SOLO EURO 4 Alla fine avevano ragione loro, quelli della Ford. Davanti alle reiterate critiche di aver realizzato una Ford Focus troppo "normale" facevano spallucce, ostentando una flemma olimpica. Avevano smussato gli spigoli della loro creatura, una scelta che poteva non andare giù agli integralisti dell'edge design ma che poteva invece riconciliare la Casa dell'Ovale con una fascia di potenziali clienti ben più ampia. Detto e fatto: i risultati parlano di 35.800 Ford Focus nel primo semestre e autorizzano i vertici Ford a stappare una bottiglia di quello buono. Questo sempre che non vogliano aspettare eventuali ulteriori passi avanti, ora che la gamma ha assunto un assetto definitivo con l'arrivo dei nuovi motori turbodiesel TDCi 1.6 da 90 cv e 1.8 da 115 cv ed è interamente in regola con la normativa Euro 4.

CENTRO DI GRAVITA' La struttura del listino resta quella "a sistema solare" che già aveva caratterizzato la strategia di lancio, con un'unica versione al centro e le altre a gravitarle attorno. Per quanto riguarda le Focus a gasolio, il ruolo del sole tocca ora alla nuova 1.6 TDCi con carrozzeria a tre porte. Questo modello, che di serie monta abs, sei airbag, servosterzo elettroidraulico, computer di bordo e specchietti elettrici riscaldabili è offerto a 14.950 euro "con il contributo dei Ford Partner", impegnati in un'offerta a tempo indeterminato in barba a un listino che reciterebbe 16.700 euro.

SU MISURA Partendo dall'offerta base ci si può poi ritagliare l'auto su misura. A parità di motore, per una Focus a cinque porte si devono aggiungere 500 euro, che diventano 1.000 per una SW, sigla che nella galassia Ford sta per Style Wagon, e non Station come si potrebbe pensare in prima battuta. Se invece si desidera anche disporre di una maggiore potenza occorre stanziare altri 1.250 euro per il TDCi 1.8, che diventano 2.500 per il TDCi 2.0 da 136 cv.

DUBBIO AMLETICO Una scelta quest'ultima, già presente da tempo nella gamma e destinata a una clientela più sportiva ed esigente. Per tutti gli altri il dilemma è servito: millesei o milleotto? La scelta non si riduce ai meri dati tecnici, i due motori hanno un pacchetto cromosomico differente. Il millesei nasce dall'accordo tra Ford e il Gruppo PSA e non a caso popola anche i listini Peugeot e Citroën, mentre il milleotto è un motore realizzato in regime di autarchia da Ford.

QUELLA SPORCA VENTINA Ma non è tutto. Dopo la cura Euro 4, il millesei ha perso venti cavalli e parecchio del suo brio, divenendo meno disponibile a far decollare la Focus alla minima pressione sul pedale dell'acceleratore. Mantiene comunque il suo buon carattere e la sua principale qualità, l'agilità, sempre pronto a riprendere da regimi poco oltre il minimo, per dimostrarsi invece poco incline ad arrampicarsi verso la zona rossa del contagiri. Per chi invece ha già capito e metabolizzato i vantaggi del cambio automatico, la scelta è obbligata, anche perché sulla Focus l'automatico è disponibile soltanto con il millesei.

MUSICA, MAESTRO! Per i piloti dalla guida più nervosa, per quelli a cui piace far cantare il motore, è consigliato il milleotto. Più pigro ai bassi regimi ma più brillante e muscoloso se gli si chiede di intonare l'Aida, è quello più adatto anche per mettere alla prova le ottime qualità dinamiche della Focus. Il TDCi 1.8 ha inoltre un comfort acustico più gradevole, mentre il millesei picchietta con maggiore vivacità ai ritmi da bradicardico. Considerando i 1.250 euro che separano i due motori, la scelta del millesei è da prendere in seria considerazione.