Prova su strada
Kia Optima Sportswagon: prova, dotazioni e prezzi. Guarda il video

Kia Optima Sportswagon: prova, dotazioni e prezzi. Guarda il video

Kia Optima Sportswagon: tanto spazio, linea sportiva e un motore gustoso ma poco assetato
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Autore:
Marco Rocca

TUTTA SUA MADRE Ricordate la Kia Sportspace Concept presentata l’anno scorso al Salone di Ginevra? Ni? Prefigurava la nuova station wagon di segmento D della Casa coreana. Misure importanti per lei, camuffate da linee muscolose, colorate di un rosso acceso, finestratura piccola e una coda slanciata con tanto di estrattore inglobato nel paraurti.

QUASI LA STESSA A distanza di circa un anno la Sportspace si è trasformata in Optima Sportswagon e ha preso la via della produzione. Della concept, fortunatamente, è rimasto molto. A cominciare dalla voglia di trasmettere un certo appeal sportivo. Come? Con una linea di cintura alta e una finestratura ridotta, cornici dei finestrini satinate e soprattutto per il terzo montante che sale verso un tetto che, al contrario, scende alleggerendo la silhouette. Senza contare il vistoso estrattore compreso tra i due scarichi ovali (dal sapore vagamente Audi).

CI STA IN GARAGE? La fanaleria di coda allungata, il lunotto piccolo e particolarmente inclinato e il tetto spiovente schiacciano al suolo una coda generosa dalla capienza base di 552 litri. Anche perché, se dalle foto non sembra, sappiate che la Optima misura una lunghezza di ben 4,86 metri per 1,86 metri di larghezza. L’allestimento GT-Line, che vedete nelle foto, rimarca il concetto di sportività con cerchi da 18 pollici e minigonne in tinta. Chiude il quadro lo sguardo particolarmente accigliato della Optima che fa tutt’uno con la mascherina “tiger nose”.

SEMBRA DI PELLE Che vi abbia colpito oppure lasciati indifferenti, la Kia Optima Sportswagon, da buona auto per famiglia, offre anche tanti contenuti, a cominciare dal livello delle finiture. Mi è piaciuta la cucitura lungo tutta la plancia che dà l’impressione che sia rivestita in pelle. Si tratta invece di una superficie morbida e antigraffio. La parte bassa della plancia è visibilmente più economica, con il tunnel rivestito in simil alluminio.

PILE O ALCATARA? Tutto comunque è ben confezionato, tanto che l’impressione di solidità è un gradino più alta rispetto ad alcune dirette rivali, vedi la Renault Talisman. D’effetto la morbida pelle per i sedili con cuciture rosse e il cielo (o tetto, che dir si voglia) rivestito in un tessuto a metà strada fra il pile e l’Alcantara.

GRAN BELLA DOTAZIONE Anche al capitolo sicurezza la Optima ha da dire la sua nel rendere la vita di chi guida facile facile. Ci sono sensori per il rilevamento di un pedone o un ostacolo, della corsia, dell’angolo cieco e addirittura correzioni automatiche del volante nel caso la distrazione proprio non cessasse. In autostrada, con il cruise control adattivo impostato, si beneficia di una sorta di guida autonoma di livello basic, poi una spia ricorda di mettere le mani sul volante.

VIENI, VIENI, STOP!!! Aggiungono tecnologia anche i fari adattivi full led, la telecamera che riconosce i segnali stradali e quelle che circondano l’auto per rendere anche la più ostica delle uscite dal parcheggio una passeggiata. A voler fare i pignoli manca l’head up display ma è un dettaglio.

PIAZZA D'ARMI Ma se è di una wagon che stiamo parlando allora la capienza del bagagliaio gioca un ruolo importante: 552 litri in configurazione standard, come detto, che arrivano sino a 1.686 litri a sedili giù. Tanti è vero ma c’è chi fa meglio in 4 metri e 86 centimetri, come la Skoda Superb con i suoi inarrivabili 660/1.995 litri.

GAMMA FACILE FACILE Due gli allestimenti disponibili per ora sulla super wagon dagli occhi a mandorla: Class e GT-Line (della prova). Entrambi molto ricchi ma con il secondo che, come detto, mette l’accento sulla sportività. Due anche i motori: diesel 1.7 CRDi turbodiesel da 141 cavalli e 340 Nm di coppia e benzina 2.000 cc 4 cilindri turbo da 245 cavalli, decisamente fuori dalle preferenze nostrane. Cambio manuale a 6 marce o automatico doppia frizione a 7 rapporti. Da applausi lo stereo firmato Harman-Kardom a 12 speaker. Prezzi? Ancora nulla è definitivo ma sappiate che dovrebbe superare di pochissimo i 30mila Euro. 2.000 Euro in più per il DCT a doppia frizione. La potrete trovare nelle concessionarie da metà ottobre. 

SI PUO' FAREEE!!! Ecco la solita wagon mi viene da pensare. Ce la fanno provare tra le curve come fosse una sportiva, mah! Eppure mi basta sedermi al volante per ritrovare una bella posizione di guida, di quelle che piacciono a me con il volante verticale, il sedile avvolgente e le gambe abbastanza distese. Proprio il volante mi strappa un sorriso compiaciuto. E’ insospettabilmente piccolo di diametro, tagliato in basso e con un’impugnatura molto solida. Decisamente promosso.

BELLA PIANTATA I tecnici Kia mi dicono di aver progettato un assetto appositamente pensato per la Optima. La conferma non tarda ad arrivare. Tra le curve la mega wagon si muove con agilità, rollando poco e rimanendo sempre composta. Lo so che è di una wagon che stiamo parlando ma queste curve mi permettono di osare. Il buon feeling viene da ammortizzatori a smorzamento programmabile che si irrigidiscono o ammorbidiscono in base alle necessità. Ogni ruota così sfrutta l’appoggio nel migliore dei modi.

PRATICAMENTE NON LO SENTI I 4 metri e 86 centimetri di lunghezza spariscono e la Kia Optima Sportswagon diventa insospettabilmente agile. Lascio le curve e mi butto in autostrada. Va bene la guida con il coltello tra i denti ma stiamo parlando di un’auto che con tutta probabilità trasporterà infanti imbrigliati in seggiolini.

SOTTO VOCE A 130 orari l’abitacolo è molto ben isolato dall’esterno. Viaggiare per tanti chilometri non è un problema. 130 – 150 – 160 – 180 - 200, sarei da ritiro patente ma guarda caso sono in Germania! Anche andando così sostenuti l’insonorizzazione rimane più che dignitosa.

LA SPINTA CHE SERVE Qualche difetto? Forse la mancanza di un motore più potente. Sia chiaro, il 1.7 diesel da 141 cv e 340 Nm, muove con disinvoltura l’auto ma, visto l’assetto così sincero si sarebbe potuto osare di più, ma si sa il mercato delle flotte impone cilindrate ridotte. Così facendo, poi, i consumi ringraziano. L’erogazione comunque è fluida e pronta al pedale grazie anche al cambio automatico doppia frizione puntuale come uno svizzero con l’ansia. Per me la Kia Optima è un pollice in su.   


TAGS: kia station wagon kia optima sportswagon

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