Autore:
Alessandro Codognesi

SALTO DI QUALITÀ Per il Marchio Jeep, la Renegade è un salto notevole. Perché se è vero che la trazione integrale è caratteristica fondamentale del Marchio americano, peraltro molto valida, è pur vero che, con qualche concessione a comfort e design, la Renegade si propone a una clientela che, di fuoristrada, ne mastica davvero poco. Il risultato è che la Renegade è molto piacevole da usare anche nel traffico di tutti i giorni, con qualche piccola accortezza.

CHE VITA! A bordo della Jeep Renegade non manca davvero nulla. Belli i comandi, solidi e lucenti, la strumentazione artificiosamente sporca e il chiaro sistema di infotainment. Si siede in alto, parecchio, e in realtà la visibilità è un po’ sacrificata dal cofano bombato e dai longheroni del telaio. In compenso, lo spazio a bordo è molto, una vera pacchia: gli spilungoni come il sottoscritto (un metro e novanta all’anagrafe) non rischiano mai capocciate al tetto e chi siede dietro ha sempre tanto spazio per le ginocchia. Non ultimo il bagagliaio, da segnalare in positivo per il doppio fondo, che lo rende ancora più spazioso, in negativo per il comando di apertura messo troppo in basso.

MUOVIAMOCI NEL LUSSO Cambio automatico in D e via, la Jeep Renegade parte silenziosa e precisa. Mi piace subito il motore 2.0 turbodiesel da 140 cavalli che spinge bene senza far troppo rumore, meno il cambio automatico a 9 rapporti, talvolta indeciso sul da farsi e non particolarmente veloce nei cambi marcia. L’assetto, invece,composto e soffice allo stesso tempo, trasmette una bella sensazione di confort. Contenuti il rollio e il beccheggio, anche se mi sarei aspettato uno sterzo un po’ più diretto e sensibile.

HIGHWAY? In autostrada la Renegade tradisce la sua anima. Dalla fisica non si scappa e la sezione frontale così importante fa sì che, nonostante l’ottima insonorizzazione, già a 120-130 km/h si sentano i primi fruscii aerodinamici. Usciti dall’autostrada e diretti verso un bel tratto sterrato, però, torna il sorriso: la trazione integrale è realmente efficace ed efficiente, sembra quasi di sentire i differenziali lavorare per trasmettere trazione alla ruota con più più grip. Per di più si può scegliere tra le varie modalità di guida, una manna dal cielo e che cambia sensibilmente il comportamento della Renegade.

ORIGINAL MARINE È proprio un bell’oggetto, la Renegade. Forse è un po’ caruccia, perché se si opta per una versione accessoriata è facile sfondare il muro dei 30 mila euro. Ma considerato il blasone, l’originalità del mezzo (già, vi fissano in tanti) e la tecnologia della trazione integrale, ecco che diventa una cifra ragionevole. Un’alternativa più pura e offroad ai soliti crossover che oggi vanno tanto di moda.


TAGS: Dodici piccoli Suv Fiat 500X vs Jeep Renegade vs Dacia Duster prove auto 2015 jeep renegade review jeep renegade test drive prova jeep renegade