Prova su strada
Daewoo Lacetti

Daewoo Lacetti

Abito di sartoria italiana, prezzo contenuto e i primi favorevoli influssi della proprietà General Motors. Una compatta per tutte le stagioni. E tutti i budget.
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Autore:
M.A. Corniche

COM’E’ Cinque porte compatta di dimensioni generose (429x172cm) la Daewoo Lacetti si è fatta vestire in Italia, dal mastro sartoriale Italdesign di Giorgetto Giugiaro. Spaziosa, rifinita in maniera più che dignitosa, si rivolge a chi bada alla sostanza senza cercare prestazioni da primato ma un onesto mezzo di trasporto, onesto quanto il suo prezzo di vendita.

LAVORAZIONE SARTORIALE Quella di rivolgersi a un bravo designer è una bella mossa da parte di Daewoo, non la prima (vedi Matiz con Giugiaro e Nubira con Pininfarina) che le consente di emergere dalla calma piatta stilistica in cui sono caduti anche produttori di pregio. La matita esperta si vede soprattutto nella coda, pezzo forte della Lacetti. Più normale il frontale, ridisegnato rispetto al progetto originale per adattarsi al meglio alla folla di marchi GM che la Lacetti dovrà vestire, Chevrolet e Buick, tanto per citarne un paio.

COLPO DI CODA In tanti hanno provato ad aggiungere un pezzo di carrozzeria alla coda delle due volumi con risultati scarsi. L’esercizio stilistico è riuscito bene a Italdesign che ha disegnato una coda originale nelle proporzioni e nelle linee, con il gioco dei due volumi e mezzo che a seconda dell’angolo di visuale è più o meno evidente. Le luci trapezoidali seguono lo spigolo della finta coda e sono ben riconoscibili nella massa di auto ferme al semaforo. Il lunotto un poco bombato e dai bordi arrotondati contrasta con gli spigoli della carrozzeria ma rende un piacevole effetto coupé.

FIGLIA DI… La Lacetti nasce sul telaio della Nubira e ne mantiene le proporzioni del pianale, passo incluso. Proporzioni da berlina che sulla Lacetti influiscono positivamente sullo spazio interno, davvero ampio per una cinque porte compatta, in grado di accogliere ospiti alti lasciando spazio a sufficienza per le gambe di tutti. Senza rubare spazio ai bagagli che trovano 275 litri a disposizione ben nascosti dalla finta coda, ampliabili fino a 1045 abbassando i sedili posteriori.

GRANA GROSSA Gli interni sono moderni ma senza strafare. Originale la parte superiore della plancia, rivestita di un materiale che riproduce il motivo della pelle a grana grossa e incorniciata dalla plastica grigia che si ripropone in tutto l’abitacolo. Una plastica un po’ duretta e croccante che svilisce il disegno rigoroso della plancia. Le versioni più ricche offrono profili argentati come la consolle centrale sulla plancia e sulle portiere, altrimenti neri. Per i tessuti la Daewoo Lacetti non si è certo rivolta al sarto italiano, con disegni da pigiama per boscaioli della Foresta Nera. Ben disegnati e classici, se non per la gradevole cornice chiara e luminosa del tachimetro, sono gli strumenti.

MOTORI COLLAUDATI Due sono i cuori a quattro cilindri proposti in Italia per la Daewoo Lacetti, entrambi a benzina. La motorizzazione base è il 1.4 già adottato dalla Kalos, con 90 cavalli e 127Nm a 3600giri di coppia massima per 175 Km/h. L’alternativa è il millesei della Nubira, con 109 cavalli e 150Nm a 4000 giri. in questo caso la velocità massima è di 187 km/h.

LA GAMMA Due motori e tre allestimenti. La Lacetti 1.4 è venduta in allestimento SE o SX, mentre la Lacetti 1.6 è disponibile in allestimento CDX o, a richiesta, SE o con cambio automatico. La dotazione di base offre già tutto quanto serve, dai doppi airbag frontali e laterali all’Abs, dal climatizzatore manuale alla radio con cassette, dagli alzacristalli elettrici anteriori alla chiusura centralizzata con telecomando, dal cassetto climatizzato al volante e al sedile regolabili in altezza.

PIU' LUSSO La SX offre in più gli specchi regolabili e riscaldabili elettricamente, gli inserti argentati nella plancia, volante e pomello cambio rivestiti in pelle, cassetto sotto il sedile del passeggero e volante regolabile anche in profondità. Per SE e SX, disponibili dalla metà di marzo il prezzo sarà inferiore ai 14 mila euro. Circa duemila euro in più per la CDX che porta in dote il servosterzo ad azione progressiva, i comandi audio al volante, i fendinebbia, il sensore pioggia, il climatizzatore automatico, i cerchi in lega e il controllo di trazione.

COME VA Al primo contatto la Daewoo Lacetti trasmette una piacevole sensazione di buona qualità, di auto solida. Anche all’interno, a parte qualche plastica un po’ troppo dura e qualche finitura un po’ economica nell’aspetto, l’abitacolo è spazioso e luminoso con una buona posizione di guida. Il sedile si regola in altezza grazie a due pomelloni che muovono la parte anteriore e quella posteriore della seduta, consentendo così di trovare anche l’inclinazione più confortevole. Il volante si regola in altezza e in profondità con una escursione vera, adattandosi al meglio alla posizione preferita.

OVATTA La Lacetti è una compatta economica, quanto meno nel prezzo di acquisto. Fin dai primi metri si dimostra ben costruita, sufficientemente silenziosa e con l’abitacolo ben isolato dalle vibrazioni trasmesse dalla strada. Il contatto con tutti i comandi è piacevole, con una gradevole sensazione di qualità in rapporto al prezzo.

1.4 O 1.6? I due motori disponibili per la Lacetti non sono mostri di brillantezza ma quanto basta per una guida agile e piacevole. Un po’ ruvidi quando sono messi alla frusta, sono invece molto silenziosi nell’uso più tranquillo. Il millesei ha un poco di spinta in più ma tra i due motori c’è una differenza appena percettibile. Entrambi sono abbinati a un cambio silenzioso nelle cambiate e facile per tutti ma con la quinta da approccio, molto vicina al ginocchio del passeggero/a.

COMFORT La Lacetti ha un buon comfort acustico, con un rumore interno accettabile anche nei viaggi lunghi. Il rumore che più si avverte è quello del motore mentre sono ben filtrati i rumori di rotolamento delle ruote sull’asfalto e i fruscii aerodinamici sono molto contenuti.

EASY DRIVE Senza pretese, la Lacetti offre invece doti inaspettate di guida, con un assetto sicuro che rende facili il controllo e anche la guida brillante. Il pianale, infatti, meriterebbe qualche cavallo in più e potrebbe tenere testa a motori più potenti (in altri paesi è venduto anche un 1.8). La guida è facile e piacevole su tutte le strade, dal traffico cittadino, terreno ideale per i motori, al misto e all’autostrada, dove il buon telaio consente anche di levarsi qualche soddisfazione. I freni sono all’altezza della situazione.


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