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Jeep Compass my 2011

Jeep Compass my 2011

Tra le crossover compatte arriva a dire la sua anche la nuova Jeep Compass: look iconico, carattere sportivo e migliore qualità intrinseca i suoi punti di forza. Per la prima volta anche in versione 2WD.
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Autore:
Paolo Sardi

FATE LARGO Con il segmento delle Suv e delle Crossover compatte che va sempre più a gonfie vele, molti marchi affilano le loro armi per aggiudicarsi una fetta sempre più grande del mercato. In mezzo a loro sta dandosi da fare anche la Jeep, che, a quasi due anni dall’accordo con Fiat, sta per lanciare una Compass ristilizzata e aggiornata in molti dettagli. Lo scopo è evidente: mettere la piccola di Casa in condizione di capitalizzare al meglio il blasone del marchio, che è una vera icona nel mondo del fuoristrada, con un’immagine più fresca e con contenuti più ricchi.

MUSA ISPIRATRICE A livello del frontale i designer hanno deciso di voltare pagina e di puntare su un look più equilibrato e capace di incontrare gusti più trasversali. Sulla Jeep Compass my 2011 scompaiono dunque i tipici fari tondi e al loro posto ne arrivano altri più eleganti dal taglio rettangolare. La scelta è rivoluzionaria fino a un certo punto, visto che la musa ispiratrice è la sorella maggiore, la Grand Cherokee. A dare continuità con il passato e con la storia della Casa (che in questo periodo festeggia i suoi 70 anni) ci sono le classiche sette feritoie della calandra.

ALZA LA CRESTA La Jeep Compass 2011 non rinuncia comunque a un tocco di sportività, riproponendo i passaruota allargati e adottando un nuovo cofano motore che solleva la parte centrale come uno soriano davanti a un rottweiler. Le matite dei designer sono intervenute anche sulla coda, pur se in modo molto discreto. I buoni fisionomisti possono comunque notare il fascione paraurti inedito e lo spoiler sopra il lunotto in tinta con la carrozzeria.

A TUTTO CAMPO All’interno della Jeep Compass my 2011, la plancia passa a forme più morbide e sfoggia nella parte superiore una plastica più piacevole alla vista e al tatto. Per il resto, le novità sono rappresentate da un inedito bracciolo centrale e da un volante multifunzione di nuovo disegno. La qualità percepita è allineata alla media della categoria e tutto sembra assemblato con una buona cura. I tecnici hanno lavorato anche lontano dalla vista. Per la Jeep Compass my 2011 si parla anche di una taratura rivista per le sospensioni, che dovrebbero così assecondare meglio la vocazione da factotum della macchina, e di uno sterzo ritarato e capace di rendere la guida più piacevole e precisa.

ANTERIORE O INTEGRALE Anche se gli appassionati più tradizionalisti del marchio grideranno allo scandalo, la Jeep Compass my 2011 è proposta anche in una variante dotata di sola trazione anteriore. In alternativa si può invece sempre ordinare la macchina con il sistema di trazione integrale permanente Freedom Drive I, che può inviare fino al 50% della coppia motrice alle ruote posteriori per superare i passaggi più impervi.

COPPIE FISSE La trazione anteriore è proposta in abbinamento al turbodiesel CRD 2.2 in una versione da 136 cv e 320 Nm. La trazione integrale si sposa invece con una variante da 163 cv e sempre 320 Nm, che regala spunto più brillanti (9,8 secondi nello 0-100 contro 11,5) al prezzo di consumi leggermente superiori (percorrenza media di 15,2 km/litro contro 16,4 della 2WD). A fare da denominatore comune a tutte le Compass 2011 c’è un cambio manuale a sei marce.

SI PARTE DA 27.000 EURO Due sono anche le alternative offerte a livello di allestimenti. Quello base si chiama Sport e dispone già di serie di cerchi in lega da 17”, mancorrenti sul tetto, impianto stereo, computer di bordo, cruise control, sistema di assistenza alla partenza in salita, controllo elettronico della stabilità con sistema antiribaltamento ERM, poggiatesta attivi e climatizzatore manuale. Sulla Limited il climatizzatore diventa invece automatico, i cerchi passano a 18”, lo stereo si arricchisce del caricatore da 6 cd e tra le altre cose diventano standard anche i rivestimenti in pelle e il sedile di guida è a regolazione elettrica. La Compass Sport 2WD costa 27.000 euro, mentre per 29.000 si può scegliere tra la Limited 2WD e la Sport 4WD. La Limited 4WD ha infine un prezzo di 31.000 euro.

SU E GIU’ A bordo della Jeep Compass my 2011 si respira un clima decisamente automobilistico, lontano anni luce da quello delle fuoristrada dure e pure. L’unica cosa che fa capire di essere a bordo di una tuttoterreno compatta è la relativa altezza del sedile rispetto al pavimento, che regala una posizione dominante sul traffico. Il volante si regola purtroppo solo in altezza ma alla fine si riesce comunque a trovare una sistemazione discreta giocando con le regolazioni del sedile. Quest’ultimo ha dimensioni molto generose e un’imbottitura generosa, che fa sentire tra due guanciali.

MEGLIO IN QUATTRO Un po’ più striminzito è il divano posteriore, comodo e dotato di schienale regolabile ma con la seduta poco sviluppata in larghezza. Il problema, comunque, è più visivo che altro, visto che l’ingombro del tunnel centrale rande comunque preferibile usare la macchina in quattro piuttosto che in cinque. Niente male è poi anche la capacità di carico, che va da 328 a 1.269 litri.

TAGLI NETTI La Jeep Compass si muove con discreta disinvoltura negli spazi stretti, semplificando un po’ la vita del guidatore con i tagli piuttosto netti della carrozzeria, che aiutano a individuare presto i reali ingombri in manovra. Pian piano che sale la velocità, colpisce la buona capacità delle sospensioni d’incassare le buche, piccole o grandi che siano.

SLALOM GIGANTE Una taratura delle sospensioni piuttosto soffice è una vera benedizione quando si affronta lo sconnesso o ci s’imbatte in un tratto di pavé, mentre tarpa un po’ le ali a chi volesse affrontare il misto con il coltello tra i denti. Complice l’altezza del baricentro, la Jeep Compass mostra di non gradire troppo i cambi di direzione fulminei e le manovre brusche in genere, ciondolando un po’ e mostrando reazioni piuttosto ampie. Più che lo slalom speciale, insomma, mostra di preferire lo slalom gigante o il superG: nelle curve più ampie riesce infatti a trovare un appoggio migliore sulle ruote esterne ed esegue più fedelmente gli ordini dello sterzo, allargando solo un po’ la linea impostata.

MESSA ALL’ANGOLO Quanto alle ambizioni fuoristradistiche, la Compass non si dimentica di essere una Jeep e sfodera angoli caratteristici tutto sommato discreti. Quello di attacco è forse quello più penalizzate, con soli 20°, gli stessi dell’angolo di dosso, mentre per quanto riguarda quello d’uscita lo sbalzo posteriore corto permette di segnare un ottimo 32°. Senza voler strafare, le strade bianche non rappresentano certo un problema nemmeno se solcate da piccole trincee, complice anche l’efficienza dell’eventuale trazione integrale, piuttosto rapida a trasmettere la coppia là dove serve.

ONESTO LAVORATORE In tutto questo, il motore fa molto onestamente il suo lavoro. La versione da 163 cv, in particolare, già poco sopra il minimo gira regolare e senza strappi, permettendo passaggi quasi trialistici nel fuoristrada. Su strada la sua spinta si fa subito robusta già attorno ai 1.500 giri e da lì in poi la progressione è costante. Solo una volta superati i 4.000 giri il turbodiesel perde smalto ma se s’insiste con l’acceleratore si può comunque vedere la lancetta del contagiri arrivare a quota 5.000. Seviziare così il pedale non dà comunque grandi vantaggi: snocciolando una marcia dopo l’altra si viaggia comunque spediti e con poco stress per la meccanica e il pilota.


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