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Fiat Nuovo Scudo

Fiat Nuovo Scudo

Il van di taglia media torinese strizza l'occhio anche ai padri di famiglia: indossa un vestito sexy come non si era mai visto prima, migliora la qualità interna e aumenta lo spazio disponibile. Insomma, fa di tutto per assomigliare a una berlina. Anche nel prezzo.
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Autore:
Gilberto Milano

COM'E' Cambiano i tempi e cambiano le esigenze. Prendiamo un mezzo come lo Scudo Fiat: la sua destinazione principale è quella del lavoro, di trasportare tubi, pacchi, articoli ingombranti, ma sempre di più viene utilizzato per il trasporto di persone, che nel 2006 ha rappresentato il 30% della domanda. Una bella fetta di clientela. Perché mai questi clienti dovrebbero viaggiare su un mezzo scomodo e approssimativo nell'allestimento e nel design? Non ce lo chiediamo noi, ma la clientela di questi mezzi, articolata e con le idee molto chiare.

GRANDE AUTO La capacità di carico e lo spazio interno sono al primo posto tra le motivazioni d'acquisto, così come l'efficienza (intesa come affidabilità e sicurezza) e della rete di assistenza, ma da qualche anno (un quinquennio circa) anche su questi mezzi è sempre più importante l'aspetto estetico e l'esigenza di bisogni di tipo automobilistico. Sempre più prevale la richiesta di un design piacevole e moderno (lo chiede il 25% della clientela), di un comfort adeguato a una berlina e di una maneggevolezza di guida che faccia scordare di essere a bordo di un veicolo relativamente ingombrante.

TANTO CON POCO In realtà ci sarebbero già le monovolume per soddisfare queste esigenze, spaziose, molto più vicine a una berlina di un Van, sia nello stile di guida sia nel design. Ma non sempre sono sufficienti. E chi chiede maggiore spazio trova nei Van gli stessi aspetti positivi di una monovolume (che vanno dalla disponibilità di spazio all'uso informale come mezzo di trasporto) moltiplicati per due. Proprio qui sta il segreto del successo di questi mezzi e della conseguente crisi delle monovolume grandi: il nuovo trend spinge le famiglie verso una richiesta di spazio che superi le "limitazioni" delle monovolume e consenta di disporre di veicoli davvero spaziosi, pratici, ma anche confortevoli e belli da guardare

ULISSE DOCET La piattaforma è quella della monovolume Fiat Ulisse (e delle Citroën C8 e Peugeot 807), proprio per cercare di utilizzare la base più vicina al concetto di auto. Soluzione che verrà utilizzata a sua volta dalle due Case francesi per realizzare i rispettivi Scudo. Su di essa lo stilista tedesco Peter Jensen, in carico alla Fiat Veicoli Commerciali, ha ricavato un muso aggressivo e robusto che farà certo impressione ritrovarsi nello specchietto retrovisore, con tanto di paraurti avvolgenti, e fari alti e allungati che snelliscono il tutto, per una faccia che ha poco del furgone e molto della monovolume

PANORAMICA La vista laterale è più "normale", ma non per questo meno moderna: la linea di cintura del primo finestrino è molto slanciata grazie anche a un parabrezza molto inclinato, mentre il resto della finestratura offre un disegno lineare e pulito con bordatura nera che ingentilisce l'insieme. Il resto della fiancata viene invece incattivita con protezioni laterali massicce che oltretutto saranno utilissime in città per proteggere il corpo dello Scudo da toccatine indesiderate, soprattutto in fase di parcheggio. La sezione vetrata è tale, inoltre, da consentire una visuale panoramica a tutti i passeggeri, da cui, appunto, il nome di Scudo Panorama.

MULTIPIANO Le portiere posteriori sono scorrevoli e quanto al portellone, è incernierato in alto e si apre fino alla base del pavimento, per una capacità di carico in grado di ingurgitare di tutto e di più (può arrivare a una lunghezza di 2,584 m nella versione passo lungo, mentre la larghezza è di 1,6 metri e l'altezza di 1,45 m). Con una soglia di carico che grazie alle sospensioni pneumatiche può abbassarsi dai 50 cm della condizione normale fino a 45cm da terra, davvero molto bassa. Anche la coda ha un aspetto gradevole, ingentilita da fari verticali e da un paraurti bombato che riprende il motivo di quello anteriore. Inoltre, fatto non secondario, l'altezza complessiva di 1,90 m consente al Nuovo Scudo di poter entrare tranquillamente nei parcheggi pubblici anche del tipo multipiano.

QUASI UN'AUTO All'interno tutto è pensato per far dimenticare agli ospiti l'origine mercantile del mezzo, che è stato arredato per l'occasione con una plancia bicolore (anche se lievitata come una pizza per rispettare le proporzioni  molto più ampie di quelle di una normale auto) con gli strumenti principali tradizionali davanti al pilota e una consolle centrale dove sono riposti tutti i comandi sovrastata da uno schermo LCD che riporta tutte le altre informazioni di guida oltre che dell'autoradio e del navigatore satellitare.

ANFITEATRO I sedili sono stati ridisegnati per renderli più comodi mentre per consentire la stessa visibilità a tutti gli ospiti i sedili posteriori sono stati sistemati ad anfiteatro, posizionando più in alto la seconda e terza fila rispettivamente di sette e 10 cm rispetto ai sedili anteriori. Molta attenzione anche alla qualità della vita a bordo, ottenuta con la ricerca di un maggiore comfort acustico e con l'adozione di un climatizzatore automatico bi-zona a cui può essere associato un climatizzatore supplementare per distribuire aria fredda ai passeggeri posteriori. Non mancano amenità tipiche delle auto da famiglia come il lettore CD, il telefono vivavoce, i comandi vocali, e persino le connessioni ai vari lettori MP3.  

SUPERCONTROLLATO Quanto alla sicurezza, altro argomento vincente quando ci si rivolge alle famiglie, il Nuovo Scudo dispone di 4 freni a disco, Abs, controllo elettronico della stabilità ESP, antislittamento ASR e sei airbag, compresi i window-bag. Inoltre le serrature sono dotate di "deadlock", un dispositivo "che mette in folle" le maniglie, rendendo inefficace qualsiasi sistema di forzatura, mentre un telecomando consente di gestire separatamente l'apertura delle porte e del portellone, in modo, soprattutto per chi lavora, che quando si carica/scarica le porte laterali possono rimanere chiuse. O viceversa. 

SOSPENSIONI PNEUMATICHE Per le sospensioni sono invece stati adottati schemi che secondo la Casa sono in grado di assicurare capacità di carico da veicolo commerciale e tenuta di strada e comfort di guida da berlina: tipo McPherson a ruote indipendenti all'anteriore; meccanica con assale semideformabile, barra Panhard e ammortizzatori idraulici inclinati, oppure con molle pneumatiche al posteriore.

DUE PASSI Tre le volumetrie offerte per le versioni da lavoro (da cinque, sei e sette metri cubi) mentre nelle versioni da trasporto persone corrispondono ad allestimenti da 5 a 9 passeggeri, suddivisi tra la versione passo corto (4,80 m) da 5/6 posti; passo corto da 8/9 posti; passo lungo (5,13 m) da 5/6 posti e passo lungo da 8/9 posti.

TRE CUORI Tre i motori, tutti common rail di ultima generazione, tutti a quattro cilindri, tutti a 16 valvole, tutti Euro 4. Si tratta del 1.6 da 90 cv con 180 Nm di coppia a partire da 1.750 giri e capace di assicurare una percorrenza media di 13,8 km/litro di gasolio; del 2.0 da 120 cv con 300 Nm di coppia a 2.000 giri e la stessa percorrenza del 1.6; e del 2.0 DPF (con filtro antiparticolato) da 136cv con 320 Nm di coppia e 13,5 km/l di percorrenza media.

DUE VESTITI Due gli allestimenti, Panorama Family e Panorama Executive, che già nel nome dicono tutto. Mentre per i prezzi il listino non è ancora stato allestito completamente: il Nuovo Scudo sarà messo in vendita a gennaio con un prezzo di partenza di 17.200 Euro per il tipo furgonato da 90cv.

 

COME VA Il lavoro del Centro Stile Fiat ha lasciato il segno: si nota la volontà di attenuare non solo l'effetto furgone ma anche l'effetto tender da albergo. Anche l'altezza da monovolume di taglia XL aiuta nell'intento. Dove si sente la derivazione furgonesca è invece nella salita a bordo, dove "si sale" davvero e dove si guardano gli altri dall'alto in basso. 

POCHE COCCOLE Una volta saliti però si gode di una seduta più automobilistica, più sdraiata. La plancia è curata, con un design molto automobilistico, lontano dalla aridità stilistica di una plancia da furgone. Il volante è regolabile in tutti i sensi, così come il sedile del pilota, e con un pochino di pazienza si trova una posizione di guida soddisfacente. Rispetto a una monovolume però si nota subito la mancanza di quelle piccole grandi attenzioni che hanno fatto la fortuna di quelle auto, pur attenuata dalla buona volontà di accontentare al meglio gli ospiti in abiti da passeggio.

CAPUCINE Qualche vano portaoggetti in più non ci sarebbe stato male, nelle tasche laterali non ci sta molto e chi è seduto dietro non sa dove poggiare quello che ha in mano. Un'ottima idea sono invece gli spazi ricavati nel sottotetto (capucine), ottimi per sistemarci cartine, libri e giornali. Insomma, sembra che i progettisti giunti a un certo punto non abbiano voluto esagerare con i leziosismi decidendo di interrompere l'opera di imborghesimento. Si rifaranno di sicuro con gli optional.

FACILE E MANEGGEVOLE In compenso lo Scudo è facile da guidare, il colpo d'occhio ampio e gli ingombri facili da valutare. Una volta alla guida si perde anche la sensazione di essere al volante di una mezzo più ampio della media, che poi così ampio non è visto che nella versione passo corto è solo 5 cm più lungo di una Fiat Ulisse. Lo Scudo è molto maneggevole e niente lo differenzia da una normale monovolume. Quanto alla disposizione dei sedili ad anfiteatro, è pregevole l'idea, ma chi siede nelle file posteriori, causa poggiatesta, se vuol vedere la strada deve fare come nei cinema di un tempo: spostare la testa.

SCUDO ELASTICO Sorprendente anche l'elasticità del motore (il 2.0 da 120 cv era l'unico a disposizione per il test) brillante nelle ripartenze, scattante e soddisfacente quanto a velocità massima vista la taglia. Potendo, si possono tenere velocità di crociera elevate senza far soffrire troppo il cuore. Lo Scudo diventa invece più impacciato nelle strade con molte curve, dove soffre di più le misure da auto obesa, e i continui cambi di marcia. Non sappiamo come possa comportarsi a pieno carico, anche se sulla carta il 2.0 da 140 cv sembrerebbe più appropriato. Il cambio a sei marce in dotazione è un ottimo compromesso per un uso a 360° ma anche un cambio automatico non sarebbe sgradito.

MEGLIO EXCLUSIVE Lo sforzo effettuato al capitolo insonorizzazione è sensibile, ma il rumore interno è difficile da annullare, soprattutto quello di rotolamento gomme. Del resto con una cassa di risonanza come la sua c'è poco da sperare nel silenzio ovattato. Forse però, nelle versioni Exclusive, molto più tappezzate delle altre, il silenzio dovrebbe essere ancora più apprezzabile. Quanto allo spazio, ce n'è in abbondanza per otto/nove persone: dipende da come sono i sedili anteriori, se due singoli o da tre. Non sono poltroncine, ma sono ben strutturati per ospitare anche taglie forti e offrono il giusto contenimento. Oltretutto quelli posteriori sono ripiegabili e asportabili, offrendo una versatilità e una modularità di massimo livello. L'ampia apertura che si spalanca di lato facendo scorrere le portiere consente anche un accesso più facile ai sedili dell'ultima fila.


TAGS: prova fiat nuovo scudo Un anno di test: tutte le prove auto del 2006

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