Autore:
Paolo Sardi

FURIO, AIUTO! Carta canta: 88 cm di lunghezza, 150 di larghezza massima che scendono a "soli" 120 tra i passaruota e una buona cinquantina di cm di altezza delle sponde non sono mica pochi. E allora perché mai nel cassone dell'H2 Sut la mountain bike proprio non ci sta? Chissà, forse il mitico Furio di "Bianco, rosso e Verdone", quello che voleva caricare "a mosaico" la 131 familiare partendo con la moglie Magda e due figlioletti, saprebbe cavarsela meglio di me. E dire che a Tetris faccio sempre la mia onesta figura...

ROBA DA HIGHLANDER Sarà magari colpa anche della bici, una Turro da downhill di taglia sopra la media, ma alla fine l'impressione è che l'Hummer H2 Sut sia alla prova dei fatti un po' meno versatile di quanto non sembri a prima vista. Con quegli ingombri esterni, in parole povere, si poteva e si doveva fare qualcosa di più per caricare di più e meglio. Già in prima battuta occorre sganciare e aprire ad angolo retto l'impalcatura che sorregge la ruota di scorta, impresa non agevole specialmente in presenza di pendenze trasversali. A complicare la vita ci si mette anche la soglia di carico alta come un soppalco; in Scozia issare i bagagli sul cassone potrebbe diventare una specialità dei giochi delle highlands...

UNA SPIANATA Tra le soluzioni furbe, un plauso va alla possibilità di tirar giù il lunotto e di ribaltare in avanti la paratia che divide l'abitacolo dal cassone. In questo modo si sacrificano i posti posteriori ma si crea un piano di carico piatto e lungo 185 cm. Per la stagione fredda, invece, si può sempre lasciare l'abitacolo sigillato e reclinare in avanti il solo schienale del divano (diviso in due parti 60/40), sfruttando la zona posteriore come dépandance del cassone. Che il diavolo faccia le pentole ma non i coperchi lo si capisce anche dalla copertura in plastica con serratura che può sigillare il cassone e tenere gli oggetti caricati al riparo da occhi indiscreti (e mani lunghe...). Il suo aspetto è un po' economico, va a plafonare l'altezza utile e non è nemmeno semplicissima da rimuovere.

DUE SU TRE Gira e rigira, questa Hummer sembra dunque lasciare in secondo piano l'ultima lettera della sua sigla Sut. I panni da truck non le calzano a pennello mentre quelli di sport utility, rigorosamente di taglia XXL, cadono a meraviglia. Il comportamento ricalca fedelmente quello della sorella chiusa, con doti fuoristradistiche davvero non comuni, grazie a un sofisticato sistema di trazione integrale che ne fa una sorta di geco, e insospettabili capacità di adattamento nell'impiego quotidiano.

SPIGOLOSA Alla faccia delle dimensioni mastodontiche, nel traffico l'H2 Sut non fa la figura dell'elefante nel negozio di cristalleria. Squadrata come una scatola delle scarpe, finisce proprio là dove sembra e non fa brutti scherzi quando di tratta di passare radenti a qualcosa. Solo in coda è bene non scordarsi della ruota di scorta, che funge sì da respingente ma che rischia di obliterare in modo indelebile il cofano di chi ha parcheggiato dietro.

MEGLIO IN ANTICIPO Rispetto alla H2 provata tempo addietro, questa Sut dà la sensazione di aver perso qualcosa in fatto di precisione di guida ma si tratta del proverbiale pelo nell'uovo. Anticipando appena le manovre si può compensare facilmente la naturale tendenza ad allargare dovuta alla massa da petroliera e alle gomme tassellate e si può tenere un passo dignitoso anche nel misto.

CUORE GENEROSO Il motore V8, sornione e felino, non è brutale come ci si potrebbe aspettare ma forse è anche meglio così. 321 cv a 5.200 giri e una coppia di 490 Nm a 4.000 giri bastano comunque per fare tutto quello che si desidera e per disimpegnarsi bene quando a bordo c'è il tutto esaurito e si trasporta un'incudine nel bagagliaio.


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