Autore:
Paolo Sardi

COM’E’ Quello che stanno ottenendo le monovolume compatte è davvero un successo notevole, che va forse al di là di molte previsioni. "Piatto ricco, mi ci ficco!" è un detto che conoscono bene anche i dirigenti del Gruppo Fiat e così, accanto alla Idea, ecco spuntare una seconda proposta: la Musa, che rivisita il progetto d’origine in chiave un po’ più chic e raffinata, per soddisfare il palato fine degli aficionados del marchio Lancia.

INNESTO INDOLORE Vista con calma e sotto la luce del sole, la Musa conferma quanto di buono aveva mostrato nel primo assaggio di marzo, sotto i riflettori di Ginevra. Il trapianto del muso della Ypsilon sul corpo della Idea non ha provocato alcuna crisi di rigetto. Il cofano motore compatto e spiovente ospita senza problemi l’ampia mascherina a forma di scudo medioevale e i fari a goccia tipici delle ultime Lancia.

UNA STORIA LUNGA Anche al posteriore, le poche modiche alle luci e un nuovo portellone danno alla Musa una spiccata personalità. Ancora una volta è forte il richiamo alla Ypsilon, ma quelli del Centro Stile si spingono oltre e sottolineano un filo conduttore che porta addirittura fino all’Ardea dell’anteguerra.

CITTADINA MODELLO I nuovi paraurti hanno linee morbide e generose. Il conto si paga con un lieve aumento degli ingombri, con la lunghezza che sale fino a quota 399 cm, mentre la larghezza di 170 cm resta invariata. Poco male: la differenza in manovra non si nota affatto e parcheggiare non è certo un problema, complici l’ottima visibilità e l’immancabile sterzo con funzione city.

OSPITI, NON PASSEGGERI Così recita lo slogan pensato per la Musa, con un entusiasmo in buona parte giustificato. All'interno tengono banco  tessuti raffinati e colori caldi che vanno a esaltare la sensazione di qualità già provata sulla Idea. Da quest’ultima viene invece ereditata pari pari l’eccezionale versatilità, con i sedili che possono scorrere, essere ripiegati e trasformati come in un gioco di prestigio fino ad assumere la bellezza di 32 configurazioni diverse.

TUTTA BUCHI A 25 ammontano invece i vani portaoggetti disseminati qua e là per l’abitacolo. Qui tutto è improntato alla massima praticità e alla funzionalità. I comandi e gli strumenti sono concentrati al centro della plancia, sott'occhio e sotto mano sia del pilota sia del suo secondo.

TRE PER DUE Al momento del lancio, fissato per il 18 settembre, la Musa verrà proposta con tre motorizzazioni e due livelli di allestimento, battezzati Oro e Platino. Già la prima, alla base della gamma, offrirà una dotazione completa, con climatizzatore, Abs e windowbag. A dare un tocco di classe in più alla Platino saranno invece, tra le altre cose, i cerchi in lega, il tetto apribile Gran Luce in vetro, il sinto-lettore CD e i vetri oscurati. Per il momento non ci sono dati certi circa i listini della Musa ma si vocifera di prezzi compresi tra i 17.000 e i 22-23.000 euro.

1.4 FIRE Dei tre motori, uno solo è a benzina, il millequattro 16V dell’ultima generazione Fire. La sua potenza massima è di 95 CV a 5800 giri, mentre il picco di coppia si ha a 4500 giri ed è pari a 128 Nm. Così equipaggiata la Musa tocca i 175 km/h, passa da 0 a 100 km/h in 11,5 secondi e sul classico misto di 100 km consuma 6,6 litri o 6,4 a seconda del fatto che impieghi il cambio manuale o quello robotizzato Dolce Far Niente.

1.3 MULTIJET La stessa alternativa a livello di cambi si ha anche con il piccolo turbodiesel 1.3 16V Multijet. In questo caso la potenza è di 70 CV a 4000 giri e la coppia è di 180 Nm a 1750 giri. Simili valori permettono di toccare una punta di 159 km/h dopo essere transitati a 100 in 15,4 secondi. Il fiore all’occhiello di questo motore sono però i consumi, in media pari a 5 o 5,1 litri ogni 100 km, rispettivamente per la trasmissione robotizzata e per quella manuale.

1.9 MULTIJET Non fa comunque molto peggio neppure il brillante 1.9 Multijet da 100 CV e 260 Nm su cui in Lancia credono che si concentrerà la maggioranza degli ordini. Stando ai dati dichiarati, questo turbodiesel si beve infatti 5,5 litri per percorrere la medesima distanza. Il tempo nella prova di accelerazione scende a 11,5 secondi e insistendo sul pedale si possono raggiungere i 179 km/h.

COME VA Trovare la posizione giusta alla guida della Musa è un gioco da ragazzi. Il volante si regola in altezza e in profondità e l’escursione del sedile consente a chiunque di avere tutto ben sotto controllo. Solo due sono gli aspetti che prestano il fianco a critiche. La consolle centrale, che ospita anche la leva del cambio, è un po’ troppo in carne e non lascia molto spazio alla gamba destra per allargarsi quando si vuole farle cambiare posizione nei viaggi lunghi.

LAVORI IN CORSO Lo schienale dei sedili anteriori è poco sagomato e fatica un po’ a contenere il busto in curva. Su quest’ultimo aspetto non è comunque da escludere un intervento correttivo in zona Cesarini e non è quindi detto che le vetture che arriveranno alle concessionarie lamentino lo stesso "effetto panchina" riscontrato sui tre esemplari provati.

GRANDE E' MEGLIO Di questi, quello che meglio ha impressionato è senza dubbio il turbodiesel 1.9. La sua erogazione è pastosa e corposa sin dai regimi più bassi e consente di sfruttare appieno la versatilità e la capacità di carico della Musa. Alla sua guida è inutile insistere con l’acceleratore: il Multijet 8 valvole non ama che qualcuno gli metta fretta. Meglio cambiare prima dei 3000 giri e andare via in scioltezza.

W L’OZIO Se la cilindrata elevata spaventa un po’, l’alternativa più sensata è rappresentata dal piccolo turbodiesel. Certo, le prestazioni dichiarate non sono da supersportiva ma quando ci si trova in strada l’impressione è quella di avere sempre a disposizione una riserva di potenza più che sufficiente. Per gustare al meglio il piccolo Multijet, il contorno ideale è rappresentato dal cambio DFN, che è senza alcun dubbio uno tra i migliori cambi robotizzati della categoria. Selezione rapida delle marce, scalate pronte e innesti dolci sono le sue doti migliori.

FINTO LENTO Chi invece gioca a fare il "finto lento" è il Fire a benzina. L’andamento molto lineare della curva di coppia e il tono di voce sommesso impediscono di avere un’immediata percezione della sua reale prestanza. Questa versione resta comunque dedicata a chi fa un uso "leggero" della Musa che così equipaggiata è più adatta allo shopping in centro che non al weekend lungo con al seguito amici, armi e bagagli.

SA CHI COMANDA Quale che sia il motore prescelto, la Musa mostra comunque ottime doti stradali, specie in rapporto all’altezza del baricentro. Questa si fa sentire causando un certo coricamento laterale ma nulla più. Appoggiata sulle ruote esterne, questa Lancia pennella traiettorie precise e non dà mai segni di nervosismo e d’insofferenza. Anche quando il pilota si dimostra volubile e le impone rapidi cambi di direzione, lei reclina il capo ed esegue diligente. Tutto ciò nonostante il fatto che la guida sportiva non sia la sua missione primaria. La Musa dà il meglio di sé al trotto e non al galoppo, coccolando i passeggeri in un ambiente piuttosto ovattato e con un molleggio ben sostenuto.

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