Prova su strada
Mazda MPV 2004

Mazda MPV 2004

Una faccia una razza. Quella Mazda, la stessa per tutti i prodotti della Casa nipponica. Anche la monovolume infatti non sfugge al lifting di famiglia. E già che c'è si dà un'aggiustatina agli interni e alla meccanica. Due i motori, uno a benzina, disponibile solo su ordinazione, e uno diesel common rail da due litri, il più idoneo al carattere della MPV.
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Autore:
Gilberto Milano

COM’E’ Chiamiamolo pure family feeling. Vista di fronte, se non fosse per le dimensioni big size sarebbe difficile distinguerla dalle altre Mazda. Così vuole il marketing moderno, piaccia o no. E anche in Mazda si stanno adeguando. L’operazione di clonazione facciale iniziata nella 2002 con la Mazda6, quindi con la "2" e con la "3" è proseguita ora con la monovolume di Casa.

LIFTING FACCIALE

Il bisturi è infatti affondato soprattutto sul viso, completamente rifatto, ora più importante e personale, con un cofano arrotondato che converge sulla ormai classica grossa mascherina Mazda a cinque punti, alle cui estremità spiccano due fari a parallelogramma altrettanto vistosi e avvolgenti. Nuovo anche il paraurti anteriore che incorpora i fari antinebbia e dà forza all’insieme del frontale.

LUCI ROSSE

Vista di lato, resta la caratteristica ampia vetratura e la linea di cintura orizzontale, il parabrezza spiovente e la parte posteriore leggermente bombata. Di nuovo spiccano le modanature laterali di protezione, i nuovi cerchi in lega da 16" (da 15" sulla benzina), gli specchietti retrovisori e le maniglie in tinta con la carrozzeria. Quasi identico invece il posteriore, dove la novità riguarda solo il nuovo disegno delle luci con le cornici rosse e i coprifari trasparenti. Due ritocchi sufficienti però a dare l’impressione di un rinnovamento più profondo.

KARAKURI

Anche all’interno non mancano le novità. La più importante ha un nome giapponese, Karakuri. Ovvero, una versione a sei posti dotata di un sistema di ripiegamento del divanetto posteriore che con poche, semplici operazioni scompare completamente nel pavimento liberando uno spazio enorme per i bagagli. Non solo, il sedile destro della fila centrale può scorrere lateralmente liberando spazio al corridoio interno e facilitare l’accesso ai sedili posteriori.

SEI O SETTE

In sostanza sono due le versioni proposte, una a sei posti, Karakuri appunto (2+2+2), l’altra a sette, con la fila centrale a tre poltroncine (2+3+2). La Karakuri offre più comfort, l’altra un posto a sedere in più. Per entrambe vale la regola che tutti i sedili sono ripiegabili su se stessi in modo da trasformarsi in tavolini o poggiapiedi, oppure in letti se lo schienale viene ribaltato all’indietro. Nella Karakuri è ribaltabile all’indietro anche lo schienale del divanetto posteriore. E, volendo, il divanetto si può configurare in senso contrario, cioè con la spalliera verso il guidatore. Una comodità durante i pic-nic.

VEDO NERO

Nell’abitacolo domina il nero, colore che richiama sensazioni sportive senza trascurare una certa dose di eleganza. Nero è il tessuto che riveste i sedili, nera la moquette del pavimento, nere le plastiche, nero il volante a tre razze e nere le imbottiture del cruscotto. Un tocco di luminosità è dato dalla rifinitura in carbonio stampato argentato sulla consolle centrale e sul quadro strumenti. Per rendere più morbido l’ambiente, le imbottiture sono state sparse un po’ ovunque: sui pannelli della zona posteriore e sui braccioli delle porte.

TUTTA DA BERE

Le porte laterali scorrevoli sono dotate di serratura intelligente per evitare ghigliottinamenti di teste e dita, mentre abbondano i vani portabicchieri e portabottiglie. Se ne contano otto, che nella versione Karakuri diventano addirittura dieci: non sia mai che un passeggero della MPV debba soffrire la sete. Portabottiglie sono integrati nelle portiere scorrevoli e altri nelle tasche delle portiere anteriori.

ELETTRICITA’

Comfort migliorato grazie anche a una dotazione di serie completa di tutte quelle amenità che rendono piacevole la vita a bordo. Come l’autoradio con otto altoparlanti e comandi sul volante, l’aria condizionata manuale distribuita in modo più uniforme anche nella zona posteriore, retrovisori elettrici e riscaldati, alzacristalli elettrici e chiusura centralizzata con telecomando.

DIESEL

Due i motori da scegliere, entrambi già noti ai Mazda boys: il 2,3 litri a benzina da 141 cavalli, disponibile però solo su ordinazione, e il diesel da 2.0 litri e 136cv su cui sono puntate tutte le aspettative Mazda. Quest’ultimo è un quattro cilindri turbodiesel common-rail con una coppia sostanziosa di 310 Nm disponibile sin dai 2000 giri, elastico, prestante e poco assetato di gasolio.

BRILLANTE

Le prestazioni sono tutto sommato di rilievo, considerata anche la mole della MPV (1700 kg di peso, 480cm di lunghezza, 183 di larghezza e 178,5 di altezza): la monovolume Mazda ferma le lancette del contachilometri alla velocità massima di 176 km/h. Il tutto con un consumo medio di 14 km per litro di gasolio.

BENZINA

Poco più potente il 2,3 litri a benzina, che vanta sì una potenza massima superiore (141 cv) ma dispone di una coppia molto più bassa (195 Nm) ottenibile a un regime del motore di 4000 giri. Un motore quindi più adatto per le lunghe percorrenze autostradali, ma più impegnativo da guidare in città, nonostante le migliori prestazioni in velocità massima (180 km/h) e in accelerazione (12,7 secondi nel 0-100). Oltre che più esigente nel bere: il consumo medio sale a 10 km/litro mentre quello cittadino subisce una vera e propria impennata, con 7,5 km/l contro gli 11,5 km/l della versione diesel.

4 DISCHI

Con il restyling facciale arriva anche una novità importante, l’adozione su tutte e quattro le ruote dei freni a disco (prima i posteriori erano a tamburo). Ai vantaggi sull’efficacia della frenata si è aggiunta così la possibilità di dotare di serie la MPV del sistema antipattinamento (TCS), utile sui fondi sdrucciolevoli.

TRIPLA H

Quanto alle sicurezza attiva e passiva, sulla MPV un ruolo importante lo svolge la cellula di protezione con cui è costruita, un sistema a tripla H brevettato dalla Mazda che risulta particolarmente efficace in caso di urto. Seguono quattro airbag con sistema di disattivazione per gli airbag passeggeri, pretensionatori, ancoraggi Isofix e ABS con EDB.

MIRACOLI

Il tutto a un prezzo che ha del miracoloso considerata la qualità della vettura, che pone la MPV tra le monovolume con il più alto rapporto qualità prezzo: 26.900,00 euro chiavi in mano. E visto che in Mazda sembrano in vena di regali, hanno pensato di aggiungere anche cinque anni di garanzia a chilometraggio illimitato.

COME VA Aria nuova quella che si respira a bordo della MPV. Il nero dell’allestimento fa il suo bell’effetto e dà quel tocco di eleganza sportiva che mancava sulla precedente versione. E’ la dimostrazione di come a volte basti poco a perfezionare un prodotto se le basi sono buone.

OLD STYLE

Resta la seduta un po’ verticale e un po’ corta, tipica delle monovolume old style, con la leva del cambio sul tunnel centrale, stile furgoncino. Nel capitolo degli elogi entra invece a pieno titolo l’abitabilità interna, ampia per sei o sette persone, secondo l’allestimento; il bagagliaio capiente e la novità del Karakuri, che in un attimo e con una semplicità sorprendete libera lo spazio di carico adatto a trasportare la solita lavatrice o il cassettone della nonna appena acquistato al mercatino.

GRATIFICAZIONI

Sbaglia chi pensa che a un basso prezzo di listino corrisponda una altrettanto sufficiente qualità complessiva: la MPV è a tutti gli effetti una vettura nel suo genere di classe medio-alta. Come poi faccia la Mazda a proporla a un prezzo così basso appartiene solo alle politiche commerciali della Casa (vedi intervista a Carlo Simongini, presidente Mazda Italia).

RISONANZE Dentro si viaggia ben protetti dai rumori esterni, salvo il rumore di fondo del rotolamento gomme, che diventa invadente quando si sale di velocità, ma comunque tale da consentire di chiacchierare senza dover alzare la voce, o ascoltare radio e Cd a volume accettabile. Del resto sempre di monovolume si tratta, con ampie superfici vetrate e una struttura interna che fa da cassa di risonanza per qualsiasi suono, piacevole o meno che sia.

SU STRADA

La MPV se la cava bene anche su strada. I 136 cv del due litri diesel sono un buon biglietto da visita per chi cerca una monovolume brillante in città e veloce in autostrada. E la MPV ben si presta a entrambi gli usi. In particolare in città o nel misto delle strade di campagna, dove per muovere con agilità 1700 chili serve un valore di coppia corposo.

GRINTA

Il due litri diesel offre il massimo dai 2000 ai 3000 giri poi scende di intensità, ma già a 1750 il rendimento è a livelli eccellenti. La conferma arriva anche da quei 13,2 secondi impiegati per accelerare da zero a 100km/h, indice di una discreta grinta quando si tratta di tirar fuori le unghie.

STABILE

Il cambio è ben rapportato e non costringe a continui cambi di marcia per sfruttare in pieno l’elasticità del common rail. Dove la MPV è un po’ penalizzata è nelle manovre strette, causa un diametro di sterzata ampio (11,4 metri). Curve e controcurve si affrontano comunque con sicurezza e senza rischiare i rimbrotti degli ospiti: le sospensioni fanno il loro dovere, la MPV si piega poco e non lascia spazio a dondolii eccessivi. Tanto che nel misto ci si può anche divertire a tirare le marce. Ma senza esagerare. Ok i quattro freni a disco, ma manca l’ESP e si sa quanto il controllo di stabilità sia utile in questi casi.

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