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Jeep Cherokee 2008

Jeep Cherokee 2008

Sono strani questi americani. Per loro i fari tondi sono cosa da femminucce e i designer devono costringerli in cornici squadrate e frontali da machocar con il cofano diritto come un treno Amtrak. Motore VM, comfort automobilistico, capacità fuoristrada gippistiche completano l'opera.
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Autore:
M.A. Corniche
COM'E' Barre verticali e occhioni tondi. Da sempre un marchio di fabbrica per le Jeep, dalla seconda guerra mondiale in poi universalmente riconosciuto. "A Jeep never had squared lights", uno slogan scritto a chiare lettere sulle Tshirt quando la Wrangler provò la strada dei fari rettangolari agli inizi degli anni 90. Ma la Wrangler è una Jeep a sé, è la Jeep. Per le altre Jeep, il faro tondo fa troppo cerbiatto per gli americani e Bambi è roba da femminucce. Così la terza generazione Cherokee baby punta ai maschietti con un frontale duro come la mandibola di Jack La Motta.

CROMO SOMA Abbandonata l'eredità genetica del faro tondo, la Cherokee si butta sul cromato come per gli allestimenti Laredo delle vecchie Wrangler. Frontale piatto come tradizione comanda, incastrato tra i parafanghi larghi e tutto luccicante come l'argenteria buona per la versione Limited. Sette tradizionali barre verticali e come contorno quattro luci tonde che si incastrano una nell'altra a coppie e costrette in cornici spigolose. Un frontale duro, impossibile da far passare inosservato e da cui parte un cofano lungo e piatto come quello di un Mach, i camion a muso lungo made in Usa. Meglio nei colori scuri, con il sorrisone cromato come quello di Shark antagonista di James Bond ben delineato a dar forma alle proporzioni del frontale.

SKY WALKER Frontale importante ma forme più normali per il resto della nuova Jeep Cherokee, con forma e proporzioni dei vetri con cintura alta che ricordano quelli della Cherokee pronta ad andare in pensione e parafanghi muscolosi a ricordare che di una vera Jeep si tratta. Le dimensioni non seguono la tendenza all'espansione e gli ingombri esterni rimangono fermi alla quota posteggiabile di 450x184 centimetri. Tra gli optional c'è anche un meraviglioso tetto in tela Sky Slider che si apre a tutta lunghezza e nelle due direzioni.

RUOTA, QUALE RUOTA? La ruota di scorta appesa al portellone della seconda generazione fa tanto Jeep ma fa anche poco Suv, ormai sostituti funzionali delle monovolume e delle wagon e sostituti psicologici di sedute di analisi per i caratteri deboli. Sempre meno da pista africana e sempre più per percorsi shopping, i Suv sono sempre più eleganti e meno sportivi. Così la ruota sparisce sotto il pianale, rendendo la coda più elegante ma levando carattere Jeep alla vista posteriore.

MACHO CHIC Lo stile dell'interno è macho chic, con una plancia dallo stile massiccio e spartano nel disegno, ma con finiture finto alluminio (o nero per la Sport) per i sostegni della consolle centrale e fintalluminio serigrafato per il fondo della consolle. Plastiche un po' meno americane del solito e più vicine ai gusti europei e sedili antitutto per la versione Limited rivestiti in tessuto YES Essentials antimacchia, antistatico e antiodore. Per rendere l'interno più accogliente c'è anche il Leather Luxury Pack con pelle per sedili, volante, cambio e freno a mano, oltre alle soglie delle portiere in acciaio spazzolato.

DOUBLE FACE All'interno lo spazio è sfruttato al meglio ma il bagagliaio sembra il pezzo forte: profondo e con un'altezza sotto la tendina di copertura da valigioni rigidi allineati sull'attenti come corazzieri.Il volume di carico con cinque posti in uso e tendina in posizione è di 419 litri, espandibili fino a 1404 litri se si abbassano i sedili posteriori. Sotto il piano di carico c'è un gavone impermeabile con il coperchio double face, moquette o rivestimento grezzo impermeabile.

GIG ROBOT MUSICALE Sulla consolle centrale della Cherokee trova posto anche una dotazione elettronica moderna se si sceglie MyGIG NAV, il sistema governato grazie a comandi vocali e allo schermo touch screen TFT da 6,5 pollici, con navigatore e hard disk da 20 giga su cui immagazzinare la propria musica catalogata con ordine grazie al supporto del database musicale Gracenote che riconosce tutte le informazioni per ogni brano, come artista, album e titolo traccia.

TRIC E TRAC Trazione posteriore, integrale automatica o integrale con marce ridotte, disponibili a scelta grazie al selettore sul tunnel centrale della trazione Select-Trac II. La trazione integrale automatica parte da una ripartizione 42/58% tra anteriore e posteriore per variare la ratio a seconda della necessità, mentre se si scelgono le ridotte (rapporto di riduzione 2,72) la ripartizione è bloccata da vero 4x4 su un equanime 50/50.

DOPPIO CONTROLLO SEGRETO Tecnica da vera 4x4, con telaio a longheroni e traverse abbinato a sospensioni posteriori a ponte semi-rigido ammorbidite da sospensioni anteriori a ruote indipendenti. Per affrontare le discese da brivido o semplicemente la rampa del box gelata, la Cherokee adotta anche l'Hill Descent Control (di serie con cambio automatico) che, inserendo la trazione con marce ridotte, tiene a bada la velocità ottimizzando la frenata sulle singole ruote. Per facilitare le operazioni in fuoristrada e non, la Cherokee offre anche l'Hill Start Assist che tiene i freni in pressione per due secondi dopo aver sollevato il piede dal pedale.

DIESEL ALL'ITALIANA Il motore è il VM 2.8 a gasolio montato sulla Wrangler e sulla nuova Grand Voyager, tarato opportunamente per la Cherokee. Turbodiesel sedici valvole common rail con turbina a geometria variabile per 177 cavalli, 460 Nm di coppia massima a 2000 giri se abbinato al cambio automatico a cinque marce (optional) o 410 Nm tra 2000 e 2800 giri se si sceglie il cambio manuale a cinque marce. Jeep dichiara consumi parchi con circa 10 km/litro con cambio manuale in città (8 con automatico) e intorno a 11 km/litro nel ciclo combinato.

RONDINE A PRIMAVERA La nuova Cherokee fa parte della collezione primavera-estate 2008 di Jeep, disponibile dal prossimo aprile con prezzi da 32.500 a 36.500 euro, 1200 euro per il cambio automatico. Un solo motore, due gli allestimenti, Sport e Limited: cerchi in lega da 16 pollici, sedili in tessuto, stereo con caricatore da 6Cd e sei altoparlanti per la Sport. Cerchi in lega da 17 pollici, tessuto antitutto per i sedili, stereo Infiniti Premium con otto altoparlanti, subwoofer e amplificatore a otto canali da 368 Watt per la Limited.

COME VA Frontale maschio ma dimensioni che non mettono tensione da incontro di pesi massimi. Salita a bordo facile e posizione di guida un po' in piedi ma comoda, con il volante a regolazione continua in altezza, non su posizioni prefissate nel solito stile americano/giapponese. La corsa in lunghezza dei sedili anteriori è piuttosto limitata, sufficiente al posto di guida se non siete giganti, scomoda se il passeggero si vuole un po' sbragare. Si trova facilmente un buon rapporto con i comandi, un rapporto destinato a durare per ore e ore, chilometri e chilometri. Le plastiche sono migliorate rispetto alla tradizione USA, non ancora teutoniche nell'aspetto e al tocco.

SILENT BUT VIOLENT Jeep nell'anima, ma anche confortevole. Come la Wrangler è diventata meno rude ma non meno capace di arrampicarsi sulle rocce del Rubicon Trail (anzi...). La Cherokee diventa ancorapiù confortevole senza perdere di vista la sua vocazione all'inarrestabilità. Il turbodiesel common rail VM si fa sentire davvero con discrezione e trasmette anche poche vibrazioni. Così come l'insonorizzazione in generale si fa apprezzare anche su fondi naturalmente rumorosi.

BELLA COPPIA Il VM è un motore generoso forse disponibile a fornire una bella coppia e a formare una bella coppia con il cambio automatico a cinque marce. Spinge bene, sempre in allerta per soddisfare le richieste del suo padrone, con il cambio altrettanto rapido e reattivo ad aiutare il motore quando serve per cambiate dolci ma veloci.

DOPPIA ANIMA Alla guida la nuova Cherokee ha una doppia anima. Una anteriore e una posteriore. Le ruote anteriori entrano in qualsiasi curva od ostacolo con precisione automobilista, facili da indirizzare anche grazie allo sterzo preciso per una Suv gommata 235/70 o 235/60 (a seconda delle versioni), assorbendo bene anche le dune o il tolé ondulé sahariano. Il ponte rigido posteriore è più rude e ogni tanto si fa sentire, meno agile nel seguire la strada e con un minimo rimbalzo nelle buche più dure. Nessun problema per i piloti di tutti i giorni, un effetto che invece i piloti più smaliziati possono sfruttare per impostare traiettorie più sportive e tendenzialmente controsterzanti.

CHEBBI CHIC Per mettere alla prova le doti fuoristradistiche della Cherokee niente di meglio che cercare un terreno insidioso come la sabbia del deserto sahariano, magari quella delle dune marocchine dell'Erg Chebbi, dove si scocciano di sprofondare nella sabbia rossa anche i cammelli. Trazione integrale con ridotte, per avere il blocco della trasmissione al 50% sui due assi, e via con il cambio in Drive pronto ad scegliere la marcia giusta per affrontare ogni duna. La Cherokee se la cava bene se si ha il giusto abbrivio per superare la duna e si comporta altrettanto bene nelle tappe di trasferimento, trasmettendo sempre la sensazione di avere in pugno la situazione e di un buon compromesso tra comfort e animo rude da fuoristrada sui fondi differenti, dall'asfalto rugoso al tolé ondulé seganervi.

LE MISURE CONTANO Le misure canoniche da fuoristrada sono nella norma, con angolo di attacco di 38,2 gradi (28,2 se montate lo spoiler), angolo di uscita di 30 gradi e 21,7 come angolo di rampa. L'altezza libera da terra è di 189 millimetri all'anteriore e 196 al posteriore e sulle piste africane se la cava bene anche quando si entra nei solchi, toccando le protezioni del fondoscocca soltanto nei punti più difficili e se si è troppo pigri per rallentare quando si dovrebbe.


TAGS: prova jeep cherokee 2008

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