Autore:
Gilberto Milano

BESTIALE Insieme alla Jaguar XF, dimagrita nella cilindrata per essere più attraente soprattutto agli occhi dei manager, la Casa del Giaguaro ha affilato le unghie anche alla versione più bestiale della famiglia XF, la XFR. Per lei però le novità sono prettamente estetiche, tutte volte a trasferire nel look il lato selvaggio della più piccola delle Jaguar. In particolare nel look anteriore, quello che si nota di più per strada e negli specchietti retrovisori.

FACCIA CATTIVA Come per tutte le XF 2012, anche la XFR presenta il facelift che abbiamo descritto nella prova della 2.2 D, definito dalla Jaguar come model year 2012. Il tema dominante su questa versione è quello dell’aggressività, con nuovi fari che diventano più felini e un nuovo cofano motore con la parte centrale molto rialzata ai cui fianchi compaiono due feritoie per fare respirare meglio il motore, in stile racing. La calandra è la stessa della delle XF my 2012 e solo l’aggiunta di una griglia metallica scura con motivo a rete e il logo R bene in vista la differenziano dalle sorelline. Ben più vistose invece le prese d’aria anteriori laterali, particolarmente utili a far respirare il V8 5.0 litri, così come i quattro tubi di scarico che spuntano dal posteriore.

COME UNA SUPERCAR Meccanicamente non cambia quasi nulla e la XFR 2012 è nella sostanza la stessa vettura presentata nel 2009. L’assetto è lo stesso delle altre XF, con sospensioni a controllo elettronico che adattano continuamente la rigidità degli ammortizzatori in funzione dello stile di guida e delle condizioni del manto stradale. Il cambio è sempre l’automatico ZF a sei rapporti e così le prestazioni del V8 5.0 litri, con numeri da supercar, a partire dalla potenza di 510 cv disponibile tra i 6000 e i 6500 giri, dalla coppia di 625 Nm disponibile tra i 2500 e i 5500 giri, di un tempo di accelerazione nel 0-100 km/h di soli 4,9 secondi e di una velocità massima autolimitata di 250km/h. Un motore progettato in Casa Jaguar, con iniezione diretta e doppio intercooler.

BRITISH STYLE All’interno l’impostazione sportiva è attenuata dall’eleganza dei rivestimenti, realizzati con cura artigianale da mani capaci, e solo alcuni inserti in carbonio su cruscotto e tunnel centrale e in alluminio zigrinato, oltre al logo R stampato sul volante e sulla plancia, ricordano che siamo seduti all’interno di una Jaguar con gli artigli affilati. Tutto il resto è identico alle altre XF, compresi il manopolone che seleziona le funzioni del cambio automatico e i pulsanti per le varie tarature dell’assetto, per la guida sportiva o su strade viscide.

JEKYLL E HYDE L’anima della XFR è comune alle berline sportive tedesche con le quali si confronta, una doppia anima elegante e feroce allo stesso tempo. Facile infatti cadere nell’errore di sentirsi a bordo di un'aristocratica berlina inglese per poi accorgersi improvvisamente di mettere a rischio la patente. La voce del V8 è educata e fino a quando non lo si fa davvero arrabbiare resta contenuta in un tono pieno ma tutto sommato ovattato, grazie anche all’ottima insonorizzazione della XF. D’obbligo quindi un occhio di riguardo al contachilometri perché anche a 1000 giri si raggiungono velocità vietate, soprattutto in città.

UNA BELVA Basta una pressione decisa sul pedale destro però per scatenare l’ira di cui è capace il V8 e vedere schizzare la XFR come un felino pronto ad azzannare la preda, compreso l’urlo bestiale degli otto cilindri chiamati al massimo rendimento. Una bella sensazione di forza e un sound impressionante che gratificano in parte la spesa di 94.650 euro (chiavi in mano) da sborsare per portarsi a casa questo gioiello inglese, comunque inferiore ai listini della concorrenza diretta (al momento Mercedes Classe E 63 AMG, in attesa di Bmw M5 e Audi A6 RS).

BEVICCHIA L’accelerazione è possente ma senza i nervosismi e le ruvidezze tipiche delle sportive pure, ben controllabile grazie anche sospensioni tarate per conciliare guida sportiva a comfort da ammiraglia e a uno sterzo preciso che aiuta moltissimo nella lettura della strada. La sensazione di guida è sempre rilassata, prevedibile, divertente e proprio per questo è necessaria una dose maggiore di attenzione alla velocità. Una supercar pensata anche per un pilota medio ma capace di grandi performance, sempre che si sia disposti ad accettare consumi in questo momento immorali, come i 16,2 l/100 km segnati dal computer di bordo al termine della nostra brevissima prova su strada.


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