Autore:
Paolo Sardi

A' LA PAGE Con il lancio dell'ultima generazione della CR-V, la Honda ha indovinato la mossa giusta, sviluppando la propria tuttoterreno in chiave sempre più stradale e andando quindi nella stessa direzione in cui si sono mossi i gusti della clientela. Lungi dal dormire sugli allori, i vertici della Casa giapponese vogliono ora capitalizzare questa scelta, tenendo questa crossover sempre al passo con i tempi e, soprattutto, con le rivali più agguerrite.

IL CAMALEONTE Il model-year 2010 si presenta così forte di un leggero lifting e di un generale aggiornamento. Partendo dal look, le novità rispetto all'edizione 2009 si concentrano soprattutto nel frontale, mentre in coda i designer hanno lavorato un punta di matita, dando un'aggiustatina al paraurti. Anche sul lato A c'è un fascione inedito ma il vero elemento distintivo è la mascherina, che ha ora il listello centrale più discreto: è più sottile e si mimetizza, facendo a meno delle cromatura per uniformarsi come un camaleonte al colore della carrozzeria. Pure nell'abitacolo c'è spazio per nuovi cromatismi. I tessuti dei rivestimenti hanno tinte e fantasie nuove, con i tappetini e gli elementi di dettaglio che si coordinano di conseguenza. Completano il quadro estetico cerchi in lega da 17" e 18" di nuovo disegno.

NEL BOZZOLO Nel definire la CR-V 2010, in Honda hanno prestato grande attenzione anche al comfort acustico. Gli ingegneri hanno fatto di tutto per ridurre la rumorosità in marcia, tanto che la Casa parla di un taglio di addirittura 5 dB. Questo risultato è ottenuto grazie a impiego massiccio e mirato di pannelli fonoassorbenti, a guarnizioni più efficaci e a tamponi che riducono ai minimi termini le vibrazioni. Anche l'assetto è modificato per migliorare l'isolamento dalla strada. Nel silenzio si è poi liberi eventualmente di sollazzare i timpani con le note emesse da un nuovo impianto audio, che su alcune versioni può interfacciarsi con iPod e lettori MP3.

PARTNER IDEALE Per la nuova stagione, il vero asso nella manica della CR-V è però rappresentato dall'arrivo nella lista degli optional (a 1.600 euro) del cambio automatico per il turbodiesel 2.2 i-DTEC. Il motore segna a sua volta un'evoluzione importante rispetto al pur ottimo i-CDTI più volte vincitore del premio Engine of the Year. Questa nuova accoppiata è la stessa già apprezzata sotto il cofano della Accord, con lievi adattamenti in vista di un eventuale impiego nel fuoristrada leggero.

AUTARCHIA Il cambio è realizzato direttamente dalla Honda e dispone di "sole" cinque marce, preferite dai tecnici del Sol Levante alle sei di certa concorrenza, per un discorso d'ingombri e di semplicità e viste le caratteristiche dell'erogazione del motore, particolarmente corposa. Il diesel nipponico mantiene la cilindrata nominale del recente passato ma giustifica il cambio di sigla con numerose migliorie e con una cura ricostituente. Tanto la potenza quanto la coppia massima crescono e sono ora rispettivamente di 150 cv e 350 Nm. Su strada questi valori si traducono in uno scatto 0-100 in 9,6 secondi, in una velocità di punta di 190 km/h e in una percorrenza media di 15,4 km/litro quando è presente il cambio standard, manuale a sei marce, mentre con il nuovo automatico si parla rispettivamente di 10,6 secondi, 187 km/h e 13,5 km/litro.

IL GREGARIO A completare la gamma, ma destinato a fare da semplice gregario nella raccolta ordini, c'è anche il motore due litri a benzina, a sua volta dotato di 150 cv. Così come il nuovo turbodiesel rientra nei limiti della norma Euro 5 ed è offerto tanto con cambio manuale quanto con cambio automatico. Tra l'altro a lui spetta il compito di aprire il listino con 27.500 euro con la versione base, chiamata S, mentre la proposta top è la 2.2 i-DTEC Advance a cambio automatico, che costa 41.900 euro. In questo caso la dotazione è da vera ammiraglia con di serie anche i sensori di parcheggio, la telecamera posteriore, i fari allo xeno, l'interno in pelle e Alcantara e il sistema di sicurezza Collision Mitigation Brake System (o CMBS che dir si voglia) che in caso avverta rischio di tamponamento avvisa il pilota e arriva addirittura a frenare autonomamente per ridurre la velocità.

IL SILENZIO DEI VIAGGIATORI Le molte qualità della CR-V non si scoprono certo adesso. Il link al test del model year 2007 è qui a destra ed a lì rimandiamo per gli aspetti generali, concentrandoci sulla principale novità, ovvero sull'accoppiata costituita dal turbodiesel i-DTEC e dal cambio automatico. Sin dai primi metri, colpisce la silenziosità in ogni situazione. Il motore diesel Honda si distingue da sempre rispetto alla concorrenza per il tono di voce urbano anche a freddo e per l'assenza di ruvidità. Ora più che mai, però, il suo borbottio resta fuori dall'abitacolo e anche quando si va a fare il solletico al pedale dell'acceleratore la quiete dei timpani resta assicurata.

LA SCELTA GIUSTA Per un mezzo come la CR-V, pensato per un impiego prevalentemente stradale, il cambio automatico è una vera benedizione. Sono sufficienti pochi metri fatti con il piede felpato sull'acceleratore per iniziare ad apprezzarne la dolcezza. Dopo la pulizia degli innesti, la seconda cosa che finisce annotata sul taccuino è l'assenza di particolari inerzie. A ogni sollecitazione del piede destro, la trasmissione e il motore si fanno trovare sempre pronti e rispondono senza indugi e ritardi.

IN PUNTA DI PIEDE Certo, il merito va in parte alla grande elasticità del turbodiesel 2.2 ma il cambio ci mette del suo, con un blocco del convertitore di coppia a controllo elettronico che limita i trascinamenti e le perdite di potenza. Via via che la pressione sul pedale si fa più decisa, questo automatico scala una o due marce e non è difficile entrare in sintonia con la centralina che governa la trasmissione per ottenere proprio il rapporto e lo spunto desiderati.

IN PANCIOLLE Volendo sfruttare le doti allungo del motore ci si può togliere qualche soddisfazione anche nella guida sportiva ma l'uso ideale della CR-V automatica è quello quotidiano e senza tanti grilli per la testa. In questo modo si ha l'opportunità di godere appieno della grande scorrevolezza, che permette di spostarsi sulle strade statali con un filo di gas e in completo relax. Anche l'assetto fa fino in fondo il suo dovere e assicura un buon assorbimento delle buche senza lasciare troppo spazio al coricamento laterale quando si viene presi da un po' di prurito al piede destro.