Autore:
Paolo Sardi

X FACTOR Tra gli appassionati l’abbinamento è scontato: chi pensa a BMW automaticamente pensa anche alla trazione posteriore, lo schema di trasmissione più amato dai puristi della guida e dai virtuosisti del controsterzo. Eppure, dati di mercato alla mano, la Casa di Monaco di Baviera fa grandi numeri anche sfruttando il suo… X Factor, ovvero la trazione integrale xDrive: gli esemplari che spingono con tutt’e quattro le ruote coprono infatti ben il 40% delle vendite, mica bruscolini.

EVOLUZIONE DELLA SPECIE La trazione xDrive, tra l’altro, comincia ormai ad avere una bella storia alle spalle. La sua prima apparizione risale infatti a più di 25 anni fa, ovvero al 1985, quando debuttò sulla Serie 3 E30. Da allora le evoluzioni non sono certo mancate, a partire dall’arrivo sulla Serie 5, nel 1991, del controllo elettronico della ripartizione della coppia, che viene ora regolata in modo proattivo, attraverso una gestione integrata del controllo elettronico della trazione, della gestione motore e della trasmissione.

DENOMINATORE COMUNE Chiaramente ciascun modello ha le sue peculiarità ma la trazione integrale non differisce poi così tanto da una BMW a un’altra. In generale, di base la ripartizione prevede che circa il 60% della coppia sia inviato alle ruote posteriori, con il 40 mandato invece a quelle anteriori. Tuttavia, il rapporto tra i due assi varia in base alle condizioni di aderenza delle ruote e può passare da uno 0 - 100 a un 100 - 0 in poche frazioni di secondo, per assicurare il massimo della motricità e della direzionalità.

ECCEZIONE ALLA REGOLA Oggi come oggi c’è un solo modello nel listino BMW a non avere una versione xDrive e si tratta dela Z4. Tutte le altre macchine dell’Elica hanno invece le loro brave varianti a trazione integrale. Con il model year 2013 lo schema xDrive colma una lacuna del passato e arriva infatti anche sulla Serie 1, tanto sulla punta di diamante sportiva, la M135i, quanto sulla più equilibrata 120d.

PREZZEMOLO L’accoppiata trazione integrale - motore due litri a gasolio fa un po’ da prezzemolo nel listino di Monaco. Questa meccanica, assieme al raffinato cambio automatico a otto marce, compare per esempio anche sotto il cofano della X1, fresca protagonista del restyling di metà carriera. A montarlo è anche la BMW Serie 3 xDrive, proposta pure in due versioni a benzina (320i e 328i) ma solo con carrozzeria berlina; chi desidera una 3 Touring integrale deve aspettare ancora qualche mese. E a proposito di restyling, non bisogna dimenticare che si è recentemente rifatta il trucco anche una colonna portante della famiglia xDrive, ovvero la X6, che, così come la X1, offre ora scenografici fari a Led.

A TUTTA FORZA Un’altra primadonna della nuova collezione autunno – inverno della BMW è la Serie 6 Gran Coupé, che può montare la trazione integrale xDrive sulla versione top, ovvero la 650i, con motore V8 4.4 a benzina da 449 cv. A contenderle il ruolo di vedette è il poderoso triturbo diesel 3.0 da 381 cv che equipaggia la M550d, la 750d e le versioni M50d di X5 e X6.

COME VA Alla prova dei fatti la trazione xDrive se la cava alla grandissima sui terreni difficili come neve e ghiaccio. Chiaramente bisogna fare gli opportuni distinguo tra un modello e l’altro ma il rendimento della trasmissione presta sempre il fianco a ben poche critiche. Grazie all’elettronica raffinata e all’efficienza della meccanica, i trasferimenti di coppia sono abbastanza rapidi ed è quasi impossibile rendersi conto di cosa stia realmente accadendo sotto il pianale.

NON FA MIRACOLI In casa BMW si tocca con mano come ancora una volta la trazione integrale non sia tuttavia una bacchetta magica che trasforma un Suv taglia XL in un mezzo agile come uno scoiattolo. Quando ci si muove su fondi a bassa aderenza bisogna quindi drizzare le antenne e andare cauti se si sta guidando una X5 o, peggio ancora, una X6. Con pneumatici oversize e una massa pachidermica gli inserimenti in curva sono piuttosto laboriosi e quando si forza il ritmo si rischiano piroette in stile Holiday On Ice.

IN CRESCENDO La bontà dell’xDrive si apprezza meglio su macchine meno stazzate, quando il lavoro della catena cinematica non viene vanificato dal peso che deve gestire. Complice anche il baricentro più basso, già con la Serie 6 Gran Coupé (provata su strada e non su circuito chiuso come le altre BMW xDrive) o sulla Serie 5 aumenta il senso di padronanza e di sicurezza rispetto alle sorelle suvveggianti.

DI BENE IN MEGLIO Il piacere di guida cresce però quando ci si sposta su mezzi ancora più leggeri, ovvero sulla BMW X1 e - ancor più - sulla Serie 3. Quest’ultima, in particolare, è quella che si lascia meglio controllare di gas, con un comportamento neutro tendente al sovrasterzante che stampa un sorriso a trentadue denti a chi ama le guida funambolica. Chi ha il palato fine può gioire grazie anche al Dynamic Performance Control, una particolare differenziale posteriore che distribuisce la forza tra le ruote posteriori in modo intelligente e continuo, rendendo la guida più facile e precisa.


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