Autore:
Paolo Sardi


IL PISTOLERO "No, aspetti! Guardi che va gasolio..." Ecco un altro benzinaio che stava per fare il danno. Rapido come un novello Tex Willer aveva già estratto la pistola, quella della verde. D'altra parte come si fa a dargli torto? Siamo cresciuti tutti con il mito delle Jaguar che tracannavano pinte di benzina a ogni accelarata e abituarsi alla loro nuova dieta a base di gasolio non è facile per nessuno.


MAL COMUNE A ben vedere ai puristi è difficile abituarsi anche la carrozzeria station wagon, ritenuta troppo borghese se non addirittura proletaria dall'ala più snob e conservatrice della clientela di Coventry. Chissà cosa direbbero vedendo la "mia" X-Type 2.0D Sport, che abbandona anche le tinte sobrie della brughiera inglese per uno sfavillante rosso acceso! Eppure forse farebbero bene a non lamentarsi troppo e a pensare a chi sta peggio: alcuni aficionados della Porsche pare abbiano ancora crisi di pianto quando si imbattono in una Cayenne...



OCCHI ADDOSSO Alla fine dei conti, per quanto vistosetto, questo vestitino dona molto alla Jaguar familiare. Complici la mascherina nera e i cerchi oversize, fa davvero un figurone e sprizza grinta da ogni poro. Per capire quanto faccia presa sulla gente ci vuole pochino. Basta trovare un parcheggio in una strada affollata per assistere al puntuale aggrottamento della fronte dei passanti, pronti a lanciare alla Wagon d'oltremanica ben più di una semplice occhiata.


CALIENTA EL SOL L'abitacolo è altrettanto fascinoso, con la plancia che sfoggia la retinatura tipica del carbonio e una gran profusione di pelle e alcantara a rivestire gli arredi. I sedili meritano tuttavia qualche appunto: la traspirabilità dei materiali non è il massimo e nei viaggi sotto il sole concente è facile trovasi a fare i conti con una sudorazione eccessiva. Anche la profilatura dello schienale non convince del tutto ma sulla cosa si può tutto sommato chiudere un occhio, dato che per il resto il posto di guida è ben impostato.


A TESTA BASSA Lo spazio destinato alle gambe dei passegeri posteriori è sufficiente ma non abbondante come su alcune rivali e il padiglione incombe fastidiosamente sulla testa del pilota e del suo secondo. La colpa va alla presenza del tetto apribile, che si porta via una bella manciata di centimetri. Vista anche la sua ampiezza limitata, viene spontaneo chiedersi se per godersi la vista di uno spicchietto di cielo sia il caso di rinunciare a 1160 euro sul conto in banca.


L'APPARENZA INGANNA Si tratta però di peccatucci veniali e, dopo una convivenza durata diverse migliaia di km, è impossibile negare che su questa Jaguar si viaggi da gran signori. L'apparente sportività dell'assetto non deve infatti trarre in inganno. Le sospensioni hanno una taratura abbastanza soffice e, a dispetto dei pneumatici ribassati, le sconnessioni, anche le più secche, venegono digerite con sorprendente disinvoltura.



SENZA INCERTEZZE Nel misto la X-Type dimostra invece che l'appellativo Sport non le è stato dato a casaccio. Spinta in curva con decisione, si corica subito sulle ruote esterne ma percorre poi la traiettoria precisa e impettita, quasi si fosse offesa per l'essere stata messa alla prova. Anche abusando della sua pazienza, la Jaguar non perde comunque le staffe, con l'Esp sempre pronto comunque a intervenire come paciere e a ristabilire i necessari equilibri.



ROOAAAR Il motore cerca con buon successo di tenere il piede in due scarpe. A passo di parata va via liscio come l'olio, accettando di buon grado di girare a ritmo da bradicardico. Pungolato con l'acceleratore, risponde inizialmente in modo un po' svogliato ma se si ha la costanza di insistere, alla fine ruggisce deciso e mostra che gli artigli del giaguaro sono ben affilati. Certo, in questo modo, si rischia di fare frequenti visite al distributore. Nella guida più brillante i 10 km/litro sono infatti il risultato più comune, mentre se si tiene il piede leggero si possono anche toccare i 14.