Autore:
M.A. Corniche

PARKING OK Dopo aver guardato la ricevuta per qualche istante l’addetto al parcheggio dell’acquario di Genova chiede: "Ma cos’è, un camper?". Infatti nel silos non ci stava e lo abbiamo posteggiato dove mandano i camper. Sì, perché la vera prova per l’Hummer H2 si fa in Liguria, nei carruggi stretti. Altro che fuoristrada. Che l’Hummer non si fermi di fronte a nulla lo diamo per scontato e tanti colleghi si sono prodotti nel dimostrarlo. La vera prova per l’Hummer è d’uso, oltre che di costume.

INFERNALE La bestia nera arriva in redazione a bordo di un carro attrezzi che sembra la formichina con la sua bella briciolina di pane sul dorso. È davvero grande, tutto nero, con vetri bassi come quelli di Christine la macchina infernale (film horror del 1983 su soggetto di Stephen King con protagonista un’auto assassina). Ha un gran fascino, non c’è che dire, e se l’apparire è per voi uno dei piaceri della vita avete trovato la vostra auto ideale (se, invece, vi piace il giocattolone ma non amate apparire potete almeno spegnere le luci di ingombro sul tetto…).

TESTA ALTA Quando si accosta a un’altra auto fa ombra ed è impossibile non accorgersi dell’Hummer. Se vi avvicinate troppo, però, non vi vedrà nessuno in faccia anche se non vi siete infilati un sacchetto del pane in testa, se non qualche autista di autobus: la linea del tetto delle auto normali arriva sì e no alla base dei finestrini. Che, alla guida è anche un problema, con il rischio di passare sopra alle auto più basse che sfilano sulla destra, invisibili dal posto di guida

anche negli specchi esterni rubati al bagno di casa.

Altezza e larghezza Sono dimensioni oversize quelle dell’Hummer: duezerosei la larghezza a specchi chiusi, 198cm l’altezza massima a cui si possono aggiungere le barre portatutto e passare al pelo in molti posteggi. Dimensioni che, per fortuna, non incidono troppo sulla facilità di parcheggiarla, paragonabile a quella di una grossa wagon o di un’ammiraglia con una lunghezza pari a 470 centimetri.

Tutta scena

L’Hummer dopo un breve periodo di apprendistato si rivela un gran giocattolone, facile e piacevole. Anche se dovete attraversare la città di fretta per non perdere l’aereo, l’Hummer si rivela un gran compagno di giochi: la visuale è eccellente (manco a dirsi), il V8 sei litri dà il meglio di sé e, tutto sommato, si passa dove passano le altre auto. Con il vantaggio che il solito idiota che non rispetta le precedenze è efficacemente invitato a farlo dal grande muso cromato che non promette nulla di gentile.

REGULAR SIZE Con sorpresa, capita spesso che ci provino a stringere l’Hummer, quasi più che con altre auto regular size ma si convincono presto che è un gioco pericoloso. Anche perché con le fiancate tagliate diritte come con l’affettatrice, prendere coscienza degli ingombri è davvero facile.

ESIBIZIONISTA Il panorama che si gode da quota Hummer è spesso piuttosto rosa: sono le facce che seguono tutto il passaggio con l’espressione a metà tra lo sbalordito e il divertito. Provate a passare davanti ai posti giusti all’ora dell’aperitivo: il tasto TowHaul, quello per il rimorchio, si attiva automaticamente… non c’è Porsche Cayenne che tenga, con l’Hummer si è più visibili e la bestia nera ha sicuramente più fascino (yankee 100%).

CASSAFORTE Passato il test Milano-coast-to-coast-ora-di-punta, passato il test provo-a-nascondermi-ma-è-impossibile, è ora il momento di avviarsi verso il test carruggio-ligure, passando per la prova autostrada e Milano-Serravalle-Genova. Se state pensando di cambiare la Cayenne con l’H2 e viaggiate sempre al limite del ritiro patente, sappiate che con l’Hummer dovete prendervi più tempo: la velocità di crociera è tra i 130 e i 150 km/h (la massima è autolimitata a 160 km/h) a seconda della pendenza della strada con l’enorme V8 costretto a trascinare tre tonnellate plasmate da uno stilista di casseforti.

BEVICCHIA Sull’Hummer si viaggia bene, con posti comodi e regolabili in tutte le direzioni (il volante però soltanto in altezza), accompagnati dal ronfare del V8 (per 130 km/h bastano 2500 giri) e un impianto hi-fi Bose di rara efficacia. I consumi non sono poi così spaventosi se guidate con un minimo di testa: 4/5 km/litro, quanto o anche meno di berline a benzina più innocue a vedersi.

FREECLIMBER La guida è davvero poco impegnativa e, anche quando si inizia a ballare, con le curve sempre più strette verso Genova l’Hummer sorprende ancora una volta. Malgrado le gomme alte e poco stradali, la guida è precisa, leggera, con la carrozzeria sempre ben parallela alla strada. Merito delle barre antirollio grandi come avambracci e della disposizione delle ruote sui quattro spigoli, aggrappate ala strada come le braccia di un freeclimber alla parete.

RUOTE BLOCCATE Il peso invita alla prudenza, ma l’Hummer si lascia guidare con precisione anche sulle ultime curve, le più strette. Meglio non aver bisogno dei freni, però: adeguati nella guida all’americana, soffrono un po’ nelle frenate decise, con le ruote che

facilmente si bloccano se la strada è un po’ umida. Ma poi si ferma, basta non esagerare.

STRETTA LA VIA Per la prova carruggio scelgo un passaggio che conosco, davvero stretto, dove è necessario stare attenti anche con auto normali. È proprio stretto, sembra di infilare una gomena nella cruna di un ago… specchi chiusi, passo passo, e alla fine passa anche qui. In effetti, l’Hummer è largo come una berlina con gli specchi aperti. Alla fine passa dappertutto, anche nelle stradine dei paesini dell’entroterra ligure.


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