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Kia cee'd

Kia cee'd

La Casa coreana punta sul 7: sette sono gli anni di garanzia e sette sono le versioni a listino per questa nuova compatta che sfida le solite note del segmento C. Tra le su armi ci sono anche un abitacolo spazioso e una guida molto divertente.
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Autore:
Paolo Sardi
FUOCO ALLE POLVERI Dopo un certo periodo di calma, il segmento C sta per vivere una stagione pirotecnica. Molte novità stanno per piovere sulle strade e potrebbero sconvolgere i delicati equilibri in quello che è il settore più importante del mercato europeo. A dar fuoco alle polveri è la Kia, che con la cee'd (proprio così, tutto minuscolo e con l'apostrofo) brucia sul tempo la Fiat e la Toyota, che a breve faranno debuttare la Bravo e la Auris.

PATRIA ADOTTIVA Alla Kia hanno cercato di non lasciare nulla al caso per sfruttare al meglio l'occasione. L'auto è stata disegnata in Europa, secondo gusti ritenuti europei e sempre nel Vecchio Continente verrà costruita, per la precisione a Zilina, in Slovacchia. Qualche perplessità la suscita giusto il nome, che, neanche a dirlo, è in tema: una delle chiavi di lettura della prima parte di cee'd, "ce", è proprio Comunità Europea. Il resto lo fa il suono: si scrive cee'd ma si legge "siid", come la parola inglese che sta per seme o mangime.

NIENTE STRAVAGANZE Se la scelta del nome è un po' azzardata (vorrei vedere mio suocero spiegarlo a certi suoi amici del bar...), la carrozzeria è meno audace. Non potendo fallire l'obiettivo, gli stilisti sono rimasti abbottonati, senza lasciarsi andare a colpi di testa. La cee'd rinuncia così a un personalità prorompente in favore di forme semplici, moderne e piacevoli. Di quelle che non fanno forse girare la testa ai pedoni ma destinate a invecchiare bene.

SCOLLO A V Il frontale ha un aspetto rapace, con il cofano che spiove disegnando una grande V leggermente in rilievo. Dallo spigolo superiore dei fari parte invece una nervatura che segna la linea di cintura, mentre i sottoporta hanno la parte bassa appena scavata. In coda le luci sono protagoniste assolute. Il loro disegno a freccia riprende la forma slanciata dei finestrini laterali, soluzione forse non originalissima ma che aiuta ad alleggerire la vista d'insieme. Alla fine la cee'd maschera abbastanza bene i suoi 4.235 mm: non fosse per il passo di 2.650 mm (ai vertici della categoria) si sarebbe portati a giudicarla più compatta. Per la cronaca, larghezza e altezza ammontano nell'ordine a 1.790 e 1.480 mm.

ROBUSTA COSTITUZIONE I responsabili degli interni hanno osato un po' più di chi ha schizzato la carrozzeria. La plancia ha uno stile originale, con la consolle centrale rivolta verso il pilota e con molti comandi replicati sulle massicce razze del volante. La qualità delle finiture è nel complesso buona, con abbondante impiego di schiumato nella parte superiore dalla plancia. Le plastiche sono nella maggioranza dei casi spesse e appagano tanto la vista quanto il tatto. Le eccezioni sono poche, concentrate più che altro sul pannello portiera, che ha alcuni elementi dall'aria un po' economica.

POLTRONISSIMA Degna di un'auto di categoria superiore è invece l'abitabilità. La scelta del passo lungo paga bene soprattutto a livello dei posti posteriori. Chi viaggia dietro ha centimetri in abbondanza in ogni direzione. Anche il bagagliaio è molto capace. Quando a bordo c'è il tutto esaurito, i litri a disposizione sono 340 mentre rinunciando ai tre posti sul divano il volume utile sale a 1.300 litri. Non mancano neppure piccoli vani furbi, come il cassetto portaoggetti refrigerato.

AVRA' DUE SORELLE In attesa delle versioni wagon e tre porte, annunciate rispettivamente per settembre e dicembre prossimi, la cee'd a cinque porte debutta in questi giorni nelle concessionarie. Il listino si compone di sette versioni, ottenute incrociando tre motori e tre allestimenti. Quanto ai primi, due sono a benzina e uno è a gasolio, declinato però con due livelli di potenza.

1.4 E 1.6 CVVT La motorizzazione d'accesso è un 1.400 con fasatura variabile CVVT che eroga 109 cv a 6.200 giri e con una coppia massima di 137 Nm a 5.000 giri. La cee'd 1.4 scatta da 0 a 100 in 11,6 secondi e tocca i 187 km/h con una percorrenza media di 16,4 km/litro. Appena più assettato è il 1.600 CVVT da 122 cv e 154 Nm, picchi ottenuti a 6.200 e 4.200 giri. Con un litro di verde questo motore fa 15,6 km e porta la cee'd a 192 km/h dopo un passaggio 0-100 in 10,9 secondi.

1.6 CRDI A fare la parte del leone nella raccolta ordini è chiamato però il 1.6 CRDI a gasolio, che la Kia propone in due configurazioni, entrambe dotate di turbina a geometria variabile. Quella soft ha 90 cv a 4.000 giri e una coppia massima di 235 Nm stabile tra i 1.750 e i 2.500 giri. Quella più pepata ha invece 105 cv, sempre a 4.000 giri, e 255 Nm, costanti tra i 1.900 e i 2.750 giri. Nel primo caso le prestazioni salienti sono 172 km/h e 13,8 secondi; nel secondo si parla di 188 km/h e 11,5 secondi. A fare da denominatore comune c'è un consumo medio di un litro di gasolio ogni 21,3 km.

IN CRESCENDO Gli allestimenti sono tre. Quello base si chiama LX ed è offerto a 14.800 euro con il motore 1.4 e a 16.300 con il CRDI da 90 cv. La sua dotazione è già piuttosto ricca e comprende sei airbag, i controlli elettronici di stabilità (Esp) e trazione (Tcs), il sinto-lettore Cd e Mp3 con comandi al volante, i poggiatesta anteriori attivi e climatizzatore manuale. Quest'ultimo diventa automatico con la versione EX, proposta con i motori 1.4, 1.6 e 1.6 CRDI 115 cv nell'ordine a 16.400, 17.100 e 18.300 euro. A giustificare la maggior spesa ci sono anche il caricatore da 6 Cd e le prese Usb e aux-in per lo stereo, il volante e il pomello cambio in pelle, fendinebbia, specchietti elettrici e maniglie in tinta. L'allestimento TX porta invece con sé rivestimenti con inserti in pelle, finiture a effetto metallo sulla plancia, sensori di parcheggio posteriori, cristalli posteriori oscurati e cerchi in lega da 17" con pneumatici 225/45 in luogo dei 205/55 calzati su ruote in acciaio delle altre versioni. Per la 1.6 TX il prezzo è di 18.300 euro, che diventano 19.500 per la 1.6 CRDI 115 cv. Due soli gli optional: la vernice metallizzata (400 euro) e il cambio automatico a quattro marce per la versione 1.6 CVVT (1.200 euro).

OFFERTA LANCIO I prezzi comunicati ufficialmente non sono però quelli che la clientela deve pagare davvero, almeno per il momento. Per giocare d'anticipo sulla concorrenza, alla Kia hanno varato infatti un'offerta lancio (ma l'operazione è a tempo indeterminato...) che prevede uno sconto secco di 1.300 euro su tutte le versioni. Per la turbodiesel si possono inoltre eventualmente sommare, in caso di rottamazione, gli 800 euro promessi dallo Stato. Il listino comprende inoltre la bellezza di sette anni di garanzia (su motore e trasmissione; sul resto della macchina sono "solo" cinque) e altrettanti di assistenza stradale Europ Assistance. A conti fatti, ce n'è abbastanza per indurre in tentazione anche gli scettici cronici.

GIRAVOLTA A bordo della cee'd non ci vuole molto a mettersi comodi. Il sedile con un'escursione chilometrica e il volante regolabile in altezza e in profondità permettono a chiunque di trovare la posizione di guida preferita, con tutti i comandi a portata di mano. La visibilità è abbastanza buona e consente di muoversi sin dai primi metri con una certa disinvoltura. Negli spazi stretti e in città in genere si apprezza però soprattutto il diametro di sterzata molto contenuto, che risparmia alle volte una retro quando si vuole invertire la rotta o manovrare in un fazzoletto d'asfalto.

PRONTA AI COMANDI Lo sterzo resta protagonista anche quando gli orizzonti si allargano e cresce l'andatura. Il comando (con servoassistenza elettrica) è insolitamente diretto per una berlina da famiglia. Basta girare il volante di poco perché la cee'd cambi prontamente direzione, tanto che la Kia parla di soli 2,69 giri da fondocorsa a fondocorsa. Questa caratteristica si apprezza soprattutto nel misto, visto che non costringe a muovere spesso le mani sulla corona del volante.

HA BUONI APPOGGI L'assetto è all'altezza della situazione. Le sospensioni a ruote indipendenti hanno una taratura che rappresenta un buon compromesso tra le esigenze di chi ama la guida sportiva e di chi preferirebbe viaggiare su un tappeto volante. La fase d'inserimento in curva è svelta, con la coda che sembra quasi sorpresa da tanta rapidità. In traiettoria la cee'd si appoggia appena sulle ruote esterne e percorre le svolte senza allargare troppo, nemmeno se il pilota ha una guida arrembante. Ilmargine per correzioni e manovre d'emergenza è elevato e bisogna combinarla grossa per chiamare in causa l'Esp, comunque tempestivo nell'intervento. E sul fronte sicurezza fanno la loro figura anche i freni, potenti e ben gestibili.

NIENTE TERREMOTI Sullo sconnesso le vertebre sono al sicuro. Buche secche, avvallamenti e rallentatori a gobbe vengono superati senza che i movimenti sussultori e ondulatori facciano pensare ai passeggeri a un terremoto del sesto grado della Scala Richter. Nemmeno i timpani hanno di che lamentarsi. I fruscii aerodinamici sono pochi e l'abitacolo è ben isolato dal vano motore.

GIU' IL PIEDE Perché la meccanica arrivi a far notare la sua voce occorre insistere con il pedale dell'acceleratore, cosa che si è più portati a fare conle due unità a benzina, quelle cioè più flemmatiche a basso numero di giri. Il 1.400, in particolare, non brilla per le doti di tiro e impone una scelta di vita. O prendersela comoda e viaggiare al piccolo trotto (ed è la cosa più saggia da fare, tra traffico e autovelox) o schiacciare il pedale destro al pavimento e sfruttare la rapidità del cambio per tenere la lancetta del contagiri sopra quota 4.000. In questo caso il piccolo sedici valvole tira fuori gli artigli e sfodera un insospettabile carattere sportivo.

L'UNO O L'ALTRO? Un po' più rotondo e progressivo è invece il 1.600, che riprende con regolarità anche da ritmi da bradicardico. Anche lui preferisce gli acuti squillanti ai bassi ma la sua "estensione vocale" gli permette di cavarsela in ogni situazione. Tra i due, il 1.400 rappresenta la scelta più sensata ragionando con il portafoglio. Con la sua maggior vivacità, il 1.600 si fa preferire invece per un impiego a 360°, che comprenda anche qualche viaggio a pieno carico e magari la necessità di affrontare dislivelli.

LA TERZA VIA Se spendere 1.200 euro in più non fa una gran differenza, a mettere d'accordo tutti può provvedere il 1.600 CRDI da 115 cv, unica versione a gasolio disponibile al momento della prova (ma nelle concessionarie ci sarà da subito anche quella da 90 cv). Questo turbodiesel ha un temperamento molto brillante, capace di soddisfare anche il palato di chi ama la guida sportiveggiante. Inizia a spingere di buona lena già poco sopra il minimo e cambia ritmo man mano che si avvicina a quota 2.000 giri. Non c'è però alcun effetto on-off: tutto avviene in modo sì rapido ma gradualecon un ottimo allungo a fare da proverbiale ciliegina sulla torta.


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