Autore:
Andrea Rapelli

MACCHIA GIALLA L'impatto, specie in questo giallo Sunflower, è di quelli che lasciano il segno. Perché la Hyundai Veloster 1.6 Sport non ci mette molto a spiazzarti con una linea da Ufo Robot, che fa voltare tutti per la strada. Bastano davvero pochi chilometri per diventare prim'attore tra semafori e rotonde. Se non vi piace avere mille sguardi addosso, tenetelo presente: la figlia del collega Paolo Sardi, per esempio, venendo accompagnata con la Veloster una mattina a scuola (va in prima media), ha chiesto di essere lasciata a un isolato di distanza…

PORTE APERTE Uno dei principali atout della Hyundai Veloster salta fuori non appena la inquadri bene. Da un lato – quello sinistro – c’è solo la porta del guidatore. Dall'altro invece compare una porticina aggiuntiva, che tuttavia costringe i due passeggeri posteriori (i posti in totale sono quattro) a qualche contorsione fuori programma: l'imputato principale è il padiglione dal taglio basso, che obbliga a piegare un po' la testa durante l'ingresso. Una volta dentro, poi, si scopre una disponibilità di centimetri per le gambe non esattamente a prova di watusso, così come quella per la capoccia. Pochissimi problemi davanti, anzi solo uno: la regolazione a scatti dello schienale lato guida.

CARICHI BRILLANTI Il bello della Hyundai Veloster è che ci puoi caricare perfino il necessaire per una famigliola in vacanza. Perché il bagagliaio vanta, sulla cartella stampa, litri 320, che diventano 1.015 se si abbattono gli schienali posteriori. Qualche difetto non manca – vedi lo scalino che si forma a sedili reclinati – ma ci si può consolare con la retina portaoggetti (di serie) per non rompere le uova alla prima curva presa bene.

SPORTIVETTA La Hyundai Veloster 1.6 Sport ama prenderle con decisione, le curve. Se lo sterzo non è proprio un bisturi, con un feeling tipo PlayStation, l'assetto segue benissimo le traiettorie, con rollio quasi zero. La coda partecipa volentieri al gioco ma il sorriso s'incupisce alle prime buchette: qui gli ammortizzatori quasi bloccati nell'escursione e la gommatura barra 40 fanno saltellare la Veloster, che ogni tanto perde la precisione di cui sopra. Il motore? L'1.6 a iniezione diretta di benzina, con i suoi 140 CV, spinge il giusto nella guida in souplesse mostrandosi grintosetto agli alti regimi. Dopo qualche chilometro, però, v'accorgerete che un turbo gli avrebbe fatto molto bene. Spesso, infatti, vien voglia di avere più verve sotto il piede destro.

CAMBIA CHE TI PASSA Per fortuna, quando si mette mano al cambio manuale a 6 marce torna il sorrisone a 32 denti: la leva passa svelta e decisa tra un rapporto e l'altro, con una frizione che non stanca il polpaccio neppure in coda. L'automatico a doppia frizione? Costa 1.490 euro, ma non ci sentiamo di consigliarvelo, proprio perché il manuale è proprio un bel cambietto. Ricordate, tuttavia, di utilizzarlo spesso, sia che vogliate guidare allegrotti sia che desideriate diradare le soste dal benzinaio: andando leggeri, il trip recita quasi 12 km con un litro.

BATTI IL CINQUE Interessante, forse ancor più delle cinque stelle ottenute nel crash test Euro NCAP, la supergaranzia della Hyundai Veloster: trattasi di cinque anni con chilometraggio illimitato. C'è di più: il listino della versione Sport, pari a 23.700 euro, comprende un sacco di optional. In pratica, al cliente è consentito aggiungere vernice metallizzata e il Premium Pack che, a fronte di una somma pari a 3.200 euro, aggiunge una serie di chicche, fra le quali sensori di parcheggio con telecamera posteriore, navigatore con display da 7”, sistema di accesso/avviamento senza chiave e tetto apribile. Per il resto di serie c'è quasi tutto, dal clima automatico alla presa USB, dagli specchi ripiegabili elettricamente al ruotino di scorta.


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