Autore:
Luca Pezzoni

PONTE LUNGO Arriva in redazione giusto in tempo per un bel ponte. Una Ford Focus. Tre porte, con la motorizzazione preferita dagli Italiani: il millesei TDCI. L'esemplare in prova è ben equipaggiato: fari allo Xeno, ESP e cerchi da 17, clima bizona, sedili in pelle regolabili elettricamente e altre amenità. Non le manca niente e dovrà accompagnarci per qualche settimana. Con un quesito di fondo da risolvere: la Ford Focus vale i soldi che costa?

SIGNORA MACCHINA

Chiariamo subito un punto. La nuova Focus è cambiata parecchio rispetto alla vecchia, che già non era male. Oggi è una signora macchina. Interni di qualità palpabile e finiture all'altezza, senza troppi complessi di inferiorità nel confronto con le compatte più prestigiose, o presunte tali. La prima impressione appena saliti a bordo e partiti è quella di trovarsi su un'auto usata già milioni di volte. Tutto si trova al punto giusto. O dove si pensa che dovrebbe essere. Buona anche l'abitabilità e spazioso il bagagliaio.

SVISTE

Si sente un po' la mancanza di vani portaoggetti alla base della plancia, il classico vano dove si appoggia il telefonino per guardare ogni tanto se è arrivato un messaggio. In compenso il bracciolo è comodo in autostrada e ci sono due spazi per le bottiglie d'acqua. Altra svista complica-vita sono i sedili anteriori che perdono la memoria ogni volta che vengono reclinati per far entrare i passeggeri posteriori. Anacronistico e motivo in più per scegliere la 5 porte.

TEMPI MODERNI

Diamo per scontato invece che un turbodiesel sia veloce, brillante e parco. Ma facendo mente locale e ricordando come andavano i diesel neanche troppi anni fa, diciamo prima della rivoluzione common rail, non si può che continuare a stupirsi. A bordo della Focus un guidatore normale non sente la mancanza di nulla e, già con l'entry level del TDCI, può togliersi qualche soddisfazione sportiveggiante. Niente di travolgente, intendiamoci. La coppia è buona ma non possente, tuttavia l'erogazione è fluida e si accorda perfettamente all'autotelaio della Focus, spingendola rapidamente ad andature più che rispettabili.

INQUINAMENTO ACUSTICO Non è silenziosissima, purtroppo

, e in autostrada a velocità di codice ascoltare piacevolmente della buona musica, come conversare amabilmente con gli ospiti richiede una buona capacità di adattamento. Non tanto per il motore che ruggisce un po' troppo, ma più che altro per il rumore di rotolamento alle alte velocità e qualche fruscio aerodinamico. Non accade solo sulla Focus: alle velocità massime del codice autostradale le ruotone da 17 portano sempre una diminuzione del confort acustico. È un prezzo che si paga volentieri, considerando il surplus di tenuta di strada e maggior sicurezza attiva che ne deriva.

ALTA FEDELTÀ L'hi-fi di casa Sony

, optional da 680 euro, assicura una discreta qualità e una buona presenza scenica, incastonato com'è in un pannello traslucido scuro, ma soprattutto legge anche i cd con gli mp3, il che consente di fare buona scorta di musica senza ricorrere al caricatore mutliplo. Una stranezza: viaggiando di notte al centro della plancia si legge nell'abitacolo solo il marchio nipponico retroilluminato, e non quello della casa produttrice dell'auto.

CINQUE BASTANO

Altra nota poco accordata è il cambio a 5 marce, dall'escursione ridotta ma un po' contrastato negli innesti. La quinta è comunque abbastanza demoltiplicata da consentire viaggi autostradali a medie "codice" con il motore che ronfa attorno ai 2500 giri, senza rimpiangere troppo la sesta marcia. Le motorizzazioni superiori sono consigliate solo ai piedoni che vogliono stabilire record casello-casello o a chi viaggia sempre a pieno carico.

GUIDA SICURA

Su strada la Focus è stabile, ben piantata a terra, rigida senza essere spaccaschiena, con il pilota che ha sempre la sensazione di totale controllo e feeling con la strada, superiore alla media delle concorrenti. Tra i punti di forza uno sterzo ben tarato, grazie ad un servo elettrico che non fa rimpiangere troppo i comandi idraulici. Considerando le potenze in gioco e la categoria di appartenenza è quasi incollata alla strada, tanto che l'ESP, optional montato sull'esemplare in prova, ha fatto quasi sempre tappezzeria, intervenendo solo su provocazione. Quelli per l'Esp sono comunque soldi spesi sempre bene e dovrebbe essere oramai di serie su tutte le auto. La frenata è sempre pronta e con mordente da vendere e una resistenza al fading elevata, mai in crisi, neppure in discese con numerosi tornanti.

PARCA BEVITRICE

La conseguenza è che la sensazione di controllo e l'autotelaio all'altezza delle prestazioni spingono a non risparmiare nel peso sul pedale dell'acceleratore, con il risultato di incidere sui consumi, ridotti in rapporto alle prestazioni, ma non in valore assoluto. Circa 12 km litro o anche meno guidando con lo scarpone, attorno ai 15 nell'uso normale, non sono valori da Guinnes. Chi però riesce a dosare l'acceleratore con parsimonia può raggiungere traguardi più rassicuranti, vicini ai 20km litro. Giusto così.

SPOSA PERFETTA

Trovare un vero grande difetto alla Focus diventa difficile. E' la classica secchiona che in pagella prende tutti buoni voti. Forse il suo più grande limite è una linea che difficilmente, per non dire mai, farà girare qualcuno per strada. Ma questo non costituisce necessariamente un handicap. Anzi, come insegna il buon senso, la sposa migliore è quella poco appariscente ma ben dotata di qualità. Da gustare nel tempo e con continuità.

VALUE FOR MONEY

Un'auto di buona sostanza, che ha tutto ciò che serve a una compatta moderna e anche di più. E come piacere di guida, leggasi divertimento ma anche comfort, regge a testa alta il confronto anche con concorrenti più nobili e costose. Sì, la seconda generazione della Focus vale tutti i soldi che costa. Certo, con un vestito più alla page avrebbe fatto sfracelli e forse ne avrebbe guadagnato il valore dell'usato. Ce ne faremo una ragione.

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