Autore:
M.A. Corniche

"È luglio, perché deve piovere proprio quando ho l'occasione di provare una roadster da 580 cavalli?". È quanto penso sotto il diluvio, sulla A1 all'altezza di Parma, in viaggio verso Sant'Agata Bolognese. La Roadster in questione, lo avrete capito, è la Murciélago. Un bel rospone estremo con dodici cilindri dietro il posto di guida che cubano 6,2 litri, un'astronave larga due metri e alta uno. Rosico al volante ma verso Modena la pioggia smette e quando arrivo a Sant'Agata la situazione sembra meno umida. Bene.

IL TRIANGOLO SI'

La Murciélago mi aspetta nel Centro Stile Lamborghini, diretto da Luc Donkerwolke, personaggio decisamente più semplice e affabile del suo cognome. Una bella matita che ha tolto il cappello alla Murciélago con grande stile, riprendendo il gioco di triangoli e linee tese della versione coupé, ma dando alla coda una personalità ancor più forte, con due bei montanti che percorrono tutto il cofano come campate di un ponte avveniristico e un bel gioco di triangoli neri per far respirare il V12. Per la fascia dei vetri Luc si è ispirato alla visiera di un casco integrale e insieme agli ingegneri è riuscito a infilare dietro i sedili due robusti roll-bar che escono in caso di bisogno.

BIKINI

Il gioco delle punte continua anche all'interno dell'abitacolo, con i vetri molati a taglio nella parte superiore e i sedili puntuti come le orecchie del dottor Spock. Un disegno essenziale fatto di linee forti, con l'abitacolo che pare il pozzetto di una barca. E, come una barca, il posto di comando ha poco più di un tendalino per coprirsi in caso di pioggia.

COPPOLA

La Murciélago Roadster è proprio una vera roadster, una scoperta essenziale, estrema, da usare sempre aperta per la gioia dei clienti californiani. In caso di pioggia si può montare una capottina che pare una coppola, con un telaio pieghevole che si fissa al posto del vetrino tra i sedili e si aggancia al parabrezza. Si fissano poi due longheroni che garantiscono la tenuta della capote sui vetri, una barretta per tenere in tensione il telo e, infine, si aggancia il telo alla carrozzeria. Una operazione più difficile da descrivere che da effettuare. Ma è quello che dobbiamo fare: Giove Pluvio non promette nulla di buono quando ci avviamo sugli Appennini del modenese. E sia...

PANCIA PIATTA

Mi infilo nell'abitacolo dopo la prova limbo dance per passare sotto la portiera aperta a lama come un passaggio a livello. Belle 'ste porte ma per il cumenda con la panza, potenziale acquirente visto il prezzo di 257.400 euro per acquistare la Murciélago Roadster, l'operazione non dev'essere molto agevole. Peggio per lui, io salgo bene.

BICOLORE

Il posto di comando è come si pensa sia quello di un'astronave, con una grande plancia che avvolge i due posti. È disponibile anche una versione con colori differenti della pelle per il posto di comando e per la ciurma: una idea originale che con i giusti abbinamenti può fare la sua porca figura (o una figura porca se avete il gusto di un cozzaro con le retine cotte dal sole).

ISOLE DI COMANDO

I comandi sono distribuiti bene, a piccoli gruppi ben evidenziati nella distesa di pelle traforata e liscia che riveste tutta la plancia. Un po' economici sembrano i comandi della climatizzazione, forse per questo sono stati nascosti con un coperchietto rivestito in pelle e griffato con la famosa scritta in corsivo "Lamborghini".

TUTTI ZITTI

La posizione di guida si regola bene su tutte le taglie, grazie all'escursione chilometrica del volante in altezza e in profondità e alle regolazioni del sedile (anche se il pomello per regolare l'inclinazione dello schienale è un po' troppo tagliente ai bordi per un oggetto di valore come la Lambona). Sulla Murciélago non si usa il cellulare: non è un problema di sicurezza stradale, non si sa proprio dove metterlo, anche se vi siete svenati per comprare il modello più piccolo sul mercato.

SILENZIO, PARLA IL DODICI

Forse la risposta alla mancanza di un microvano per un microcellulare arriva appena si gira la chiave. Dietro la schiena si sveglia un mostro a due teste (e dodici cilindri) che non pare abbia gradito essere disturbato. Si sgranchisce le ossa metalliche con un bel rumore di ferramenta e la conversazione con la ciurma inizia a diventare difficoltosa. Mi aspettavo una voce più simile a quella di un orco nella sua bella caverna in carbonio, una voce più cupa e, invece, il dodici ha una voce un po' metallica, almeno ai regimi più contenuti.

ROBOT-AGE

Parto con una giallona equipaggiata con il cambio robotizzato e.gear, comandato da due leve in metallo sagomate come due ali di angelo stilizzate. Due piccole sculture che rimangono però legate al piantone di sterzo, non raggiungibili quando si curva se non staccando le mani dal volante. Un cambio che funziona davvero bene, anche quando partiamo tranquilli lasciando la Lamborghini in attesa che il dodici si scaldi un po'. Anche ad andatura da funerale la Murciélago si lascia guidare come una utilitaria, con il motore che non soffre i regimi da traffico e il cambio che passa docilmente da una marcia all'altra.

XXL

Gli ingombri sono un po' imbarazzanti e non proprio facili da percepire all'istante ed è meglio non rischiare di limare un parafango posteriore - tutta la pelle è in carbonio (portiere escluse, che sono in acciaio) - e fare un danno non da poco.

CARBON

Grazie alla pelle in carbonio e alla struttura mista del telaio, con il traliccio d'acciaio abbinato a parti in carbonio, il rospone giallo riesce a contenere il peso in poco meno di 17 quintali a secco. Infatti, mi aspettavo di avere una sensazione di peso maggiore di quanto in effetti percepisco seduto al volante.

SCARPE GROSSE

Allo sterzo si sente che le ruote anteriori sono taglia Polifemo, con una misura (245/35) che alcune supersportive non montano nemmeno al posteriore. E la Murciélago al posteriore calza Pirelli P Zero Rosso misura 335/30, montati sui nuovi cerchi da 18 pollici non scomponibili. Nuovi cerchi che consentono di adottare nuovi freni Brembo con dischi da 380mm all'anteriore e 355mm al posteriore, con rispettivamente pinze da otto e da quattro pistoncini: più o meno quelli che monta un Boeing 747 e consentono di fermarsi, dichiara Lamborghini, da 200km/h in 129 metri, con una decelerazione di 1,21g...

APPENNINO, ARRIVIAMO!

Ci allontaniamo dalle strade più affollate e tra poco inizieremo a usare anche i freni seriamente. Nel frattempo il dodici si è scaldato e, in un paio di sorpassi, ho tirato un po' le marce. Il cuore della Murciélago è davvero un cuore d'oro: risponde con cortese sollecitudine appena si preme il pedale dell'acceleratore e sale in fretta di giri, con una spinta forte dopo i 4500 giri come un calcione nel fondoschiena. Il cambio di carattere è percepito anche dai piccoli ossicini preposti a trasmettere i suoni: il dodici inizia a urlare come un tifoso inveisce contro un arbitro cornuto. Ad ogni cambiata, l'inserimento della marcia più lunga è confermato da un altro urlo, come se avessimo schiacciato maldestramente l'alluce al mostro a due teste.

COME UNA MOTO

E qui inizia il bello ed escono tutti i 580 cavalli: la Murciélago Roadster accelera come una moto sportiva e in soli 3,8 secondi raggiunge i 100 km/h partendo da ferma. Nessun problema a scaricare tutta la potenza e i 650Nm di coppia (la massima a 5400 giri), grazie al peso che grava sulle ruote posteriori (il 58%) e alla trazione integrale (con giunto viscoso centrale e differenziali autobloccanti al 45% il posteriore e al 25% l'anteriore) che distribuisce la forza sulle quattro calzature da cestista marca Pirelli. La Murciélago parte come un proiettile urlando a squarciagola.

FALSA GRASSA

Ed è sorprendentemente agile anche sulle curve appenniniche, facile da controllare anche se si fa aderire il pedale del gas come un cerotto al tappetino. Malgrado la mancanza del tetto, l'ossatura della Roadster è bella rigida, con vibrazioni minime anche nel punto più delicato di una scoperta, la cornice del parabrezza che trasmette vibrazioni minime anche sulle strade appenniniche non sempre lisce come biliardi.

NON SIAMO SOLI

È strada aperta al traffico, quindi riesco a provare giusto un paio di curve aperte, con visibilità piena, dando il massimo. La Murciélago ha un grande equilibrio che mi piacerebbe provare in pista, senza stare attento al traffico e ai limiti di velocità, magari cercando fare la massima dichiarata: 320 chilometri orari. Un bel rettilineo di Monza, per esempio...sui freni credo di potrebbe contare anche alla staccata della prima variante: sono facili da modulare, da non bloccare e potenti come ancore.

PIM PUM PAM

In alcune staccate mi faccio aiutare dal motore e scalo strizzando le ali: il cambio e.gear funziona davvero bene, non sbaglia una cambiata e non ha mai una incertezza. Seleziono la modalità Sport premendo sul tunnel centrale e le cambiate sono davvero secche, delle botte sul sedile, ma anche molto veloci.

IN GABBIA

Alla fine mi fanno male le orecchie per il rumore. È il momento di provare la versione con il cambio manuale, a sei marce come l'e.gear, e, con il cielo diventato sereno, levare la coppoletta. Per staccare il telo è necessario aprire il cofano motore, che si apre controvento come quello della Miura: ogni scusa è buona per dare uno sguardo alle due file di cilindri marchiate con la bella scritta Lamborghini e alla gabbia-scultura tutta in carbonio (optional, di serie è in acciaio) che provvede a irrigidire la coda.

CONCERTO

La Murciélago Roadster senza capote è un'altra auto. Il rumore di ferramenta sparisce (così come la targhetta stile Ferrovie dello Stato sulla parte interna della capote che avvisa di non superare i 160 km/h a capote montata) e si apprezza soltanto l'urlo quando si preme sull'acceleratore. Una vera soddisfazione sentire il mostro che urla tutto il suo disappunto. Dopo una curva troviamo il pubblico che deve aver sentito la bestia gialla arrampicarsi dalla valle e incita a pestare sull'acceleratore. Emiliani, gente che per i motori ha orecchio...

DA MANUALE

Con il cambio manuale si aggiunge anche un altro bel rumore: quello della leva del cambio che ciocca contro il selettore delle marce, con uno splendido clock che è un piacere sentire a ogni cambio marcia. Sono da sempre un fermo sostenitore dei cambi automatici, ma non vorrei mai privarmi del piacere di impugnare il bel pomello di alluminio della Murciélago e di sentire quel ciocco metallico a ogni cambiata, sacrificando anche qualche decimo di secondo a ogni cambio marcia... almeno in teoria: il cambio manuale è molto veloce, molto preciso e facile nelle cambiate tanto che mi viene voglia di segare la leva di un paio di centimetri ed essere ancora più veloce.

ESTREMA

È un mostro un po' fuori misura, decisamente estremo, ma la Murciélago alla fine mi sorprende per la sua guidabilità e per la sua docilità a essere guidata in ogni situazione. E per la facilità con cui si tira fuori tutta la rabbia del suo cuore da atleta a dodici ventricoli che per migliorare l'ossigenazione apre le due grandi narici sui lati, grandi come ali. Il capitano informa che tra poco atterreremo... Purtroppo.

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