Autore:
Luca Cereda

VERVE PER TUTTI Pochi cilindri, ma con una certa verve: perché tutti vogliono consumare poco ma in città, si sa, vanno di fretta. La bicilindrica Panda K-Way e le tricilindriche Smart forfour e Citroen C1 interpretano questa ricetta ciascuna a modo proprio. Con un occhio ai consumi e la premura di non annoiarci troppo alla guida.

QUI PANDA Delle tre, la più attrezzata ad abbandonare la cinta muraria è la Panda K-Way, più robusta e confortevole quando si viaggia a medie extraurbane. Nella sua ultima release, il TwinAir da 85 cv ha imparato a tener bassa la voce anche mantenendo un buon passo, e in città spinge la pandina con tanto brio, divertendosi a mettere il muso davanti ai semafori. Sarà anche per la guida in posizione rialzata e lo spazio che abbonda in tutte le direzioni, soprattutto in altezza, ma la sensazione che la panda sia un po’ “più macchina” delle sue omologhe in questo confronto affiora chilometro dopo chilometro.

FACCIO A MANO Il cambio Dualogic? Può essere un prezioso alleato se siete condannati al traffico dell’ora di punta, ma non è ciò che di meglio offre la piazza per la guida automatica, e soprattutto non aiuta i consumi del TwinAir, in certi frangenti un po’ assetato se chiamato a gestire da sé la scalata. Memento: la Panda K-Way esiste anche con un buon cambio manuale a 5 marce che non rischia di stancare in città, tanto per la posizione azzeccata quanto per la manovrabilità.

QUI FORFOUR Con trazione e motore stavolta posteriori, la Smart forfour è un’altra city car che non soffre se portata fuori dal suo habitat naturale, grazie al suo piccolo tre cilindri made in Renault declinato alla massima potenza: 90 cavalli. Superata un po’ di inerzia iniziale, il turbo inizia a spingere con brio e, confinato là dietro, il motore non disturba l’abitacolo col suo frullare, tenendo i consumi a un livello più che accettabile con l’aiuto del cambio manuale a 5 marce, unica opzione nell’attesa del doppia frizione. La specialità della casa resta però lo slalom speciale nel traffico cittadino, dove la Smart-per-quattro fa sfoggio di una maneggevolezza che ha pochi pari. Il raggio di sterzata è da Guinness dei primati, lo sterzo invece bifronte: piacevolmente leggero nelle manovre, un po’ vuoto in mezzo quando ci si immerge nel misto curvoso.

QUI C1 Quanto ad agilità, anche la Citroën C1 ha tutti i crismi della cittadina modello, e a questi aggiunge il gusto della guida en plein air quando si increspa la capote. La francesina è più leggera delle rivali, ha uno sterzo più consistente e si guida molto in basso. Quando i palazzi si allontanano e le curve si infittiscono, c’è perfino da divertirsi. Il suo millino, però, è di quelli tarati sulla città: 69 cavalli danno quello che possono tirando le marce, ma in compenso, negli stop-and-go, la risposta è sempre pronta: quella del motore. Il cambio robotizzato ETG a 5 rapporti, invece, dimostra qualche incertezza, e forse ha fatto il suo tempo. Ciò nonostante, i consumi non ne risentono troppo, e anche facendo un uso a tuttotondo della C1 – chiudendo un occhio, anzi un orecchio, sull’insonorizzazione dai fruscii non proprio ermetica- i 15 km con un litro restano alla portata.     


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