Autore:
Andrea Rapelli

RALLY IERI Negli Anni '80, i rally si correvano con mezzi piuttosto primitivi. Dove l'affidabilità era scarsa e le temperature dell'abitacolo – durante le massacranti prove speciali – raggiungevano livelli da Africa Sahariana. Io, quel mondo, purtroppo, l'ho vissuto solo dai racconti di chi c'era. Oggi però sono felice perché tra poco guiderò una limpida testimone di quegli anni: la Citroën Visa Chrono numero 102 delle 400 destinate al mercato italiano.

LA GENESI All'inizio degli Anni '80, Citroën ritenne che i tempi fossero maturi per una nuova entrata nel mondo dei rally: l'auto giusta, per la divisione Competition, fu proprio la piccola Visa. Dopo aver allestito – negli stabilimenti Heuliez – i 200 esemplari necessari per l'omologazione FIA Gruppo B, occorreva una versione più stradale e accessibile: si materializzò così la Citroën Visa Chrono.

RIVETTI E CV Già dalla carrozzeria si intuisce che la Visa Chrono, in uno splendido Blanc Meije, ha un che di speciale: i passaruota rivettati, le bande rosse e verdi (specifiche per il mercato italiano) e i cerchi in lega a stella la rendono un oggetto quasi esotico. In questo senso, gli 80 cv dell'1.3 a carburatori possono sembrare pochi: non c'è modo migliore di scoprirlo che guidare la Chrono per qualche giro di pista.

CHE RESTAURO! I cinque splendidi strumenti Jaeger, il volante con razze traforate, i contenitivi sedili con schienale fisso in velluto blu, la leva del cambio sottile: per tornare indietro nel tempo c'è tutto ciò che serve. A proposito: gli interni – mi confessa Moreno Tassinari, guru delle Visa che si è occupato del restauro – sono l'unica cosa che si è perfettamente conservata nel tempo. Quando è stata scovata, nell'officina Citroën Seri di Siena, la Chrono era davvero malmessa: la ruggine aveva intaccato i lamierati e c'era bisogno di un bel tagliandone, senza dimenticare la sostituzione di scatola sterzo, sospensioni, freni, pneumatici... Un lavoro di cinque mesi, grossomodo, compresa la riverniciatura in Blanc Meije.

IN FORMA Ora, però, la Visa Chrono è davvero in forma. Lo senti dal motore, che canta deciso anche al minimo, e dai giochi dei comandi, assenti: uscita dal concessionario, nel 1984, questa Visa Chrono doveva essere proprio così. La pista non è certo il luogo migliore dove scatenarla ma la piccola Citroën mostra di avere ancora, dopo oltre 30 anni, qualche frammento di genialità. Nel telaio, che ti comunica senza filtri ogni tua minima azione sui comandi e nel motore, che spinge brioso anche nell'alto dei regimi. Certo, il cambio è lungo, i freni morbidi, lo sterzo non esattamente pronto, le sospensioni cedevoli. Ed è anche per questo che l'adoro...


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