Autore:
Paolo Sardi

ALLA COREANA Chissà come si dice "value for money" in coreano?! Sarebbe curioso saperlo, se non altro per il fatto che quella dell'offerta di buoni contenuti a prezzo ragionevole è una politica tipica proprio delle industrie di Seul e dintorni. D'altro canto, quando si tratta di sintetizzare con un linguaggio universale, si sa, l'inglese sale in cattedra, anche per esprimere quello che il principale punto di forza della Hyundai Getz 1.5 CRDi. In fondo il nostrano "Valore per denaro" suonerebbe di un male...

BEN QUADRATA Questa Getz è dunque un'auto che bada al sodo e non fa nulla per nasconderlo sin dal primo colpo d'occhio con un stile essenziale senza tanti fronzoli. La carrozzeria è pulita e lineare, con un grande equilibrio tra i volumi e un disegno piuttosto squadrato. Sono forme che magari non fanno girare la testa ai pedoni ma che hanno il pregio di essere senza tempo e delle quali è quindi difficile stancarsi.

TUTTA D'UN PEZZO Lo stile sobrio e razionale si ritrova anche una volta aperta la porta. Attenzione però: se il minimalismo impera sul fronte del design, lo stesso non vale sul fronte delle finiture. Intendiamoci, la Hyundai non ha certo confezionato un prodotto lussuoso ma ben fatto, quello sì. Ciò che colpisce è in particolare l'aspetto solido della plancia, in pezzo unico e con un rivestimento piacevole alla vista e al tatto, che potrebbe scatenare l'invidia di molte rivali più blasonate. Per il resto i comandi e gli strumenti sono ben dimensionati, oltre che realizzati con materiali onestissimi.

COMODA, LA VITA L'abitabilità è ai vertici della categoria. L'andamento rialzato del padiglione fa sì che lo spazio per la testa abbondi quasi come su una piccola monovolume, esaltando la sensazione di spaziosità. Accomodandosi al volante ci si siede abbastanza in alto, fatto che va a tutto vantaggio della chiara percezione degli ingombri in manovra e che garantisce un'ottima visuale su quanto accade nei paraggi. La nota più lieta viene tuttavia dalla zona posteriore. Chi siede sul divano può infatti stendere comodamente le gambe e non deve sgomitare troppo neppure se deve convivere con altri due passeggeri.

FACTOTUM Nonostante la lunghezza massima sia contenuta in soli 381 cm, gli ingegneri coreani sono riusciti a ricavare anche un vano di carico da 240 litri. Il valore non è da primato ma basta e avanza a fare della Getz un'utilitaria tuttofare, che non si tira indietro nemmeno quando c'è da partire con la famiglia, armi e bagagli al seguito.

TAPPETO VOLANTE All'impiego a 360° si adatta bene anche il telaio. L'assetto rappresenta un valido compromesso tra le esigenze di chi vuole tornare dal supermercato e aprire la bottiglia di Cola senza farsi la doccia e quelle di chi non vuole rinunciare al piacere di guida per il solo fatto di aver speso una cifra accettabile all'acquisto. Sul pavé la Getz fila dunque via senza shakerare i passeggeri e in curva resta parallela al suolo, con reazioni graduali e ben controllabili anche da mani poco esperte.

FORTE QUANDO SERVE A remare nella direzione di una gran versatilità è infine anche il motore, turbodiesel come vuole moda imperante ma con un'architettura atipica a tre cilindri. Il particolare frazionamento influenza il sound, roco ma mai fastidioso, e il rendimento, esaltando il tiro ai regimi intermedi a scapito delle capacità di allungo. Poco male, però: la Getz dà il meglio di sé tra i 2.000 e i 3.000 giri e accetta di buon grado di girar anche più bassa, senza che la pulizia dell'erogazione venga mai meno. Spinge bene, insomma, proprio là dove serve. E se anche si vuole andar via spediti, meglio guidare in scioltezza e snocciolare una marcia dietro l'altra. Uno stile di guida, questo, che permette di mantenere i consumi su livelli accettabilissimi, mediamente nell'ordine dei 14-15 km/litro.


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