Autore:
Marco Rocca

E’ UNA QUESTIONE DI QUALITA’ Di auto ne passano tante in redazione ma sono poche quella da cui mi separo con la lacrimuccia. A volte perché abbiamo fatto tanta strada insieme, magari per un lungo viaggio, a volte perché nell’uso quotidiano ne riesco ad apprezzare pregi e difetti, come se fosse la mia. Nel traffico dell’ora di punta, quando piove, quando invece c’è una bella strada di montagna davanti a me o in un viaggio di notte. Beh, devo dire che tra quelle di cui ho un ottimo ricordo, c’è la Lexus IS 300h. Più piccola dell’opulenta GS, più grande della compatta CT. La giusta via di mezzo che accomuna il meglio dell’una e dell’altra, vale a dire equipaggiamento da ammiraglia e misure abbastanza compatte da non scomodare i Santi quando si deve trovar parcheggio in centro. Un’auto che, nel tempo in cui l’ho provata, mi ha abituato (ahimè) a un equilibrio tra comfort, eleganza, piacere di guida e benessere a bordo che difficilmente ho ritrovato su auto di pari segmento. Guai ad abituarsi alle cose belle diceva mia nonna, quanta verità nelle sue parole.

IL GIOCO DEL SILENZIO Prima che la mia attenzione sia attratta dalla fattura curata degli interni, è la sua silenziosità a colpirmi. E’ vero per un’ibrida è facile fare bene ma se il tutto non è accompagnato da una solida struttura allora si rischia di rovinare la festa. Mi spiego meglio. Buche, sanpietrini (perché esistano ancora non si sa) o peggio rotaie del tram fanno saltare da un parte all’altra la Lexus IS 300 h che non mostra però alcun segno di cedimento. Anche aguzzando l’udito e sforzandomi di sentire l’inudibile, proprio non riesco percepire il minimo scricchiolio. Niente, silenzio di tomba. Le sospensioni lavorano alla perfezione nonostante la spalla degli pneumatici non sia quella di un fuoristrada. E la sensazione di benessere inizia a salire.

“ADOVO” IL LUSSO Anche perché la IS 300h ti accoglie in un ambiente “fatto a modino”, direbbero i toscani, ottimamente confezionato come un abito sartoriale. La pelle è ovunque, accostata in modo elegante a plastiche scure dalla consistenza robusta. La plancia ha un taglio elegante senza cedere a inutili effetti scenici. Nel bizzarro agosto milanese, il climatizzatore raggiunge subito la temperatura impostata (senza essere rumoroso) mettendomi a mio agio anche dopo una lunga sosta sotto il sole. E ringrazia anche la mia camicia che vede scongiurato l’effetto “Sindone” (tipico di certi sedili in pelle) grazie a un flusso d’aria fresca (caldo, se si vuole, d’inverno) che esce della seduta e dallo schienale. E quando mi fermo per uscire dall’auto, il volante arretra automaticamente e il sedile scorre all’indietro, facilitandomi l’uscita. Alla voce audio scende in campo l’ottimo Hi-Fi Mark Levinson Premium Surround con 15 altoparlanti e un amplificatore a 5.1 canali, meglio di una sala cinematografica, credetemi. Saranno anche futilità ma vi posso assicurare che al lusso ci si abitua facilmente e certe attenzioni poi si cercano anche su altre auto come fosse normale che ci siano.

SE SOLO QUEL CAMBIO… Nel traffico in modalità Eco, il motore elettrico interviene molto, facendo tacere il 4 cilindri benzina. Ma in autostrada come la mettiamo? Impostata la manopola su Normal, il pedale destro acquista vivacità e la spinta, soffice e potente al tempo stesso, viene condita da un allungo notevole. Spinta che si fa ancora più corposa in modalità Sport. A questo punto, l’unica nota un po' stonata, viene del cambio e-CVT, che alza un po' troppo i giri e quindi la voce del motore quando si schiaccia sull’acceleratore per un sorpasso veloce, un vero peccato. Ma in fin dei conti la IS non ama la guida sportiva. Non che il telaio o le sospensioni non siano all’altezza, ma il cambio a variazione continua non ama essere strapazzato, per quanto ci siano due bei paddle dietro il volante. Numeri alla mano i 223 cv totali sono capaci di spingere la Lexus IS 300h fino a 200 km/h (autolimitati) e di far superare i 100 orari dopo 8,3 secondi. Il tutto con consumi che fanno gridare al miracolo: più di 20 km con un litro di verde. E’ lusso anche questo. 


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