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Dodge Nitro 2007

Dodge Nitro 2007

Look aggressivo, motori muscolosi e prezzi tutto sommato competitivi. Sono questi le tre armi a disposizione della nuova Suv americana di taglia media. Attesa per settembre nelle concessionarie, punta a pestare i piedi a molte rivali.
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Autore:
Paolo Sardi

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A MUSO DURO
Il fatto che la Dodge entri a muso duro nel combattuto segmento dei Suv di taglia media non è soltanto un modo di dire. La Nitro, che la Casa americana butterà nella mischia a settembre, ha proprio nell'aspetto grintoso del frontale - ma anche del resto della carrozzeria - l'arma in più per farsi largo e catturare l'attenzione dei potenziali clienti. Niente mezze misure: si tratta di un look audace, di quelli che fanno scattarel'amore a prima vista o indigesto come un piatto di onion rings a colazione.

LA CROCIATA La linea è la stessa che era stata anticipata dall'omonima concept protagonista di innumerevoli Saloni del recente passato. L'elemento più personale, come detto, è il frontale, con il paraurti che sporge in avanti neanche fosse pronto a montare una pala spazzaneve e con la grande calandra crociata che si estende ai lati per fagocitare anche i fari. La vista laterale non è comunque molto da meno, con gli archi passaruota che spiccanonettamente sulle fiancate lisce e sormontate da finestrini piccoli e squadrati in stile furgoncino portavalori. La formula, tipica anche delle Hummer, garantisce un'aria massiccia e muscolosa come poche, anche perché le dimensioni non sono troppo abbondanti: lunghezza, larghezza e altezza sono pari rispettivamente a sono nell'ordine pari a 4.584, 1.856 e 1.773 mm.

PARENTI STRETTE Se la carrozzeria ha un taglio molto originale, nell'abitacolo traspare invece il legame di parentela che c'è tra la Nitro e la cugina Jeep Cherokee. E non è solo per la forma identica delle maniglie delle portiere. Anche se molta componentistica ha alla fine una forma diversa, l'impostazione generale coincide. La plancia ha - neanche a dirlo - un disegno massiccio, e si sviluppa molto in verticale, specie nella zona del passeggero. Così come sulla Jeep, le finiture non strappano commenti entusiastici e badano soprattutto al sodo. Molti elementi sono realizzati in plastica dura e finiscono con l'avere un'aria economica.

SENZA VIA DI MEZZO Della Cherokee viene mantenuta anche l'impostazione del telaio, con un avantreno a ruote indipendenti e un retrotreno classicissimo, ad assale rigido, soluzione che la dice lunga su quanto quest'auto sia legata al concetto di fuoristrada. A testimoniare la vocazione off-road della Nitro c'è anche la trasmissione Quadra Trac I. Questo sistema, offerto di serie su tutta la gamma tranne che su una versione base a due ruote motrici, offre al pilota due possibili alternative, tra loro antitetiche. O la trazione posteriore o la trazione integrale part-time, da utilizzare solo su fondo scivoloso (non su asfalto, dunque, nemmeno se bagnato) con la coppia distribuita a metà tra le ruote davanti e dietro. Per semplificare le cose e contenere i costi, non c'è dunque una funzione con trazione integrale full-time, da utilizzare in ogni condizione.

BEST-SELLER A partire da maggio, sono due i motori chiamati a comporre la gamma italiana (per essere precisi, il debutto avverrà nel weekend da venerdì 18 a domenica 20). Da una parte, a tirare le vendite, c'è l'ultima generazione del 2.8 CRD a quattro cilindri common rail che raggiunge i 177 cv a 3.800 giri. Con questo motore la Nitro è offerta con cambio manuale a sei marce o a richiesta automatico sequenziale a cinque. Nel primo caso (con un picco di coppia dichiarato di 410 Nm a 2.000 giri), velocità massima, tempo nello 0-100 e percorrenza media sono di 180 km/h, 11,5 secondi e 11,6 km/litro. Nel secondo (con una coppia che secondo Dodge sale a 460 Nm, i valori sono di 182 km/h, 10,5 secondi e 10,6 km/litro.

A TUTTA FORZA Al top della gamma, c'è invece un nuovo V6 a benzina da quattro litri, evoluzione del 3.5 adottato da vari modelli del gruppo Chrysler. Offerto solo con cambio automatico, è capace di 260 cv a 6.000 giri e 360 Nm a 4.000 giri, che consentono di toccare i 202 km/h dopo un passaggio 0-100 in 8,5 secondi e con una percorrenza media di 8,8 km/litro.

PARTENZA IN SORDINA Quanto invece ai prezzi, il listino italiano si apre con la Nitro 2.8 CRD SE a trazione posteriore venduta a 26.770 euro, che diventano 28.270 per la 4x4. Questo allestimento offre tra le altre cose di serie il climatizzatore manuale, la radio con lettore CD, DVD e Mp3 e cerchi in acciaio da 16" con pneumatici 235/70 ed è riconoscibile a prima vista soprattutto per i paraurti e i passaruota neri. Il passo successivo è la versione 2.8 CRD SXT, con carrozzeria tutta in tinta, un prezzo di 31.490 e un equipaggiamento molto più ricco. Di serie ci sono per esempio anche cerchi in lega da 17" gommati 235/65, i fendinebbia, uno stereo Premium Sound System con caricatore CD e comandi al volante, il piano di carico scorrevole Load'n'Go e il sistema di monitoraggio della pressione dei pneumatici.

IN CRESCENDO La SXT può essere declinata in variante Leather, con un sovrapprezzo di 1.980 euro e con l'aggiunta di sedili rivestiti in pelle bicolore e riscaldabili, antifurto e vetri posteriori scuri. Costa invece 1.200 euro il cambio automatico a cinque marce, che diventadi serie solo per la versione R/T, al top della gamma CRD con un costo di35.540 euro. A tutto quanto già detto, questo allestimento aggiunge lo spoiler anteriore in tinta, sedili in pelle grigia con il logo R/T ricamato e spettacolari cerchi da 20" con pneumatici 245/50. Questa configurazione è l'unica possibile per chi sceglie il motore 4.0 a benzina, a un prezzo di 38.060 euro.

BUSINESS CLASS Al volante della Nitro si siede in posizione piuttosto rialzata, su un sedile ampio e ben conformato. Le possibilità di regolazione offerte non sono molte, specie per quanto riguarda il volante, ma alla fine dei conti chiunque può trovare una posizione di suo gradimento. Il neo più fastidioso è l'assenza di un posto dove appoggiare comodamente il piede sinistro. Se il pilota sorride, i passeggeri fanno altrettanto. Complice il passo di 2.763 mm (sono 113 in più rispetto alla Jeep Cherokee), lo spazio per le gambe abbonda come in business class.

CHE VOCIONE! Il sorriso si vela un po' quando si accende il motore e si inizia a manovrare. Specialmente a freddo, il turbodiesel 2.8 ha infattiun bel vocione, ben più invadente rispetto a quello della miglior concorrenza. La forma dei finestrini in stile autoblindo complica invece un po' la vita negli spazi stretti e non è sempre facile capire bene dove finisca la carrozzeria. Per fortuna che almeno la ruota di scorta non è montata esternamente al portellone, bensì sotto la coda.

CUORE GENEROSO Anche se è un tipo un po' alla buona, il motore CRD conquista simpatia con la sua grande generosità. Grazie alla turbina a geometria variabile entra in coppia in modo piuttosto graduale e capitalizza bene il vantaggio di cilindrata sui diretti rivali, sfoggiando un vigore notevole. Il suo pezzo forte è senza dubbio il tiro ai regimi medio-bassi e solo con l'avvicinarsi della lancetta del contagiri a quota 4.000 la spinta si fa meno possente. E' dunque inutile insistere più di tanto sull'acceleratore, mentre in ripresa ci si può spesso risparmiare una scalata per sfruttare la grande elasticità.

MEGLIO AUTOMATICA Sul libro nero finisce invece il cambio manuale, caratterizzato da una corsa della leva eccessiva, da una manovrabilità avventurosa e da innesti piuttosto imprecisi. La scelta, già sensata di suo, diventa quasi obbligata: mille volte meglio mettere mano al portafoglio e sborsare i 1.200 euro necessari per il cambio automatico. Offerto di serie con la versione R/T, non sarà forse un fulmine di guerra quanto a rapidità nelle cambiate ma è comunque ben affiatato con il motore.

ROARRR! La stessa trasmissione si presta bene anche a fare da spalla alV6 a benzina, sua volta caratterizzato da un sound piuttosto deciso. Se quello del CRD è però soprattutto molesto, questo ha invece un altro effetto. Ilrumore è in questo caso molto suggestivo, cupo e aggressivo, con ruggiti a ogni affondo sull'acceleratore. L'erogazione è molto lineare. Il quattro litri attacca subito a girare pulito e regolare, si distende con disinvoltura e allunga deciso in un rush degno di uno sprinter fino ai 6.000 giri indicati.

W LA SINCERITA' Non è un caso che alla Dodge abbiano deciso di abbinarlo solo all'allestimento R/T, quello con i cerchi 20" e capace di assecondare al meglio le sue inclinazioni sportive. La Nitro ha un comportamento sincero e onesto, anche se lo schema scelto per le sospensioni non è il massimo della tecnologia. Questa Dodge dà il meglio di sé sulle superfici ben pavimentate, dove manifesta solo una certa tendenza ad allargare la traiettoria impostata quando si forza un po' il passo. Lo sterzo ha comunque buone caratteristiche e assicura un buon controllo in ogni situazione.Sullo sconnesso affrontato alla garibaldina gli ammortizzatori vanno invece un po' alle corde e la Nitro finisce per rimbalzare un po' sulle buche, senza arrivare comunque mai a scomporsi troppo. Anche a velocità prossime a quella massima, la Nitro fila via che è un piacere e non manifesta mai alleggerimenti.

SULLA FIDUCIA Non c'è invece molto da dubitare delle qualità fuoristradistiche delle versioni 4x4, anche se il percorso di prova predisposto dalla Dodge non era molto probante. Nell'off-road più spinto, per la R/T il limite più grande dovrebbe venire dall'angolo di attacco solo discreto, pari a 17° a causa dell'andamento prominente del muso. Per il resto quello di uscita di 34°, quello di dosso da 20° e l'altezza minima da terra di 21 cm dovrebbero garantire un'ottima mobilità.


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