Prova
BMW Z4 2009

BMW Z4 2009

Così diversa eppure così uguale. La roadster di Monaco si rinnova da cima a fondo, si converte al tetto rigido pieghevole ma rimane inconfondibile nello stile. E anche nel piacere di guida.
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Autore:
Paolo Sardi

UNA FACCIA UNA RAZZA Neppure un francobollo di lamiera è riuscito a sopravvivere al ricambio generazionale: tutto è rigorosamente nuovo di zecca. Eppure provate a coprire i loghi BMW sparsi qua e là, mostrate l'auto a chiunque e nessuno avrà esitazioni a riconoscervi la seconda edizione della BMW Z4. La scena, ci si può scommettere, non cambierebbe nemmeno camuffando il doppio rene nel frontale, che nell'occasione si dà una stiracchiata e si allarga, seguendo i fari che si allungano all'indietro.

IL DUE PEZZI LE DONA I designer dell'Elica non si sono certo risparmiati, evolvendo le forme del vecchio modello senza rinnegarloe passando dalla capote in tela a un tetto pieghevole in due parti in alluminio. E' quasi inutile sottolinearlo: il padrone della scena è lui, che con le sue forme attillate e fluenti e, con la complicità dei montanti neri, dà ancora più slancio alle forme della nuova Z4. Sarà per merito suo, sarà per per le abili trovate degli stilisti, fatto sta che questa BMW ha un'aria ben più importante di quel che dicano i suoi ingombri.Lunghezza e larghezza crescono un po' rispetto al passato e sono nell'ordine di 424 e 179 cm, mentre l'altezza si attesta a 129 cm.

A MUSO LUNGO Il taglio resta quello da roadster vecchia maniera, con il cofano lungo una quaresima, con la coda tronca e muscolosa e con l'abitacolo quasi arroccato sull'asse posteriore. Sagoma a parte, le lamiere mostrano un forte legame con le altre macchine uscite dalla scuola di Chris Bangle. I pannelli sono solcati da linee tese, neanche fossero un tessuto appoggiato su un'intelaiatura come nel caso della concept Gina, e giocano a creare superfici concave e convesse. L'insieme è slanciato ma non rinuncia a sembrare anche ben piantato a terra, grazie anche alle molte linee orizzontali.

COME UNA VOLTA L'abitacolo reinterpreta a sua voltasoluzioni di gusto rétro. Sulla consolle centrale i vari comandi della climatizzazione sono racchiusi in elementi circolari piazzati in fila che strizzano l'occhio agli strumenti supplementari delle sportive di una volta. Tutto è invece modernissimo sotto la pelle metallica. Il telaio fa largo uso di alluminio e adotta sospensioni anteriori a doppio snodo e braccio tirante, mentre dietro c'è un braccio unico centrale.

IN PUNTA DI DITA A richiesta si può avere anche l'assetto adattivo M, gestibile poi attraverso il Driving Dynamic Control. Questo dispositivo, offerto di serie, consente con un semplice pulsantedi tarare in modo più o meno sportivo la risposta del motore, dello sterzo e dell'eventuale cambio automatico o robotizzato, oltre la soglia d'intervento dei controlli della stabilità e della trazione. Di norma la Z4 è proposta con un cambio manuale a sei marce, che assieme alla trazione posteriore fa da denominatore comune a tutta la gamma.

RICOMINCIO DA TRE A comporla sono per il momento tre motori, tutti a benzina e a sei cilindri in linea. Quello d'accesso alla gamma equipaggia la versione sDrive23i ma non è un 2.300 come potrebbe far pensare il numero, bensì un 2.500 da 204 cv a 6.200 giri e250 Nm a 2.950. Su strada scatta a 100 km/h in 6,6 secondi, raggiunge i 242 km/h e percorre 11,8 km con un litro. Un'identica percorrenza è promessa anche dal tre litri della sDrive30i, che ha invece 258 cv a 6.600 giri e 310 Nm a 2.750 giri ed è accomunato al 2.5 anche dal sistema di alzata variabile delle valvole di aspirazione Valvetronic e dal Doppio Vanos, la fasatura variabile di tutte le valvole. Le sue prestazioni iniziano a soddisfare anche i palati esigenti, con uno 0-100 da 5,8 secondi e una punta di 250 km/h.

CHE BELLA COPPIA La stessa velocità autolimitata caratterizza anche la punta di diamante della famiglia, la sDrive35i, con un tre litri biturbo da 306 cv e capace di una coppia massima di 400 Nm stabili tra i 1.300 (!) e i 5.000 giri. Quanto basta per farne una castigamatti ai semafori, con un crono di 5,2 secondi nello 0-100. Grazie all'iniezione diretta, però, i consumi non crescono proporzionalmente alle prestazioni, con una media di 10,6 km/litro.

UNA E TRINA Per tutte le motorizzazioni è previsto un unico allestimento, con una dotazione piuttosto completa. Dell'equipaggiamento standard fanno parte infatti il climatizzatore automatico, i cerchi in lega da 17", il frangivento, i fari allo xeno, i pneumatici runflat, lo stereo e i sedili con poggiatesta integrato. Quanto poi ai prezzi, la Z4 23i costa 39.400 euro, la 30i 44.800 e la 35i 50.400 euro. Per le ultime due è di serie anche l'interno in pelle.

STRETCHING Il tetto rigido rende la Z4 più pratica e accogliente che in passato. Le porte sono più grandi, per facilitare l'accesso a bordo e una volta seduti si hanno a disposizione 5 mm in più per la testa, 20 per le spalle e 43 per i gomiti. Numeri a parte, il posto di guida calza a pennello anche se di norma si veste una taglia XL. Le borse trovano spazio a loro volta: il bagagliaio ha un volume utile di 310 litri quando il tetto è alzato e anche con i pannelli ripiegati restano sempre 180 litri per stivare le valigie. Tra gli optional, tra l'altro, c'è anche una sacca per il carico passante, utile a stivare due paia di sci lunghi fino a 170 cm senza bisogno di un portasci.

E LUCE FU Il tetto rigido regala anche una maggiore visibilità. La visuale attraverso i finestrini laterali aumenta del 40% mentre quella garantita dal lunotto sale del 52%. Ciò non significa che in parcheggio sia un gioco da ragazzi capire al volo dove finisca la carrozzeria, anche perché davanti c'è un muso lungo e un po' spiovente come il becco di un tucano. Tuttavia, la gestione della macchina negli spazi stretti diventa più agevole e in ogni caso la luminosità dell'abitacolo rende la vita a bordo più piacevole.

VIA DI MEZZO In questo senso un bel passo avanti lo assicura anche la taratura standard delle sospensioni, più soffice che in passato, a tutto vantaggio della guida sullo sconnesso. La soluzione proposta dalla Casa rappresenta un ottimo compromesso e bisogna tenere un passo davvero sostenuto per sentire bisogno di un assetto più controllato. La clientela più sportiva troverà comunque pane per i suoi denti nell'assetto adattivo M, con le sue tre tarature selezionabili attraverso il Driving Dynamic Control.

SLALOM GIGANTE In generale, la Z4 sfodera un equilibrio dinamico invidiabile, grazie pure agli sbalzi ridotti e al baricentro basso. Il muso è lungo ma entra in curva con una rapidità e una precisione non comuni. Anche forzando la staccata e inserendosi in traiettoria con i freni ancora pinzati questa BMW non tende a partire per la tangente. Segue sempre la linea impostata attraverso uno sterzo preciso e progressivo senza sbavature o indecisioni, lasciando ampio margine per eventuali correzioni. La Z4 si comporta bene anche quando il misto si fa stretto, con cambi di direzione rapidi e con curve e controcurve in appoggio stampando in faccia al pilota un sorriso a 32 denti.

A TUTTA FORZA Il telaio dimostra di reggere bene anche l'esuberanza del motore tre litri biturbo, l'unico disponibile al momento della prova in abbinamento ai cerchi da 19" optional. Questo motore, è giusto ricordarlo, è esuberante pur non nascendo per la prestazione assolutafine a se stessa. Il Twin Turbo vuole offrire un rendimento omogeneo in ogni frangente, che si debba portare un figlio a scuola o che si voglia limare un decimo al proprio record la domenica in pista. Anche ora che rispetta la norma Euro 5, non mostra mai di avere il fiato corto e spinge come un ossesso a ogni regime.

DOUBLE FACE Già poco sopra i 1.000 giri assicura un tiro notevole e non conosce soste fino quasi ai 7.000 giri. Al volante si può adottare qualsiasi stile di guida. Si può per esempio viaggiare con un filo di gas a tetto reclinato, operazione che si compie in una ventina di secondi, e godersi in panciolle la grande elasticità, ben protetti dal vento fino alle velocità autostradali. Altrimenti si può provocare il sei cilindri, che, all'occorrenza, sa tirare fuori gli artigli e assecondare la condotta più sportiva.

MUSICA, MAESTRO Con sound gasante, che unisce il rombo del motore al sibilo della turbina, scarica a terra la potenza con cattiveria sulle ruote posteriori, per la felicità dei virtuosi del controsterzo e gli amanti del drifting. La motricità è buona ma se si guida con il coltello tra i denti il controllo elettronico della trazione deve fare gli straordinari. Scegliendo la taratura Sport e ancor più Sport+, la Z4 diventa più reattiva e pronta a ogni sollecitazione dell'acceleratore e offre anche più divertimento. Il diverso settaggio toglie poteri all'elettronica per affidarli alle mani del pilota, libero così di giocare ai limiti dell'aderenza.

IO ROBOT Il partner ideale per questo motore è senza dubbio il cambio robotizzato a sette marce e doppia frizione già provato tempo fa sulla M3. I suoi punti di forza sono la dolcezza nella funzione normale automatica e la rapidità quando invece si opta per la selezione manuale. Con le due frizioni che fanno una sorta di staffetta ideale, la potenza viene scaricata senza soluzione di continuità, a tutto vantaggio della fluidità dell'azione, delle prestazioni e anche dei consumi.


TAGS: prova bmw z4 2009 Tutte le auto Euro5

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