ASTINENZA E se improvvisamente quel doppiopetto di Armani o la borsetta che vostra moglie guarda da mesi fossero disponibili a prezzo dimezzato? E se al supermercato si potessero acquistare merendine di qualità pagandole come quelle dei marchi più misconosciuti? O una cucina Dada a prezzi Ikea? No, non è un trip allucinogeno da astinenza di acquisti, in tempi di caro-euro e vita proibitiva. Non un vaneggiare da stipendiato all’insegna del vorrei ma non posso. È il sogno che l’Octavia ti suggerisce ad ogni curva, ad ogni accelerazione, ogni volta che apri la porta, è il desiderio che ti sussurra quando ti accoglie con le lucine sotto i retrovisori e la sua aria solida e materna.

HIGH PROFILE Se dire tedesca equivale a definire una categoria, a pescare dalla pletora dei listini le auto più curate, affidabili e - in ultimo - desiderabili, finalmente con questa Skoda c’è un’alternativa. Ma molto meno appariscente. Chi ha sempre comprato made in Germany per il livello qualitativo, che se oggi può deludere nell’elettronica, appaga sempre quando ci si siede a bordo, potrà continuare a farlo senza portarsi dietro quell’aura di “auto-bene” di BMW&Co.

MULTILINK Lei, l’Octavia, altro non è che una Golf rivista. Basata sul pianale dell’ultima generazione ovviamente, con un retrotreno multilink che sarebbe degno già di suo di un’altro segmento. E con oltre 30 cm in più (458 contro 425) per una stazza, un’importanza e una capienza da family-car vera. E poi ci sono i motori, fra cui l’ottimo 1.6 FSI benzina e i due eccellenti TDI 1.9 e 2.0, senza considerare il plus del cambio DSG. Insomma, una Volkswagen a tutti gli effetti.

FEDELE Fuori le linee, attuali e scolpite ma pulitissime, depurate di certi eccessi della concorrenza (vedi Seat Toledo per restare in Casa) sembrano avvolgere un corpo vettura accogliente. Fatte le debite differenze, l’Octavia si è evoluta un po’ come la nuova Classe A 5p, fedele al design iniziale ma in chiave rivisitata e con frontale più importante. La Skodona, che ha qualcosa di molto classico nel muso, attira l’occhio dei signori incravattati che escono dagli uffici. E lo sguardo è di curiosità…

RESTYLING Parcheggiata accanto a una Passat tre volumi, potrebbe davvero sembrarne il restyling. Ma anche tecnicamente lo sembra, e il bello è questo. Certo, la Passat rinnovata sarà tutta un’altra cosa, quasi una Serie 5 di Wolfsburg (o almeno così dovrebbe essere). Ma sicuro che un’ondata di chip e qualche soluzione ardita siano il pane quotidiano di padri e dirigenti d’impresa? Non si discute dell’efficacia straordinaria che le superberline di oggi hanno raggiunto. Ma neppure della crescita delle compatte, che ha portato già la Golf base a livelli da ammiraglia di pochi anni fa. Se si aggiungono trenta centimetri…

POSSENTE E su strada, in effetti, l’Octavia si comporta bene. Specie se si sceglie la motorizzazione al top, quel duemila turbodiesel da 140 CV che spinge alla grande. Sotto i 2000 giri è un po’ pigro come molti competitor, ma poi, quando l’ago comincia ad alzarsi, la spinta arriva piena e pastosa come poche, potente e in grado di farti sentire davvero che l’auto “c’è”, come del resto conferma uno 0-100 in XX secondi.

FEEL THE D L’erogazione è diversa rispetto al 2.0 da 136 CV Peugeot-Ford, molto più brusco e rapido nel salire di giri, molto più veloce nello scaricare la potenza, come un benzina. La forza del TDI VW invece, è proprio quella di riuscire a restare un diesel, con un feeling morbido da diesel, nonostante la prestanza da sportivo. Peccato solo che una volta toccati i 4000 si “svuoti”, e che questo regime si raggiunga più in fretta di quanto si vorrebbe. In questo forse il Multijet Fiat ha un arco di utilizzo un po’ più ampio.

STERZO BIFACCIA L’effetto rimane comunque piacevolissimo e l’Octavia, specie se si pensa che costa appena 5000 euro più di una Punto 1.9 MJ 101 cavalli, sa far sentire la sua superiorità. Tanto più che il telaio asseconda bene le idee che frullano nel propulsore, con un assetto preciso e affidabile. Lo sterzo tipicamente VW riesce ad essere al contempo leggerissimo (in città) e preciso (fuori): soft oppure molto diretto a seconda delle condizioni. Insomma, molto efficace. E anche in appoggio la macchina è tutt’altro che deludente, dà una grande sensazione di sicurezza e comfort insieme, almeno con i cerchi da 17” del mio esemplare.

RUMORS Rispetto ad una Volvo S40la vera concorrente per rapporto qualità/prezzo – nella guida più impegnata forse la Skoda non è appagante alla pari, anche perché il cambio sei marce tende a impuntarsi un tantino (l’opzione DSG è suggerita). In compenso i freni ci sono tutti e la comodità idem, con una morbidezza di marcia che non fa rimpiangere le stradiste oversize, anzi. Solo la rumorosità interna potrebbe farsi più sommessa, ma sono sottigliezze. L’allure da viaggio non manca.

AOSTA-PALERMO A proposito di autostrade è il consumo a confermarsi un ulteriore treno-deterrente. Con XXX km/l l’Octavia diesel promette e mantiene valori da common rail all’avanguardia, che sommati alle prestazioni sono un bel risultato nei conti dare-avere. E in tema di viaggi arriva un’altra bella sorpresa: sotto quella coda da due volumi e mezzo si cela un bagagliaio formato wagon. Ben 568 litri standard forniti di reticelle, apertura sci (almeno sulla Elegance) e naturalmente schienale frazionato. Con cinque passeggeri c’è più volume di carico qui che su una Ford Focus C-Max. Peccato per la soglia un po’ alta.

TRAFORI Nell’abitacolo si respirano linee e assemblaggi teutonici, con una plancia molto ispirata alla Golf ma fatta meglio (anche perché mancano le malefiche maniglione sul tunnel). Se con il climatizzatore automatico l’impressione è davvero da Audi, mancano inserti in legno o alluminio troppo vistosi, sostituiti da discreti profili grigio scuro. Senza considerare vere e proprie finezze di finitura come gli attacchi Isofix sul sedile posteriore protetti da una cerniera, o le fessure aria parabrezza coperte da una sottile griglia traforata degna di una BMW.

SODDISFAZIONI Tutto ciò per prezzi che farebbero saltare sulla sedia i direttori marketing della concorrenza. Una Octavia 2.0 TDI Elegance costa appena 22.000 euro, cioè ben 3.000 meno di una Golf Comfortline con lo stesso motore ed equipaggiamento simile, e circa la stessa somma di cinque porte molto più piccole con gli stessi cavalli. Perfino l’eccellente Volvo S40 non riesce, con 25000 euro, a battere la Skoda, pur se l’equilibrio dinamico è un po’ migliore. Con listini così ci sarebbe da fare la coda. E quando l’auto arriva a casa, perché non lasciarla accanto alla Passat del vicino e dirgli, il giorno dopo: «Eh già, è uscita la nuova…».


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