Autore:
Paolo Sardi

FIOR DI CONIO Il gioco di parole sarà anche scontato ma la terza generazione del Fiat Ducato è proprio nuova... di zecca. Questo modello purtroppo non ha fatto in tempo a soffiare sulle candeline accese per la festa del tremilionesimo Fiat Ducato ma da giugno sarà nelle concessionarie. Dapprima solo in quelle italiane e francesi, poi, settimana dopo settimana, avanzerà a macchia d'olio anche in quelle di tutto il resto d'Europa e del mondo.

AL RIPARO

Realizzato come già la serie precedente a braccetto con il Gruppo PSA, il nuovo Ducato è in effetti stato sviluppato in toto dalla Fiat. A prima vista si può cogliere una vaga somiglianza con la Citroën C1, complici il fari bislunghi sistemati molto in alto, ai lati di un cofano motore spiovente e cortissimo. Tuttavia si tratta di una pura coincidenza: i proiettori sono sistemati lì solo per metterli al riparo dai colpi bassi che volano ogni tanto corpo-a-corpo in mezzo al traffico. La stessa preoccupazione porta alla divisione in tre del paraurti, così da ridurre le spese di sostituzione nel caso venga danneggiata solo una parte del fascione.

EUROSTAR

Nel complesso, comunque, il nuovo Ducato ha un frontale piuttosto personale, con un taglio a cuneo che pare ispirato a quello dell'ETR 500 piuttosto che del TGV. A congiungere il bordo anteriore del tetto e la punta del paraurti è in pratica una linea retta, una soluzione che assicura un Cx degno di un'auto compatta e pari a solo 0,31. Nella parte posteriore, invece, gli uomini del Centro Stile Fiat hanno come al solito rinunciato ai colpi di testa e hanno tirato le linee più squadrate possibili, quelle cioè in grado di assicurare i migliori risultati in fatto di capacità di carico e di sfruttamento del volume utile.

PER OGNI GUSTO

Come se non bastasse, alla Fiat hanno dato al Ducato anche un po' di ormone della crescita, che lo ha fatto lievitare in tutte le direzioni. Dare un'idea esatta delle misure è praticamente impossibile, anche perché la gamma si compone di circa 2.000 (duemila!) versioni, che scaturiscono dai possibili incroci di vari fattori. Il Ducato è previsto per il trasporto merci (furgoni/autocarri a cabina singola e doppia), per il trasporto persone (Panorama, Combi, Minibus e Scuolabus) e per allestimenti speciali (cabinati, pianalati, scudati, doppia cabina e cabina motrice).

DIAMO I NUMERI

Le classi di meccanica sono due, Ducato con ruote da 15 pollici e Portata Totale a Terra fino a 3,5 tonnellate e Ducato Maxi con ruote da 16 e PTT fino a 4 tonnellate. Quanto ai furgoni, i passi predisposti sono tre (da 3.000 a 4.035 mm), proprio come le altezze interne (da 167 cm a 217) e le dimensioni delle porte laterali e scorrevoli. Le lunghezze totali dei furgoni sono quattro, dai 5 ai 6,4 metri. La lunghezza interna può variare da 2,7 a 4,1 metri, con una larghezza di 187 cm, che diventano 142 tra i passaruota. In totale, le volumetrie del vano di carico sono sette, da 8 a 17 metri cubi. Per le gamme cabinato e scudato ci sono invece quattro passi (sempre da 3.000 a 4.035 mm) e cinque lunghezze, con carichi massimi ammessi sull'asse anteriore di 2.100 kg e su quello posteriore di 2.400.

SOLO DIESEL

Se a tagliarsi su misura il Ducato c'è da diventare matti, scegliere il motore è questione di un attimo, anche perché le alternative per il momento sono solo tre. I propulsori sono tutti rigorosamente a gasolio, a quattro cilindri e sedici valvole appartenenti alla tribù Multijet, con intervalli di manutenzione di ben 45.000 km. Apre le danze un 2.2 da 100 cv e 250 Nm con cambio a cinque marce, seguito da un 2.3 da 120 cv e 320 Nm e da un 3.0 da 157 cv e 400 Nm entrambi con cambio a sei marce. Del 2.3 esiste anche una variante da 130 cv con rapporti specifici destinata al solo uso per camping car. Nel corso del 2007 la gamma si amplierà, con l'arrivo di una motorizzazione a metano, di un cambio robotizzato e, con ogni probabilità, anche della trazione integrale in alternativa a quella anteriore.

HIGH-TECH

A fare da denominatore comune a tutti i motori c'è l'omologazione Euro 4, ottenuta senza bisogno del filtro antiparticolato, che è comunque disponibile come optional. Nella lista degli equipaggiamenti a pagamento c'è da avere solo l'imbarazzo della scelta. Tra gli accessori più interessanti c'è una telecamerina sistemata nello spoiler posteriore che facilita le manovre proiettando le immagini della zona retrostante il Ducato su uno schermo messo al posto dello specchio retrovisore. Per i più tradizionalisti ci sono i normali sensori di parcheggio mentre è dedicato ai più tecnologici il sistema Blue&Me che grazie al Bluetooth consente di far dialogare il proprio Ducato con palmari, lettori MP3, iPod e telefoni cellulari.

DI TUTTO, DI PIU'

La dotazione di serie comprende quattro freni a disco su cui vigilano l'Abs e l'Ebd, gli alzacristalli elettrici, la chiusura centralizzata e l'airbag per il conducente. Quelli del passeggero anteriore, quelli laterali e gli eventuali a tendina sono invece a pagamento, come pure il climatizzatore. Per chi macina chilometri su chilometri sono disponibili il cruise control e le sospensioni autolivellanti, che non solo migliorano il comfort di marcia e il comportamento stradale ma consentono anche di regolare l'altezza da terra e di abbassare la soglia di carico (di norma già a soli 53 cm da terra per i Ducato furgonati). Per chi non si accontenta e vuole ulteriore tranquillità ci sono anche il controllo elettronico della stabilità Esp, che incorpora il dispositivo Hill Holder che facilita le partenze in salita e il LAC. La sigla è nuova e sta per Load Adaptive Control: in tara da solo tutti i sistemi elettronici, dall'Abs allo stesso Esp, in base alla marcia inserita, alla quantità di carico rilevata e alla esatta sua posizione.

CI VUOLE OCCHIO

Che siano montati o meno questi marchingegni, il nuovo Ducato si dimostra facile e piacevole da guidare. La posizione di guida migliora molto rispetto al passato. Il volante è ora più verticale ed è regolabile in altezza, al pari del sedile del guidatore: l'impostazione non è proprio da berlina ma l'effetto seggiolone è scongiurato. Il nuovo taglio del muso e la forma squadrata della carrozzeria favoriscono una buona percezione degli ingombri nelle manovre, agevolate anche da un raggio di sterzata molto contenuto. Un po' di cautela comunque non guasta, viste la larghezza, che nella stragrande maggioranza dei casi ammonta a 2.050 mm, e la lunghezza, che può arrivare a ridosso dei sei metri e quaranta.

SUL VELLUTO

La plancia ha un'aria massiccia, realizzata con plastiche spesse e robuste. Ci sono numerosi cassetti portaoggetti sparsi qua e là e con i comandi sistemati in modo chiaro e ordinato. Gli assemblaggi sono curati e anche affrontando a passo di fanfara lo sconnesso non si avvertono cigolii o scricchiolamenti. Buona parte del merito va anche alle sospensioni: l'avantreno tipo McPherson e retrotreno a ponte rigido sono una scelta classica ma sempre valida per i veicoli commerciali, a patto di non viaggiare scarichi, pena un comportamento da canguro della coda sulle buche e sugli avvallamenti.

CAR POOLING

Il comfort di marcia è buono, grazie anche all'efficace insonorizzazione della cabina, ben più silenziosa di quella della precedente edizione. La guida è intuitiva e non occorrono precauzioni particolari per mettersi al volante anche se si viene da una compatta. In versione Panorama il Ducato potrebbe essere anzi un'alternativa alla classica monovolume per chi non ha troppo la puzza sotto il naso, ha una famiglia molto numerosa e non vuole discutere troppo con i compagni di viaggio circa la quantità di bagaglio da portare appresso.

 


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