Autore:
Paolo Sardi

PUNTI DI VISTA

La domanda sorge subito spontanea: centodieci cavalli sono tanti o sono pochi? E’ una questione di punti di vista. Dipende da quel che ci si vuole fare e dalla carrozzeria che fa loro da… stalla. Per una Civic 1.6 che porta pure l’impegnativo appellativo di Sport mi sembrerebbero a prima vista un po’ pochini. In fondo questo telaio tiene ben salde le briglie dei 200 purosangue della Type-R e il motore millesei V-TEC è stato declinato anche con altre potenze ben superiori.

COMPAGNI ADDIO

Si potrebbe allora chiedere di più? Sì, ma non è certo il caso di farci una malattia. Quando viene messa alla prova, l’Hondina tira fuori le unghie, nonostante le marce basse siano un po’ lunghe e facciano di tutto per far sembrare il motore svogliato a salire di giri. Basta insistere col piede destro e sfruttare tutta la rapidità del cambio (tipico fiore all’occhiello della Casa) per vedere i compagni di semaforo farsi sempre più piccoli nello specchietto.

SE CORRE, VUOL BERE

I 9,9 secondi promessi dalla Honda per raggiungere i 100 km/h paiono dunque credibili e consentono di dare non poco filo da torcere alle dirette rivali. Certo, così facendo le percorrenze medie dichiarate di oltre 15 km/litro vanno a farsi benedire. Per avere simili risultati l’unico sistema resta sfruttare l’ottima elasticità assicurata dal sistema V-TEC e far girare il motore sornione, a basso regime.

FLASHBACK

Oltre che per la potenza (e chi se la dimentica la vecchia 1600 da 160 CV?!), anche per lo stile non mi è facile parlare della Civic senza che il pensiero vada ai modelli filanti del passato. Le forme dell’ultima serie sono più taglienti e soprattutto muscolose, come se nel serbatoio di un prototipo fosse caduta una buona dose di ormone della crescita.

FORTE DI FIANCHI

Ora che sia questa la Civic più bella di ogni tempo non posso forse dirlo. Io la considero comunque "un gran bel tipo". L’elemento distintivo è chiaramente la forma a cuneo, con il cofano motore che spiove in avanti e dà continuità al taglio del parabrezza. Caratteristiche sono anche le fiancate, con una linea di cintura alta, Villaggio direbbe quasi ascellare, e una marcata sottolineatura a opera delle minigonne.

SULLA PUNTA DELLE DITA

Queste ultime non sono l’unico dettaglio a mettere pepe nella linea: fari dal look futuristico freschi di restyling, terminale di scarico a doppietta, spoiler e alettoncini vari… A voler contare uno per uno tutti i particolari racing ci si trova presto a corto di dita. La scena si ripete puntuale dentro l’abitacolo, dove i sedili avvolgenti, i rivestimenti e le grafiche mettono subito in chiaro che in questa Civic alberga uno spirito bellicoso.

UN PO’ DI GINNASTICA

Per assicurare un facile accesso anche al divano, le portiere sono lunghe come poche altre. Se ciò permette ai passeggeri posteriori di raggiungere i loro posti senza esibirsi in numeri da contorsionista, non manca il rovescio della medaglia. Quando si parcheggia vicino a un muro o a un’altra auto, per scendere è necessario trattenere il fiato e cercare di assumere le sembianze di una sogliola. Ma non solo: una volta aperta tutta la portiera, per acciuffare la maniglia e richiuderla è indispensabile avere le braccia lunghe come quelle di un gorilla.

SU MISURA Complice il taglio dei finestrini, sulla Civic si ha l’impressione di sedere molto in basso e anche questo contribuisce non poco a dare un sensazione di sportività. Con il sedile e il volante ampiamente regolabili chiunque riesce a tagliarsi il posto di guida su misura. A prescindere dall’altezza del pilota, tutti i comandi sono disposti correttamente.

PUO’ DARE DIPENDENZA Alla lunga si scopre che la leva del cambio sulla console centrale è una comodità che può dare dipendenza. Dopo averla usata qualche settimana, riabituarsi alla leva a pavimento è una discreta seccatura. Una simile soluzione non si apprezza solo quando si cerca la cambiata lampo. In mezzo al traffico è un bel vantaggio poter tenere la mano dalle parti del volante.

NON SOLO SPORT

Eh, già… Dopo tutta la premessa, quasi me lo scordavo: anche se il nomignolo Sport è meritato, questa Civic non è solo Sport! E’ un auto che si presta bene anche a un impiego quotidiano. Certo non serve un palato molto fine per capire che il suo assetto è rigidino e se la cava meglio sulle stradine tortuose di un fondovalle che non sul pavé del centro storico. Tuttavia pure come pendolare fa la sua onesta figura.

IN VIAGGIO CON LA ZIA

Inoltre lo spazio abbondante in ogni direzione e una discreta silenziosità consentono all’occorrenza di accompagnare in villeggiatura anche una zia non più nel fiore degli anni senza temere di essere diseredati una volta giunti a destinazione. Il bagagliaio non è ai vertici della categoria ma riesce comunque a fare coabitare un passeggino e la spesa della settimana. Quanto basta, insomma, per rendere giustificati i 18.250 euro che i concessionari chiedono in cambio di questa Civic.

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