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Dacia Logan MCV

Dacia Logan MCV

Cinque o sette posti, con un volume di carico fino a 2.350 litri e prezzi compresi tra gli 8.950 euro e i 12.850 euro. Sono questi i numeri dell'"offerta famiglia" della Casa rumena, che punta a conquistare chi cerca praticità a basso costo.
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Autore:
Paolo Sardi
COLPO DI CODA Non occorreva certo la sfera di cristallo per capire che la Dacia Logan avrebbe fatto un po' fatica a fare breccia nel cuore degli italiani. Non è solo questione di moda e di status symbol: con quel suo taglio classico a tre volumi, la berlina rumena è più in linea con i gusti di altri mercati. Fatta eccezione per le ammiraglie di rappresentanza, da noi le auto vanno senza coda, un po'come i boxer e i dobermann.

FUORI DUE Con il primo colpo un po' fuori dal bersaglio, la Dacia potrebbe invece fare centro con il secondo modello, che va a declinare la Logan nella variante station wagon, genere sempre apprezzato alle nostre latitudini. La nuova arrivata si chiama Logan MCV. La sigla sta per Multi Convivial Vehicle ma, volendo, si presta anche sintetizzare la ricetta che sta dietro l'auto: M come minimalista, C come concorrenziale e V come versatile. Niente di nuovo, dunque, rispetto alla filosofia della berlina, rispetto alla quale c'è pure un'evidente e scontata somiglianza nella parte anteriore.

ALLUNGA IL PASSO Nel frontale i designer hanno fatto soltanto interventi di dettaglio, allargando i bordi della calandra, spalancando un po' la presa d'aria e ristilizzando le sedi dei fendinebbia. Basta però alzare lo sguardo e cambiare appena prospettiva per rendersi conto che la MCV è un'auto completamente a se stante. Lo stile resta pulito e geometrico, senza fronzoli, ma a cambiare è la fisionomia. Il tetto è rialzato e fa salire l'altezza massima a ben 1.640 mm, che diventano 1.674 quando sono montati anche i mancorrenti. Non meno evidente è l'allungamento del passo di ben 270 mm, che porta piazza le due ruote a 2.905 mm di distanza e fa salire la lunghezza totale a 4.450 mm. La larghezza è invece invariata, pari a 1.740 mm.

APRITI, SESAMO Le maggiori novità si concentrano in coda, dove la Logan MCV rinuncia al classico portellone in favore di due ante ad armadio con apertura 1/3-2/3 che possono ruotare sui cardini di 180° per favorire al massimo le operazioni di carico e scarico. Ce n'è abbastanza per non sfigurare neppure di fronte a furgoncini veri e propri, anche perché l'operazione di stretching fa sì che la zona posteriore sia un'autentica piazza d'armi.

ANCHE PER SETTE Alla Dacia danno due possibilità per sfruttare lo spazio. Si può optare per una classica configurazione a cinque posti, che lascia700 litri come volume utile di carico. In alternativa, per 500 euro, si può ordinare una panchetta a due posti da sistemare in una terza fila leggermente sopraelevata, come accade nelle gradinate dello stadio. In questo caso il bagagliaio ha una capacità di 200 litri, mentre quando non c'è il tutto esaurito la panca può essere facilmente asportata per tornare al quintetto base. Se si viaggia in due si può invece contare su un massimo di 2.350 litri. Per le piccole esigenze quotidiane ci sono anche, sparsi qua e là per l'abitacolo, numerosi vani portaoggetti, dotati di una capacità totale di 54 litri.

I SOLITI NOTI La gamma Logan MCV, attesa protagonista di un porte aperte il 27 e 28 gennaio, si articola attorno a quattro motori, tutti ben collaudati all'interno del Gruppo Renault. Tre sono a benzina mentre uno solo è diesel ed è, neanche a dirlo, il più caro del lotto. La motorizzazione d'accesso è un tranquillo 1.400 da 75 cv e 112 Nm, che può portare la wagon rumena a 155 km/h dopo un passaggio 0-100 in 15,5 secondi e con un consumo medio di 13,2 km/litro. Appena più assetato, con una media di 12,8 km/litro è il 1.600 da 90 cv e 128 Nm, che regala alla MCV una velocità massima di 167 km/h e un tempo di 13,4 secondi nello 0-100. Il parco nei consumi del terzetto finisce così con l'essere il più sportivo, il 1.600 16V da 105 cv e 148 Nm. Con questo motore sotto il cofano la Logan tocca i 174 km/h e liquida la questione 0-100 in 11,4 secondi, accontentandosi di un litro di verde ogni13,3 km. Quanto a consumi, chi mette in riga tutti è il 1.500 turbodiesel dCi qui adottato in configurazione da 68 cv e 160 Nm di coppia. Con un litro di gasolio percorre 18,9 km ma non ama che gli venga messa fretta: al massimo raggiunge i 150 km/h e impiega 17,7 secondi a toccare i 100 km/h. Pur tutti i motori, ci sono cambi manuali a cinque marce.

ESSENZIALE Gli allestimenti a catalogo sono invece tre: base, Ambiance e Lauréate. Il primo, riservato alla sola 1.400, fa del minimalismo estremo la sua filosofia: ha di serie giusto l'Abs, gli airbag frontali e l'immobilizer e ha come unica opzione la vernice metallizzata. Un po' pochino si potrebbe dire ma il prezzo è da hard discount: 8.950 euro. L'Ambiance guadagna i fascioni in tinta, le barre di protezione laterali, il servosterzo, la chiusura centralizzata, il divano frazionabile e la funzione di ricircolo. Questa versione si ordina con i motori 1.4, 1.6 e 1.5 dCi rispettivamente a 9.950, 10.450 e 11.650 euro.

IN PUNTA DI PIEDI Il climatizzatore resta però un'opzione, come anche per la Lauréate, che offre in aggiunta tra le altre cose i fendinebbia, il computer di bordo, i retrovisori e gli alzacristalli elettrici, il telecomando per la chiusura centralizzata e il sedile di guida regolabile in altezza. Quest'ultimo allestimento comporta unsovrapprezzo di 700 euro ed è anche l'unico ottenibile con la 1.6 16V, a 11.650 euro. L'allestimento a sette posti si può avere, come detto, a 500 euro con tutte le Logan MCV, tranne che con le1.400. Si tratta dunque di prezzi molto competitivi, che potrebbero indurre in tentazione molti, attratti anche dalla funzionalità degli interni e dalla praticità garantita pure da sospensioni rialzate (l'altezza minima da terra è 155 mm), che consentono di affrontare con una certa disinvoltura gli sterrati.

PELO NELL'UOVO Non fosse per il padiglione particolarmente alto, stando seduti al volante sarebbe impossibile distinguere la Logan MCV dalla berlina. La wagon ripropone pari pari pregi e difetti della sorella. Nonostante il volante sia fisso, il posto di guida è impostato in modo abbastanza corretto. Qualche appunto si può fare ai comandi della climatizzazione, sistemati un po' troppo in basso nella consolle, e al pedale della frizione, un po' alto dal pavimento.

TUTTA D'UN PEZZO Vista l'impostazione economica della Dacia, fa invece piacere notare che la plancia è realizzata in un'unica stampata, cosa che garantisce una maggior solidità e allontana nel tempo il rischio di cigolii. Leplastiche sono "grasse" e di buono spessore, non secche e croccanti, e gli assemblaggi hanno un'aria curata. Certo, qualche vite a vista non manca, le maniglie delle portiere hanno una forma bizzarra ma alla fine non ci si può lamentare affatto. Anche lo spazio abbonda, in tutte le direzioni e in ogni ordine di posti.

INCASSA BENE La Dacia è molto attenta al comfort dei passeggeri anche una volta in movimento, con un assetto morbido e rialzato, cui alle nostre latitudini non siamo più abituati da tempo. La notevole altezza da terra e l'ampia escursione delle sospensioni garantiscono una certa tranquillità anche nei rapporti occasionali con gli sterrati. La taratura morbida nella prima parte della corsa e più sostenuta nella seconda si dimostra comunqueazzeccata nella stragrande maggioranza dei casi e digerisce bene ogni colpo.

SENZA FRETTA La Logan MCV viaggia comoda e sicura al trotto e si dimostra in pratica a disagio soltanto quando le si mette fretta. Alta e lunga com'è, non ha il fisico della sprinter e lo dimostra con movimenti lenti e un po' macchinosi nella guida brillante. L'inserimento in curva non è fulmineo e la traiettoria viene percorsa in appoggio sulle ruote esterne, con una naturale tendenza ad allargare la linea impostata. In rilascio, le reazioni della coda sono graduali ma la laboriosità dei cambi di direzione sconsiglia di emulare Giorgio Rocca negli slalom speciali. Meglio dunque non snaturare questa Dacia e utilizzarla per l'onestissima wagon che è.

VOCE ACUTA D'altro canto, neppure i motori assecondano molto le velleità sportive. L'unico che può alleviare un po' i pruriti al piede destro è il 1.600 16 valvole, che riprende con una discreta vivacità in ogni situazione. Regolare sin da regimi più bassi, guadagna giri con fluidità e allunga bene, dando il meglio di sé quando la lancetta è nella zona superiore del contagiri. Parte del merito va però alla scelta di adottare marce corte. Ciò ha come rovescio della medaglia il fatto di far girare alto il motore far salire la rumorosità alle andature autostradali. Una sesta di riposo avrebbe fatto soltanto piacere.

BELLO PACIFICO Il turbodiesel 1.5 dCi ha invece un'indole molto tranquilla. In questo caso la dote migliore si scopre subito, con un tiro robusto proprio ai bassi, che consiglia di guidare in panciolle, inserendo un rapporto dopo l'altro. Tirare le marce non dà invece grandi frutti. Seviziando l'acceleratore si ottiene più che altro un incremento dei consumi, che di norma sono molto bassi. Questo motore si presta anche bene anche a un impiego sulle lunghe tratte e sopporta bene di girare a lungo a velocità prossime a quella massima. Per gli stacanovisti della corsia di sorpasso si segnala comunque il futuro arrivo anche di una versione a gasolio da 85 cv.


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