Autore:
Marco Rocca

GRANDI ASPETTATIVE E’ sul mercato da una ventina di giorni ed è già un successo. Parlo della Mazda CX-3 il Suv compatto della Casa giapponese che è arrivato a gamba tesa sulla concorrenza, con un design indovinato, tecnologia da grande e motori poco assetati. Forse lo ricorderete, circa tre mesi fa abbiamo avuto un primo contatto che ci ha permesso di saggiare bene le qualità costruttive ed estetiche e meno quelle dinamiche, 25 km in giro per la strade di Barcellona sono stati davvero troppo poco per farsi un’idea precisa.

ORA DI GUIDARE Fine maggio 2015, siamo ancora in terra spagnola ma questa volta per un test più approfondito. Inutile quindi che mi dilunghi sul COME E’ visto che trovate le impressioni del nostro Andrea Rapelli tra gli articoli correlati. Ora è il momento di provare per bene l’intera gamma motori con tecnologia SKYACTIVE ovvero il 1.5 diesel da 105 cavalli e i due benzina 2.000 da 120 e 150 cavalli con trasmissione manuale o automatica.

QUI 1.5 DIESEL Inutile dire che tutti gli occhi sono per lui, il piccolo Diesel, un motore furbissimo per le nostre latitudini che (senza essere dei veggenti) farà la parte del leone nelle vendite. Sulla carta i suoi 105 cavalli di certo non lasciano l’acquolina in bocca se paragonati alle potenze di cui sono capaci le rivali. All’atto pratico, però, le cose cambiano. Il diesel si accende senza far troppo rumore soprattutto all’interno dove il ticchettio arriva decisamente sommesso. Pochissime le vibrazioni anche allo sterzo. Promette molto bene. La mano destra muove un cambio manuale a 6 rapporti. L’accoppiata è vincente. Il 4 cilindri a gasolio ha brio, è corposo già ad un regime appena sopra quello del minimo e allunga piacevolmente sino ai 4.000 giri indicati, oltre i quali la coppia di 270 Nm si spegne. Il cambio è preciso e veloce nel comando tanto che, con le dovute proporzioni, mi riporta alla mente quello della roadster di casa, la Miata. La frizione burrosa aiuta a non stancarsi nel traffico. Fin qui tutto bene: ma se mi trovassi, putacaso, in salita con tutta la famiglia al seguito? E’ chiaro che da 105 cavalli non si possono pretendere prestazioni da peli dritti sul braccio ma i tecnici Mazda hanno trovato una soluzione ingegnosa a riguardo: il rapporto di compressione particolarmente basso (14,8:1) permette di filar via veloci e fluidi con la stessa piacevolezza di un motore di cilindrata superiore (0-100 in 10 secondi). Voto decisamente positivo. E poi, giusto per fare i conti della serva, sono riuscito a percorrere 100 km con circa 5 litri di gasolio. Insomma tra costi di gestione ridotti al minimo e consumi decisamente favorevoli, il piatto forte è servito.

QUI 2.0 BENZINA 120 CV. La seconda grossa sorpresa è stato il benzina meno potente. Diversamente del diesel sfrutta un rapporto di compressione molto elevato (14,01:1). In controtendenza con le soluzioni tecniche del momento che vogliono motori di piccola cilindrata muniti di turbo, in Mazda credono fortemente che la soluzione per avere prestazioni interessanti, affidabilità e bassi consumi sia quello di tenere alta la cubatura (tanto che anche Audi sta iniziando a seguire la scia con il Rightsizing). Il 2.000 benzina da 120 cavalli mi ha sorpreso, davvero. Pur essendo aspirato mostra una bella coppia in basso e si distende bene sino a quota 6.000, dove, da buon aspirato, fa valere tutte le sue qualità. Compreso il sound che tocca note basse e roche, da motore sportivo. Ancora una volta con il manuale è l’accoppiata che preferisco. Il piacere di guida ne guadagna. Anche perché l’assetto del benzina è più rigido di quello del diesel, che per la verità ho trovato in qualche occasione un po’ troppo morbido. Non si parla certo di un cambiamento radicale, sia chiaro, ma sufficiente a farmi apprezzare ancor più curve e tornanti. Lo sterzo preciso e freni che mordono forte sono stati una bella sorpresa tra le curve. Il merito della guida spigliata va anche al peso che in questa particolare versione non supera i 1.155 kg. Date un occhio a quanto segna sulla bilancia la Jeep Renegade, per esempio, e capirete quanta attenzione è stata riposta nella progettazione della CX-3.

QUI 2.0 150 CV 4WD AUTOMATICA Ma l’automatico? No, non l’ho dimenticato come non mi sono scordato del motore benzina più potente, il 2.0 da 150 cavalli. Ho deciso allora di provarli insieme alla trazione integrale 4WD. Si tratta di una trazione integrale ON DEMAND che sfrutta il lavoro congiunto di ben 27 sensori (compresi i tergicristalli) per ripartire la coppia tra anteriore, posteriore o il lato sinistro o destro degli assi. Una trazione integrale più leggera di quella montata sulla CX-5 e per questo meno influente sul consumo. Ma torniamo al 2.0 da 150 cavalli. Il cambio automatico a 6 rapporti con convertitore di coppia non esalta le prestazioni del motore. Non voglio dire che l’automatico lavori male, anzi, ma non è appagante come l’ottimo manuale. E poi sinceramente non c’è grande differenza in termini prestazionali con il più piccolo 120 cavalli.

ECCO I PREZZI Insomma, per concludere, la nuova CX-3 mi ha colpito per come è costruita e per le sue doti di guida oltre che di silenziosità (l’aerodinamica è molto curata), tanto che più di una volta mi sono dimenticato che quest’auto appartiene al segmento B (il cassetto porta oggetti non frenato me lo ha ricordato, cascandomi sulle ginocchia). Ricco il listino che prevede tre allestimenti e quattro pacchetti optional. Prezzi? Il listino parte dai 18.800 euro per la 2.0 litri benzina SKYACTIV-G 120 CV Essence a trazione anteriore per arrivare ai 24.750 euro della versione da 150 cavalli disponibile solo in allestimento top Exceed e con trazione integrale. Stesso prezzo per la Diesel Exceed a trazione anteriore, mentre il sistema AWD richiede un extra di 2.000 euro. La versione più gettonata dagli Italiani sarà la Diesel 1.5 a trazione anteriore nell’allestimento intermedio Evolve, che fissa il prezzo a quota 21.900 euro


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