Autore:
Luca Cereda

CUORICINO E venne il giorno della Golf con il motore della up!, il mille a tre cilindri. Ma turbo. E’ il downsizing, bellezza, e questa Volkswagen Golf TSI BlueMotion  ha tutte le carte in regola per diventarne un manifesto. E’ il minimo, parlando di cubatura e cilindri, del massimo (la Golf rimane il riferimento nella sua categoria). Una Golf Cenerentola? Nossignore.

MILLE PER UNA Per l’Italia è prevista una sola versione con carrozzeria berlina a cinque porte, il DSG a 7 rapporti di serie e dotazioni piuttosto complete, quelle dell’allestimento Comfortline. Quindi cerchi da 16’’, servosterzo elettromeccanico, clima, cruise control, infotainment con schermo da 5’’, sedili regolabili, divanetto sdoppiato, Isofix, frenata anti collisione multipla, ecc. L’elenco continuerebbe ancora un po’ ma la sostanza non cambia: per ora, occorre preventivare 24.700 euro per portarsela a casa (sarà nelle concessionarie da luglio).

BLUE THERAPY Come tutte le BlueMotion,  la Golf TSI cura l’aerodinamica in maniera ossessiva, limando il cx fino a 0,28. E un occhio molto ben allenato magari si accorge del suo assetto ribassato di 1,5 centimetri, dei pneumatici a basso attrito, della griglietta con aperture ridotte al minimo, dello spoiler e della presa d’aria inferiore con listelli regolabili, che gestisce il flusso dell’aria in relazione al percorso dell’aria di raffreddamento. Per i più, tuttavia, la Golf TSI BlueMotion è una Golf pressoché identica alle sue sorelle: ha il pallino dell’ecologia, ma non lo dà a vedere granché.

IN NUMERI Il quadro cambia dando una scorsa alla scheda tecnica. Con i suoi 99 g/100 km di CO2 emessi, la Golf TSI BlueMotion strappa un record nella sua categoria, almeno sul fronte benzina; e in certi mercati europei, grazie anche alla cilindrata così ridotta, premia il cliente con sgravi fiscali.  I consumi dichiarati dell’1.0 TSI, poi, fanno concorrenza al gasolio: 4,3 l/100 km nel combinato. Ci sono dunque le premesse per non svenarsi, e quelle per non annoiarsi troppo pure, almeno sulla carta. Questo millino, vanta una pressione massima di sovralimentazione di 1,6 bar, ha una coppia di 200 Nm, superiore ai colleghi quadricilindrici, e non lesina i cavalli: sono 115 in totale con il picco di potenza a 5.000 giri. Cronometro alla mano, lo 0-100 si archivia in 9,7 secondi, mentre da 0 a 80 km/h si arriva in 6,6 secondi.

CONCENTRATO DI TECNOLOGIA Destinato – probabilmente – a scalzare in futuro il 1.2 TSI dal listino, il tre cilindri turbo BlueMotion arriva sulla Golf dopo un lavoro certosino dei tecnici Volkswagen su più fronti per arrivare a simili standard d’efficienza, tra cui una profonda riduzione degli attriti interni e una gestione termica ottimizzata, con collettore di scarico integrato alla testata e sistema di raffreddamento sdoppiato tra parte alta e parte bassa del motore. Costruito in alluminio, pesa 10 chili in meno del 1.2 TSI 110 cv, 89 chili in totale, ha più coppia (+25 Nm) ed è stato silenziato con interventi di fino alla meccanica interna, senza ricorrere ad ulteriori soluzioni di isolamento. L’obiettivo? Guidare la Golf con un cilindro in meno e non sentirlo. In tutti i sensi.    

COME VA I puristi soffrono, gli ecologisti esultano. Una Golf con un mille a tre cilindri può suscitare reazioni diametralmente opposte, di sicuro la dice lunga su come va il mondo – oggi – sotto i cofani delle auto. Ford, con la Focus, c’è già passata da un  pezzo, i tedeschi invece hanno tentennato un po’prima di convincersi. Ma alla fine anche la pazienza premia, se il risultato convince.

FLUIDO E in effetti la Volkswagen Golf TSI BlueMotion si guida con piacere – a patto che abbandoniate l’idea di soddisfare i vostri istinti più bassi di pilota. Il millino ha un’erogazione fluida e, al ritmo cittadino, riprende con prontezza (anche a marce alte) e offre quasi tutta la coppia già a 1.500 giri/min. Per farlo frullare non serve tenerlo troppo su di giri: oltre che pronto, questo mini-turbo è anche un motore piuttosto elastico. Va da sé che quando si cerca un po’ di allungo una risposta c’è, ma non è di quelle poderose.

SUSSURRA Piuttosto fa specie come i tecnici VW siano riusciti a tenerne a bada la voce, oltre che lontane le vibrazioni. In autostrada, a velocità di codice, nell’abitacolo non vola una mosca e non trema una foglia, a conferma dell’ermetico isolamento della Golf tanto dai rumori esterni quanto dal sottoscocca. Il timbro del tre cilindri si fa sentire giusto nelle accelerazioni più piene, ma anche tra i palazzoni, ad altre andature, il suo frullare non è mai fastidioso. Con il DSG, poi, proprio in città si celebra un matrimonio perfetto tra i tempi svizzeri del cambio e le risposte svelte ai bassi del motore, quando il traffico costringe ad andare a singhiozzo. In questo primo test di un centinaio di chilometri, promossi anche i consumi, che si allontanano dal dato dichiarato dalla scheda tecnica ma – fidandoci del computer di bordo – si assestano sui 17/18 chilometri al litro nel misto.

IL MANUALE NON FAREBBE MALE La Volkswagen Golf TSI BlueMotion se la cava un gran bene anche col manuale a 6 marce, che però in Italia non è previsto (mentre in madrepatria sì). Un peccato, perché aiuterebbe molto ad abbassare il prezzo d’accesso e ad attrarre chi vede nella Golf TSI un’ottima seconda auto di casa. Il grosso neo probabilmente sta qui: l’allestimento unico impone un prezzo – senza eventuali promozioni – un po’ troppo alto, che presta il fianco alla concorrenza interna di alcune versioni TDI e a metano. E se il vostro cuore non è così green… 


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