri una brillantezza derivante dal fisichino non appesantito, senza ricorrere a supermotori.

TECNOLOGICA IL GIUSTO La luce arancio scalda un abitacolo lievemente freddo: la dieta ha colpito anche le plastiche, tutte sul croccante, ma il volante in pelle e sportivamente a tre razze riconcilia le sensazioni tattili. Il primo viaggio in autostrada si annuncia lungo, vorremmo ascoltare il nostro mp3 player e la Mazda2 segna subito un punto a suo favore. In basso, tra i due sedili vicino all'accendisigari, c'è infatti la magica presa Aux. Evviva. L'entusiasmo si raffredda solo un poco durante il viaggio: la dieta, come dichiara la stessa Casa, ha colpito anche gli speaker, che sono leggeri e (diciamo noi) suonano poco profondi.

ABITUDINE Nel suo habitat naturale (città e fuoriporta) la Mazdina diventa davvero "fun" tenendo conto di prezzo dimensioni e motore. Il volantino con servo elettrico è consistente e ben tarato, il cambio in posizione sopraelevata aiuta la postura e rende allegre le partenze al semaforo.Anche con le dimensioni si gioca bene e non si incontrano problemi di visibilità. E poi il dimagrimento ha risparmiato gli specchi retrovisori belli grandi, che aiutano nei nevrotici cambi di corsia richiesti dal traffico cittadino. Inoltre, lusso furbo per chi convive in città e parcheggi asfittici, sono richiudibili elettricamente.

VIVIBILE MA PERFETTIBILE Si perde qualcosa invece alla voce "spesa della domenica" e abitabilità. Sorprendentemente ospitale considerando le dimensioni e il taglio sportiveggiante (per inciso la nuova è più bassa e più corta del modello che sostituisce), sono invece alcuni particolari a segnare il passo. Lo schienale posteriore si abbatte anche in frazione, ma il piano seduta rimane al suo posto e se come capitato a noi dovete trasportare la poltrona della solita amica a cui non si può dire di no... mettete in preventivo qualche fatica aggiuntiva. C'è invece il portariviste integrato nel cassetto di fronte al passeggero: era ora che qualcuno pensasse agli aficionado dell'edicola a mezzanotte.

AUTOSTRADA E sui lunghi percorsi? Per feeling e sensazioni la Mazda2 si fa onore ma rispetto ad altre colleghe pesanti e raffinate perde qualche punto alla voce comfort, nonostante una quinta di riposo che abbassa la voce del motore. Non è tanto il frullare dei pistoni quanto quello di rotolamento a occupare l'abitacolo. Ecco il prezzo da pagare alla filosofia intelligente: qualche pannello fonoassorbente avrebbe aiutato. Si potrebbe obbiettare che il downsizing non significa necessariamente semplificazioni, ad esempio per gli aerei si segue la strada dei materiali compositi. Ma la Mazda2 si porta a casa sui 14.000 euro, quindi tutto rientra nella normalità.

ANTICIPATRICE Abbiamo invece apprezzato oltremodo i gruppi ottici: anche in viaggi notturni la luce giusta non manca mai. Abbandoniamo la Mazda2 proprio quando ci eravamo abituati al suo spirito leggero. Il bello e il meno bello. Un mix tra gusto di guida, value for money, immagine e consumi davvero ridotti. Nonostante autostrada, ingorghi prefestivi e il piede pesantino - la piacevolezza complessiva invita alla guida giovane - abbiamo registrato una media complessiva superiore ai 14 km litro. Furba e divertente. Ma non pretendetela pure perfetta.


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